Ariano

Sede di un borgo a circa 6 chilometri a Sud Est della città. La prima menzione del sito è del 1004, quando fu offerto al Vescovo la metà di un terreno posto ad Ariano. Nel medioevo era sede di un castello intorno a cui, nel corso del XIV secolo, si costituì un popoloso borgo agricolo, che si spopolò durante il XV secolo fino a divenire un semplice casale. Nel castello vi era anche una chiesa dedicata a San Giovanni che rientrava nella giurisdizione della pieve di Pignano.

La tenuta nel XVII secolo entrò a far parte delle proprietà dei Tani, famiglia volterrana arricchitasi col commercio delle spezie, che trasformarono il casale in una bella villa di campagna. Nel 1736 l’intero possedimento passò ai Maffei in conseguenza del matrimonio fra Mario Maffei, provveditore della fortezza e delle Saline di Volterra, e Maria Niccola Alessandra Tani, figlia unica del capitano Girolamo Tani. Alla metà dell’Ottocento Niccolò Maffei ricostruì la villa su disegno dell’ingegner Giorgio Piccinini; gli interni furono abbelliti dal celebre pittore Lodovico Gamberucci.

Alla tenuta di Ariano furono poi aggiunti i poderi di Orgiaglia, Casette e Luppiano divenendo una delle maggiori fattorie del volterrano. Nel Novecento passò prima ad un Ferrero di Torino e poi alla Società Immobiliare Cerere il cui direttore, dott. Edoardo Ercoles, divenne un protagonista della vita volterrana negli anni Trenta. La società Cerere la vendette, alla fine degli anni Trenta, alla nobile signora Spinola Formigli, a cui fu espropriata per essere ceduta ai coltivatori diretti con la riforma agraria degli anni Cinquanta.

La fattoria era nota anche, fino al primo dopoguerra, con il nome di “fattoria della fame”, per le cattive condizioni di vita dei contadini che vi abitavano.

Fra le sue proprietà vi era anche il podere di Barbaiano, situato a 202 metri di altezza a Sud-Ovest di Luppiano, che fu venduto nel 1516 dagli Inghirami ai Maffei per 300 fiorini d’oro. Il podere fu poi trasformato in una piacevole villa di campagna nella quale soggiornò il noto pittore Salvator Rosa durante le sue visite ai membri della famiglia Maffei dal 1641 al 1653.

Della casa di campagna della famiglia Maffei non rimane niente e anche le altre costruzioni secondarie che vi erano intorno sono state abbandonate. Nella villa era compresa anche una cappella che fu costruita nel 1626, dal 1966 è sconsacrata; in origine dipendeva dalla chiesa di Spicchiaiola e, durante la festa patronale, vi partiva una processione solenne che arrivava fino alla chiesa principale.

Il podere di Bibbiano si trova presso Ariano, il toponimo sembra di origine romana. Fu sede di un borgo dove vi era una chiesa dedicata a San Nicola. Gesseri è una località sulla destra della S.S. 68, a circa 5 chilometri di distanza dalla città, costituita da un casolare colonico dall’aspetto di antico fortilizio. Vi erano cave di alabastro.

© Pacini Editore S.P.A., ALESSANDRO FURIESI
Ariano, in “Dizionario di Volterra / II, La città e il territorio : strade – piazze – palazzi – chiese – ville e opere d’arte del volterrano”, a. 1997, ed. Pacini
C. CACIAGLI, la casa colonica ed il paesaggio agrario nel volterrano, Pontedera,