Anello del Monte Nero

Questo percorso con il suo mosaico di ambienti diversi vi guiderà alla scoperta della Riserva Naturale di Montenero, la più piccola dell’Alta Val di Cecina, ma ugualmente ricca di testimonianze storiche e paesaggistiche. Ricoperta da verdi e ombrosi boschi a contrasto con gli aspri speroni di roccia che sbucano dai fianchi del monte, delineato e solcato da profonde vallate, che si alternano alle dolci colline argillose della vicina Valle dell’Era.

Per raggiungere il punto di partenza di questo itinerario, percorri da Volterra la SS. 68 in direzione di San Gimignano, fino al vicino incrocio di Roncolla. Poi svolta a sinistra per raggiungere dopo circa 4 km, l’abitato di Prato D’Era.

Dirigiti quindi sempre verso destra in direzione di Ulignano, imboccando l’ampia strada bianca. Risali le pendici del Montenero, per poi arrivare, dopo 3,3 km, al punto di partenza del vero tragitto, che per comodità è preferibile percorrerlo in senso antiorario.

Località di partenza: Ulignano

Località di arrivo: Ulignano

Dislivello salita: 452′

Pendenza media: 12.5%

Pendenza massima: 45%

Lunghezza percorso: 7.8 Km

Tempo impiegato: 4h

Difficoltà: E

Punti di appoggio: Nessuno

Rifornimento di acqua: Nessuno

Traccia GPS: www.carrozzadergambini.it

Superata la catena di ingresso della riserva, dopo circa 200 m. trovi finalmente l’inizio dell’Anello della Nera. Segui i cartelli indicatori e i soliti segnali bianco – rossi, iniziando a percorrere in discreta salita il bel sentiero NM1 all’interno di uno splendido bosco e circondati da innumerevoli varietà di felci.

Dopo le fatiche dei primi 700 m. di ardita salita, l’occasione per riprendere fiato, è data dal bel panorama che ti si presenta di fronte. Infatti in direzione nord est si può già intravedere tra la vegetazione la Pieve della Nera e alla tua destra il superbo costone di roccia chiamato “Dente del Montenero”, che domina sull’intera vallata del torrente Strolla.

Spaziando con la vista verso ovest, ti affacci invece, sulle dolci colline di creta che circondano Volterra. Immancabilmente il grido e il volo di qualche rapace, che nidifica fra queste rocce, sarà di compagnia.

Prosegui ancora il cammino salendo per poco, attraversando con un comodo sentiero pianeggiante, uno stupendo bosco di lecci e latifoglie, dove in primavera fanno bella mostra di sé le fioriture del Maggiociondolo.

Sono presenti alcune curiose tane, scavate in un pendio, sicuro rifugio di animali selvatici e proseguendo, poco dopo incontrerete un rimboschimento di Pino Marittimo con l’immancabile sottobosco di essenze della Macchia Mediterranea.

Dopo aver percorso complessivamente 2,5 km, giungi vicino a un altro punto di ingresso alla Riserva, quello in prossimità della Villa di Ulignano di cui se ne intravede il profilo tra gli alberi.

Imboccate quindi la stradina bianca che conduce all’agriturismo “Il Cafaggiolo” e seguila fino al suo ingresso; a quel punto svolta alla sua sinistra per rispettare la proprietà privata della struttura.

Da qui scendi velocemente verso il fondovalle, da cui poi devi risalire per raggiungere dopo circa 700 m. la “Pieve della Nera”.

Qui, un’altra pausa; approfittane per visitare la struttura della chiesetta; con una piccola deviazione di qualche centinaio di metri, puoi raggiungere i resti del “Castello della Nera” sul vicino poggio calcareo di Casalone.

Riprendi il cammino principale percorrendo per un tratto la strada bianca di accesso alla chiesa, che ricalca un antico percorso medievale; poco dopo raggiungerai un’imponente quercia secolare nelle vicinanze della struttura in pietra della piccola sorgente chiamata “Fonte del Latte”, dalla quale sgorgava un’acqua, che secondo le credenze popolari era ritenuta miracolosa ed aveva la proprietà di garantire il latte alle mamme che l’avessero bevuta.

Prosegui poi in leggera discesa la nostra strada, ponendo particolare attenzione ai segnali che troveremo sulla sinistra. In corrispondenza di una “scamporata”, che ci mostra numerose varietà di bacche e frutti selvatici, nonché un piccolo laghetto artificiale ricolmo di piante acquatiche, taglia in direzione sud ovest, riavvicinandoti alla Valle dello Strolla.

Dopo aver costeggiato una curata oliveta, guadagnerai di nuovo il bosco a prevalenza di leccio, che in primavera ospita la fioritura di numerose varietà di orchidee.

Con una piccola deviazione di 200 m., vale sicuramente la pena di affacciarsi ad un altro punto panoramico che ci mostra l’imponenza della ripida vallata circondata dalle rocce ofiolitiche, con le tipiche garighe di Cisto Femmina, Cisto Rosso, Cisto di Montpellier e di Elicriso. Tornando indietro fino all’incrocio che avevamo lasciato, continueremo a scendere lungo il sentiero che ci porterà nel “Bosco delle Liane” e da lì a poco a scoprire le suggestive e spettacolari limpide cascatelle che forma il torrente Strolla.

Superato il passaggio roccioso che ci permette di attraversare e osservare le cascate, percorreremo ancora circa 800 m in salita, con un leggero dislivello per concludere il nostro anello fino al punto di partenza, dove raggiungeremo la nostra auto.

Il percorso di questo itinerario è assai breve, ma fisicamente impegnativo per il discreto dislivello di tutto l’anello, ma la ricchezza e la sequenza degli ambienti tanto diversi e straordinari, nonché l’emozionante passaggio sulle rocce levigate dalle cascate, ci regaleranno sicuramente sensazioni indimenticabili.

© CARROZZA DER GAMBINI
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