La Badia

Indirizzo
Via Matteotti, 2

Orari
21 Mar – 23 Sett
Ven
16.00 – 19-00

Sab – Dom
10.00 – 12.30, 16.00 – 19.00

Costo
A donazione

All’estremità settentrionale della città la massa imponente della Badia di San Giusto sembra quasi affacciarsi sullo strapiombo delle Balze.

Il monastero venne donato per volere del vescovo di Volterra Gunfredo nel 1030 o nel 1034.

L’edificio con tutte le sue proprietà venne poi affidato alla cura dei benedettini, che nel corso del XIII secolo vennero sostituiti dai monaci camaldolesi.

Alla Badia Camaldolese con il gruppo volterrano degli “Amici dell’Arte”

Nei primi anni del 1600 iniziò la frana delle Balze, che nei secoli successivi arrivò a minacciare da vicino anche la Badia. Nel 1808 il monastero fu soppresso dal governo di occupazione francese, ma nel 1820 i camaldolesi poterono tornarvi; però pochi anni dopo abbandonarono definitivamente l’edificio, per paura delle Balze.

Il monastero è oggi un’unica struttura divisa in due parti ben distinte: la chiesa, pressochè distrutta, di cui rimangono solo scarsi resti dei muri perimetrali che conservano ancora la struttura di età romanica, e l’edificio residenziale, con il chiostro, il refettorio ed i quartieri dei monaci, che invece hanno un aspetto più moderno dovuto alla ricostruzione voluta dall’abate Mario Maffei fra il 1514 e il 1528.

Il Chiostro interno della Badia Camaldolese.

La chiesa della Badia era divisa in tre navate e sul fondo vi era un abside coperto da una semicupola; la copertura era a capriate e piccole finestre disposte lungo le pareti. Si conserva ancora oggi la torre campanaria, costituita da una torre a base quadrangolare la cui struttura risale al XII – XIII secolo, che è la parte più antica di tutto il complesso monumentale.

Entrando dall’ingresso principale del monastero si accede al chiostro, recentemente reso praticabile, circondato sui quattro lati da un porticato coperto da volte a crociera e pavimentato in cotto. Il suo aspetto risale al 1567 ed è opera di Giovanni Tortori di Fiesole.

Il Refettorio della Badia Camaldolese.

Il portico era ornato dagli stemmi di vari abati che si sono succeduti nei secoli ed è ancora oggi visibilie una clessidra solare, mentre al centro di può notare il pozzo da cui era possibile attingere l’acqua della cisterna. Dal chiostro si accedeva alla chiesa e al refettorio, ancora oggi decorato dagli affreschi, recentemente restaurati, dipinti da Donato Mascagni con le “Storie di San Giusto e Clemente”, patroni della città di Volterra e titolari della Badia. Al centro del soffitto è dipinto un affresco con la Madonna con il Bambino opera di Baldasarre Franceschini.

Rovine della Chiesa della Badia Camaldolese. In posa due signori.

La Badia è stata parzialmente restaurata e aperta alla visita grazie alla Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra.

SP 15
Volterra 56048 Volterra
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