Buriano

Nel 1940 Buriano comprendeva una vasta Fattoria con villa, castello, chiesa parrocchiale di San Niccolò ed era di proprietà di Antonio De Rochefort.

Situato a 245 metri sul livello del mare, sullo sprone meridionale del Monte di Montecatini, tra il Botro Cortolla e il Botro Grande, “il distretto di Buriano, trovasi sino dal sec. XlI sulla linea di confine del contado di Pisa”. (Repetti, Dizionario 1, p. 375).

Dal 1237 è stato sotto la giurisdizione della comunità di Volterra a cui ha pagato i tributi fino al 1929, quando è passato sotto l’amministrazione del Comune di Montecatini.

Di proprietà degli Incontri, Buriano faceva parte, nei primi decenni dell’Ottocento, di una più vasta estensione di terre e altri poderi con impronta pastorale. Antico feudo dei Saracini di Pisa, il luogo deriva il nome dal latino coloniale “Burrius”. I Saracini, nel 1108, vendettero metà dei loro privilegi al vescovo Ruggieri di Volterra, ma le rendite della località, come tante altre, furono ripartite tra Vescovo e Comune fino a che, nel 1237, gli abitanti del borgo presentarono fedeltà al Comune che nel 1288 lo allibrò.

Con Miemo, Casaglia e Gello, Buriano ha fatto parte, sin daI XII secolo, della linea di confine tra i territori di Pisa e di Volterra. Da li, infatti, passava un’importante strada di collegamento tra la Val di Cecina e la Valdera, denominata, fin dal 1200, “Via Gualandinga”, dai Gualandi, discendenti dei Saracini e residenti poi a Buriano.

Nel 1350 diventò proprietà dei Belforti e nel 1361, dopo essere stata occupata dai Fiorentini, venne ceduta dai medesimi al Comune di Volterra. Da allora Buriano è sempre stato quasi esclusivamente un importante centro agricolo e sede di una grande fattoria, trasforImata poi in albergo, con villa residenziale. Nonostante gli abitanti del borgo si siano, piano piano, trasferiti in città e ci sia stato quindi un abbandono delle strutture edilizie, Buriano presenta caratteristiche architettoniche e urbanistiche pregevoli, visibili sia nelle case, nella fattoria e nella chiesetta gentilizia. In quasi tutti gli edifici compare lo stemma della famiglia Incontri e dei Rochefort che, alla fine dell’Ottocento, la acquistarono e la tennero fino al 1960 circa. La chiesa, intitolata a S. Niccolò, è ricordata già intorno al 1200 e dipendeva dalla pieve di Gabbreto e poi, dal 1463, dalla chiesa di Montecatini.

Dopo un viale cipressato che porta sullo sprone, sul quale anticamente si ergeva la rocca, la chiesa di S. Niccolò presenta la cappella sepolcrale degli Incontri, eretta nella prima metà dell’Ottocento, il cui ingresso principale dà su una piccola corte che immette al cimitero, funzionante fino ad una decina eli anni fa. Accostata alla cappella c’è la ex-scuola di Buriano. Ancora riconoscibile è la piazza della chiesa con le finestre dipinte e, con intorno, gli edifici con gli stemmi degli Incontri – due leoni in corsa intramezzati da una barra – e dei Rochefort – due leoni rampanti su fondo ovaIe. Curioso l’edificio denominato “la casetta degli animali”, eretto dai Rochefort nello stile dei lavatoi che si trovano al di là della villa e composta da un’abitazione, al primo piano, e tante stalle per diverse specie di animali. Sulla parete una targa con un’iscrizione della famiglia Rochefort, datata 1883:

Burianesi

cari figlioli miei da voi son chiamato il buon babbo.

Davvero essere lo voglio e perciò intendo

che mangiate ognuno in tutte le feste dell’anno e il pollo grasso

e anche il coniglio condito

col lardo fresco del vostro maialino.

Ridiscendendo lo sprone si trova la Villa Incontri-Rochefort, edificata ui resti di una costruzione medievale. È decorata con tre sontuosi stemmi in terracotta e possiede 73 stanze, oltre ai locali al piano terreno, adoperati come magazzini. (Guida della VIII di Cecina, pp. 175- 177). Dopo essere stata posseduta da Incontri e De Rochefort la fattoria è stata divisa fra diversi proprietari. Attualmente una parte della proprietà è in possesso di proprietari svizzeri.

© Pacini Editore S.P.A., CECILIA GUELFI
Buriano, in “Dizionario di Volterra / II, La città e il territorio : strade – piazze – palazzi – chiese – ville e opere d’arte del volterrano”, a. 1997, ed. Pacini
C. CACIAGLI, La casa colonica, cit., pp. 130-132; Guida alla Val di Cecina. Itinerari tra Cecina e Volterra, a cura di S. Mordhorst, Nuova Immagine, 1996.