Tombe del Portone

Indirizzo
Strada Comunale di Santa Margherita

Orari
Aperto tutti i giorni

Costi
Intero € 0,00

Lo sperone che si estende al di là della porta Diana costituisce una delle località più interessanti per l’archeologia volterrana. AI di là di questa costruzione, lungo la strada che in antico conduceva verso il piano dell’Era, è stata trovata, nel corso degli anni, la più grossa necropoli della città antica.

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Utilizzata in particolare nel periodo ellenistico ed anche in epoca imperiale dal popolo Etrusco, i tre quarti delle urne in visione nel Museo Archeologico di Volterra provengono da questa necropoli.

Le due uniche tombe oggi visitabili sono delle significative testimonianze storiche del nostro popolo etrusco.

Venendo da Volterra, l’ingresso al pianoro dove sono situate le due tombe è in prossimità dell’Agriturismo Villa Marmini, struttura ricettiva da prendere come punto di destinazione per una una eventuale ricerca online sulle coordinate GPS.

A ridosso della strada, sulla sinistra, è presente una scalinata; individuata è necessario parcheggiare sulla banchina della stessa strada, ma a sinistra.

Il primo sito è una tomba a camera composta da un vano ipogeo di forma quadrangolare al quale si accede attraverso un corridoio (dromos) in forte pendio. Sulla parete di fondo del vestibolo centrale ci sono due celle. Lungo il perimetro del vestibolo e delle celle corrono le banchine di deposizione, destinate ad accogliere le deposizioni ed il corredo. E’ incerta la data di rinvenimento anche se probabilmente la tomba fu scavata intorno al 1880 (datazione: periodo ellenistico fine IV-I sec a.C.)

L’altro sito è una tomba a camera composta da un vano ipogeo di forma circolare scavato nel terreno al quale si accede, anche in questo caso, attraverso un corridoio (dromos) in forte pendio. La camera è munita di banchina per la deposizione di contenitori funerari (in genere urne e vasi) e del corredo. Al centro un grande pilastro sostiene la volta ricavata da un banco di panchino. L’attuale accesso costituito nell’ottocento è in posizione obliqua rispetto al corridoio originario. È incerta la data di rinvenimento anche se probabilmente la tomba fu scavata intorno al 1880 (datazione: periodo ellenistico fine IV-I sec a.C.

Le tombe generalmente sono illuminate, ma non sempre il servizio elettrico è erogato. Onde evitare spiacevoli soprese, portatati una torcia super luminosa.

Evita di toccare le pareti e i soffitti, preserva con buonsenso questi siti storici.

Ai volterrani, chiamarle tombe non piaceva, per loro erano «buche etrusche» e le considerevano come cose riservate, quasi un antico segreto che gli abitanti di Volterra si portavano dietro, nei secoli. Segreto violato solo in parte, se, come si diceva, molti «cunicoli e buche» erano ancora da scoprire.

> Leggi, Le Buche Etrusche

 

Strada Comunale di Santa Margherita
Prato D'era 56048 Prato D'era
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