Cene Galeotte

La bruna e minacciosa Fortezza Medicea, che sorge isolata dentro la propria cinta, è per i Volterrani, nelle debite proporzioni, quello che sono il Campidoglio e il Colosseo per Roma, il Palazzo dei Priori e del Potestà per Firenze, il Louvre per Parigi e la torre di Londra per la metropoli inglese; monumenti che tutti quanti, in seno proprio, riassumono quasi l’intera storia dei popoli che vissero sotto la loro ombra.

In compagnia di piccioni defecatori ognuna delle esigue celle della casa di reclusione riceve una lama di luce da uno strettissimo pertugio scavato fra le commessure delle pietre che formano il muro massiccio; a prima vista e da lontano, quelle fessure non si distinguono, ma, a dirla tutta, nemmeno ad avvicinarsi fino ai suoi piedi con lo sguardo puntato allo zenit. Tuttavia la presenza di quei piccoli forami, che ora si vedono e ora no, risvegliano subito immagini di una muda dantesca; e sembra di sentire da un lato della muraglia una voce rantolosa, dall’altro un sommesso sibilo che invita all’attenzione, dall’alto uno zufolare sardonico, dal basso un ringhio come di una belva incatenata. Il pensiero che umane creature possano per anni ed anni venir condannate a languirvi, a disumanarsi, mette paura e ribrezzo.

Sarà la crudele facciata, che il carcere mostra a chiunque gli passi vicino, a desistere una esplorazione più attenta della stessa struttura, e beati i turisti che si accontentano di visitare le varie terrazze lungo le mura per godere delle magnifiche vedute di Volterra, ma lassù, sopra i torrioni della Fortezza, i panorami sono ancor più belli. Dall’alto di quel pinnacolo l’occhio domina sovrano una distesa vastissima di colline e di montagne, limitata soltanto dagli Alpi e dal mare.

I fenomeni del cielo, in questo elevato e immenso anfiteatro, presentano spettacoli meravigliosi; la nebbia dei Lagoni ne sono i principali macchinisti; non vi è forma bizzarra, grottesca, colossale che essi non assumano. Le fantastiche creazioni di Ossian-Macpherson si riproducono nelle nubi e con le nubi; le foreste e le visioni evocate da Odino, le fortezze, i castelli e le gesta di Fingallo si dipingono nel cielo tratteggiate da un pennello miracoloso, anzi da migliaia di pennelli, perchè il quadro è rapidamente sbozzato a contorni rosei, i quali, un momento dopo, spariscono per dare luogo ad uno smisurato coperchio di piombo che, cupo, minaccioso e chiazzato a lingue ineguali di fuoco, sembra volersi abbassare rapidamente sopra la terra ed avvilupparla in una plumbea cappa, grande quanto l’orizzonte.

Sennonchè, ad un tratto, in quel formidabile coperchio ha luogo una fenditura e ne sguizza fuori il lampo e il tuono, sconquassando il cielo che ben presto pare precipitarsi disfatto in pioggia sulla terra. Se il temporale è solamente passeggero, bellissimi e stupendi sono gli effetti di luce prodotti dal rasserenarsi dall’atmosfera. I raggi del sole, il quale è nascosto e come ingrugnito nel suo mantello di nuvole, scendono sulla terra come tanti fili d’oro luccicanti di un grande ventaglio.

Talvolta dopo tali acquazzoni, si scorge attecchire nei monti maremmani un arcobaleno che poi sbiadito sull’azzurra volta del cielo, riappare con vivacissime tinte dietro agli opposti monti pisani. Ma poi all’arrivar della sera i colori si dissolvono con l’avanzata delle nebbie, chiamate a ricoprire le valli in un profondo e incommensurabile lago; e tutto si ripete; compatta e lattiginosa simula onde, che, a volte, se qualche nuvoletta scura si affaccia in fondo al bacino sorvolandolo, sembra una nave che rapida e silenziosa valica il flutto tranquillo.

Con la luna a rischiarare il cielo, gli odori si fanno intensi e in questo frangente adatto, romantico, le cene galeotte hanno inizio nella vecchia cappella dell’Istituto trasformata per l’occasione in sala ristorante a lume di candele. Sopra gli immutevoli paesaggi secolari che ci riserva il Mastio, un progetto atto ad un unire l’occhio con l’olfatto e il gusto fa capolino per concludere la giornata in pace con l’anima e con il corpo. Lunghi tavoli imbanditi di pietanze aspettano in solitudine l’arrivo dei commensali, i quali poi, arrivando a centellini, si accomodano infondendo negli angusti corridoi grande calore umano; risate chiassose si alzano di tono e fanno quasi eco: ma se è vero che per un attimo ci dimentichiamo delle storie di sofferenza condivise in queste mura, allo stesso tempo tocchiamo con mano una verità difficile come quella carceraria, realtà troppo spesso ai margini della società. Il chiacchiericcio sottotraccia, al quale si mescolano pensieri e dialoghi, uniforma il suono in un unico fragore incomprensibile interrotto solamente da forchette su piatti e bicchieri in un controcanto rumoristico. Tra le teste chine dei conviviali portate al piatto in cadenze costanti toque blanche e bandane spuntano baldanzose nelle retrovie; calcate sulla fronte dei protagonisti della cucina d’autore italiana si fanno affiancare dai papillon dei sommelier al seguire dei grembiuli neri su camicia bianca dei detenuti. Quest’ultimi sono gli indiscussi protagonisti delle serate: si occupano della cucina e della distribuzione dei pasti; imparano come apparecchiare, servire in tavola, porzionare i cibi. Sono dei figurini, sono professionali e garantiscono la buona riuscita di un ciclo di eventi enogastronomici che vanno avanti sin dal 2008; tutti insieme completano con successo il grande disegno della rieducazione e risocializzazione dei galeotti che troppo spesso resta solo sulla carta dei codici. Le cene, di cadenza mensile, sono anche un indimenticabile momento di solidarietà, poichè il ricavato è integralmente devoluto ai progetti umanitari sostenuti dalla Fondazione Il Cuore si scioglie onlus. A rafforzare e diffondere la cultura della solidarietà – con la collaborazione del Ministero della Giustizia, con la direzione della Casa di Reclusione di Volterra, con la supervisione artistica del giornalista e critico enogastronomico Leonardo Romanelli, che provvede a individuare gli chef coinvolti nell’evento, con il supporto comunicativo di Studio Umami e con il servizio della Fisar Delegazione Storica di Volterra – è soprattutto Unicoop Firenze, la quale oltre che a fornire le materie prime necessarie alla realizzazione dei piatti assume i detenuti retribuendoli regolarmente.

Dal terzo venerdi di dicembre al secondo venerdi di agosto!

Apertura al pubblico: 0re 19,30 – Inizio Cena Galeotta: ore 20.30
Costo: euro 35 a persona (devoluti a Il Cuore si Scioglie)

Per prenotarsi alle serate:
ARGONAUTA VIAGGI, Tel. 055.2345040

VENERDÌ 16 DICEMBRE 2016
NICOLA SCHIOPPO

Osteria Cipolla Rossa
(Firenze)

VENERDÌ 24 MARZO 2017
ALESSANDRO LIBERATORE
Villa Cora
(Firenze)

VENERDÌ 21 APRILE 2017
BEATRICE SEGONI
Konnubio
(Firenze)

VENERDÌ 26 MAGGIO 2017
DANIELE PESCATORE
(Casa di Cucina da Pescatore – Firenze)
ROMUALDO RIZZUTI
(Pizzeria Sud, Mercato Centrale – Firenze)

VENERDÌ 30 GIUGNO 2017
ENTIANA OSMENZEZA
Gurdulù
(Firenze)

VENERDÌ 11 AGOSTO 2017
DANIELE SERA
Castello di Casole
(Casole d’Elsa)

LE EDIZIONI PASSATE

CENE GALEOTTE 2014/15
GIONATA D’ALESSI – Osteria Magona, Bolgheri (LI)
CLAUDIO VICENZO – La Limonaia di Villa Rospigliosi, Prato
PASQUALE TORRENTE – Al Convento, Cetara (SA)
ALESSANDRO ZANIERI – Frescobaldi Wine Bar, Firenze
ROY CACERES – Ristorante Metamorfosi, Roma
FILIPPO LA MANTIA – Filippo La Mantia, Milano
ALESSANDRO DAL DEGAN – La Tana, Asiago (VI)
CRISTINA BOWERMAN – Glass Hostaria, Roma

CENE GALEOTTE 2013/14
MIRKO MARTINELLI – Ristorante Oasi, Follonica (GR)
ANDREA CAMPANI – Osteria del Borro, San Giustino Valdarno (AR)
ANGELO TORCIGLIANI – Ristorante Enoteca Il Merlo, Camaiore (LU)
RICCARDO AGOSTINI – Ristorante Il Piastrino, Pennabilli (RN)
ALESSIA MORABITO – La Terra di Nello, Castiglion della Pescaia (GR)
GIANCARLO MORELLI – Osteria del Pomireou, Seregno (MB)
NICOLA SCHIOPPO – Osteria Cipolla Rossa, Firenze
SIMONE CIPRIANI – Il Santo Graal, Firenze

CENE GALEOTTE 2011/12
IGLES CORELLI – Ristorante Atman – Pescia (PT)
ANDREA MATTEI – Ristorante Magnolia, Forte dei Marmi (LU)
ANDREA BIANCHINI – La Bottega del Cioccolato, Firenze
GIUSEPPE CALABRESE – Guida “I Ristoranti d’Italia” de L’Espresso
ALESSANDRO FRASSICA – ‘Ino, Firenze
SERGIO MARIA TEUTONICO  Trasmissione “Chef per un giorno” (La7)
DANIELE PESCATORE Cenacolo del Pescatore, Firenze
DEBORA CORSI – 
Ristorante La Perla, San Vincenzo (LI)
BARBARA ZATTONI – Ristorante Pane e Vino, Firenze
STEFANO PINCIAROLI  Ristorante PS, Cerreto Guidi (FI)

CENE GALEOTTE 2010/11
LUCIANO ZAZZERI – Ristorante La Pineta, Marina di Bibbona (LI)
ALESSANDRO BROCCIA – IPSSAR “Bernardo Buontalenti”, Firenze
GIUSEPPE LA ROSA – Locanda Don Serafino, Ragusa
LAURA LORENZINI – Ristorante Mocajo, Guardistallo (PI)
VITO MOLLICA – Ristorante Il Palagio – Hotel Four Seasons, Firenze
RICCARDO MONCO – Enoteca Pinchiorri, Firenze
FRANCESCO LAGI – Ristorante Luci della Città, Firenze
STEFANO FRASSINETI – Toscani da sempre, Pontassieve (FI)
CRISTIANO TOMEI – Ristorante L’imbuto, Viareggio (LU)

CENE GALEOTTE 2009/10

ARTURO DORI
, Personal Chef, Firenze
NATASCIA SANTANDREA – Tenda Rossa, San Casciano Val di Pesa (FI)
FAMIGLIA COLZI – Trattoria Mario, Firenze
GIOVANNI MANCINO – Hotel Principe di Piemonte, Viareggio (LU)
PAOLO GORI – Trattoria Burde, Firenze
FILIPPO SAPORITO – La Leggenda dei Frati, Monteriggioni (SI)
MASSIMO BOTTURA – Osteria La Francescana, Modena

CENE GALEOTTE 2008/09
MARCO STABILE
– Ristorante Ora D’aria, Firenze
FABRIZIO INNOCENTI – Ristorante Grand Hotel Incanto, Firenze
LUCA MARIN – Ristorante Santo Bevitore, Firenze
BENEDETTA VITALI – Ristorante Zibibbo, Firenze
FABRIZIO MARINO – Ristorante Pepe Nero, San Miniato (PI)
MATIA BARCIULLI – Ristorante Osteria Di Passignano, Tavarnelle V.P. (FI)
GAETANO TROVATO – Ristorante Arnolfo, Colle Val D’elsa (PI)
GIUSEPPE DELLA ROSA – Ristorante ORVM Hotel Westin Excelsior – Firenze

© Marco Loretelli