Oratorio della Visitazione

Incamminandoci verso le periferie a nord della città, le colline protendono braccia lunghe giù nel vuoto; i sentieri si fanno stretti, sconnessi e a guardare avanti, con le gole erti all’orizzonte, è possibile intravedere i lumi baluginanti del cimitero cittadino. Pochi metri prima, lungo la strada serpigna che porta a Santa Margherita, si affianca, nascosto tra i vecchi cipressi, l’Oratorio della Visitazione, e come a voler fare un torto al nome che porta, visitare quotidianamente questo luogo non è affatto possibile. Il motivo è presto detto: la piccola costruzione, preceduta da un elegante portico in pietra, fu eretta nel 1471 con lo scopo unico di proteggere dal male un tabernacolo stradale nel quale è affrescata la Madonna con il Bambino tra santi e angeli.

Il male è l’uomo; e l’uomo non può pregarvi più.

La furia iconoclastica che periodicamente esplode, così ora come nei secoli passati, ebbe un risvolto alquanto sinistro il 2 luglio del 1471. Si narra che un forestiero abitante di Striscia, dopo aver perso una partita a dadi giocata in una osteria vicino la chiesa di San Michele, abbia sfogato la sua totale disperazione sulla Madonna con il Bambino, situato appena prima del Campo Santo. Il tabernacolo fu raggiunto da tre sassi: la Vergine appena sotto l’occhio e nella mammella sinistra e il Bambino in faccia. Il sacrilego, non contento, come posseduto da uno spirito maligno, si avviò alla volta dell’Oratorio di Sant’Ottaviano, dicendo di volersi vendicare anche con lui per la sua disastrosa sconfitta, ma appena questo raggiunse la chiesa vicina una voragine si aprì sotto i suoi piedi ingoiandolo negli inferi. Il fatto destò grandi preoccupazioni e interessi, non solo per il modo in cui il passante aveva deturpato l’immagine iconografica, opera di Stefano di Antonio Vanni, ma anche per come Dio aveva deciso di punire la sua folle cattiveria.

L’immagine era già al tempo oggetto di grande venerazione e per impedire che il tabernacolo fosse di nuovo oggetto di incontrollate violenze fu costruito intorno ad esso l’attuale Oratorio della Visitazione, chiamato altrimenti Oratorio della Madonna del Livido. L’appellativo, quest’ultimo, della Madonna con il Bambino si lega al fatto che il volto soave della Vergine Maria dopo essere stato colpito dal sasso risultò essere improvvisamente e inspiegabilmente tumefatto: un grande livido si espanse da sotto l’occhio destro fino allo zigomo.

Al tempo, in memoria del miracolo compiuto da Dio, fu piantata una croce davanti al Santuario e tutti coloro che si prestavano a visitare la Madonna ponevano ognuno un sasso simbolico intorno alla croce. Oggi questa pratica non è più di consuetudine, ma una volta all’anno, il 31 maggio, vi si celebra una festa in suo onore con una processione notturna che dalla Chiesa di San Michele si snoda fino all’Oratorio della Visitazione.

Per l’occasione, la Madonna con il Bambino si mostra al pubblico.

Il livido è ancora visibile.

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