Piazza Unità

Il piazzale era anticamente chiamato Piazza degli Alberini e sembra che da qui sia sempre esistito un collegamento con S. Andrea, anche se solo a livello di sentiero. Ora è Piazza Unità, piazza della memoria volterrana.

Prima di entrare in città da Porta a Selci, si trova una piazza alberata, dalla quale, percorrendo Via Vittorio Veneto, si giunge alla chiesa ed ex-convento di S. Andrea.

Dalla porta verso il Seminario si sviluppano le mura medievali, dove sono ben visibili alcuni resti dell’antica cinta etrusca:

Il piazzale era anticamente chiamato Piazza degli Alberini e sembra che da qui sia sempre esistito un collegamento con S. Andrea, anche se solo a livello di sentiero. (E. Pertici, Dalle mura etrusche verso la zona di S. Andrea, in Volterra, a. XVIII, n. 12, 1979).

La zona è tutta ricoperta da una ricca vegetazione, con una prevalenza di cipressi e, dopo la prima guerra mondiale, fu adibita a Parco della Rimembranza e ad Ara Votiva, in memoria dei caduti del 1915-18. Fu inaugurata il 22 ottobre 1925, alla presenza dire Vittorio Emanuele III, in occasione della visita del monarca, giunto sulla carrozza reale del trenino, oggi scomparso, che conduceva da Saline a Volterra.

Sulle quattro pareti del monumento commemorativo sono trascritti i nomi di coloro che persero la vita, combattendo per la libertà. Una iscrizione, infatti, lì collocata il 22 ottobre 1925 dal Municipio della cittadinanza di Volterra, così recita:

l nomi dei caduti volterrani
nella grande guerra
consacrata alla vittoria d’Italia.
La gioventù, la vita
si rinnovino e risorgano in queste piante
a gloria imperitura
custodii al culto del cittadino.

LAPIDI COMMEMORATIVE

Di fronte all’Ara Votiva, sulle mura medievali sono apposte varie lapidi, di epoche diverse, che ricordano il difficile cammino della nazione italiana dal Risorgimento alla Liberazione.

Sono così eternati i nomi dei volterrani caduti nelle guerre d’indipendenza:

Ad onoranza
dei prodi che si immolarono
vittime generose alla patria
combattendo le guerre sante
d’indipendenza e unità!
il Municipio di Volterra
l’anno secondo del Regno d’Italia
nel quarto anniversario del lutto che la Nazione colpì
a Montanara e Curtatone
questa lapide pose
poi che deliberò
qui recare ogni anno
nel giorno sacro ai martiri d’Italia
una corona, un saluto.

Così sono ricordati i trentotto soldati di Volterra, morti nelle imprese coloniali:

Salparono dai patrii lidi
con la vittoria in core
i baldi figli d’Italia
perché la Libia
fosse restituita ai suoi destini.
In onore del 220 reggimento fucilieri
che al grande cimento partecipe
a Derna conobbe la lotta e la gloria
il popolo volterrano
oggi ventinove di maggio
rievocando l’italica primavera
vuole a questo marmo affidati
i nomi dei prodi
caduti pugnando
ne la visione della patria grande
MCMXIII.

Ed ancora per i 109 caduti nella seconda guerra mondiale e nella Lotta di Liberazione è posto un ricordo:

I combattenti di Volterra a ricordo dei caduti nella guerra 1940-1945.

Una pietra ricorda il nome fatale di Adua:

Presenti
nel ricordo grato e riverente
del sacrificio eroico del fecondo martirio
Adua

Rivendicata restituita
alla sovranità d’Italia nel segno del Littorio
6 ottobre 1935 – XIII.

Due belle sculture continuano la serie dei monumenti commemorativi.
Una è dedicata alla prigionia dei volterrani nei campi di concentramento tedeschi (1943- 1945):

L’Associazione nazionale ex-internati a ricordo dei 40.000 caduti nei lager nazisti

La lapide, collocata nel 1978, è seguita dal ricordo dei 21 giovani volterrani che caddero nella resistenza contro il Nazifascismo e da un’altra commemorazione:

Avevamo vent’anni e oltre il ponte oltre il ponte che è in mano nemica vedevam l’altra riva, la vita tutto il bene del mondo oltre il ponte.

L’altra, collocata il 9 luglio 1984, ricorda l’ingresso delle truppe americane a Volterra il 9 luglio 1944.

Infine l’ultima lapide, per chi procede da Porta a Selci verso Sant’Andrea è stata collocata dai combattenti e militi di Volterra a ricordo del decennale del Milite Ignoto.

Medaglia d’oro al valor militare al MILITE IGNOTO
degno figlio di una stirpe prode e di una millenaria
civiltà, resistette inflessibile nelle trincee più
contese, prodigo il suo coraggio nelle più cruente
battaglie e cadde combattendo senzaltro premio
sperare che la grandezza della
PATRIA.

© Pacini Editore S.P.A., CECILIA GUELFI
Piazza Unità, in “Dizionario di Volterra / II, La città e il territorio: strade – piazze – palazzi – chiese – ville e opere d’arte del volterrano”, a. 1997, ed. Pacini
P. FERRINI, Perché si chiamano così: storia curiosità delle strade cittadine, in “Volterra”; a. XVI, nn. 2-10, 1977;
P. FERRINI, Volterra di strada in strada, Volterra, Studio Tecnico 2G, 1983.