Via di Castello

La parte più vicina a Via dei Marchesi è chiamata dai volterrani, per la sua ripidìtà, anche rampa o sdrucciolo di castello; costituisce il più breve collegamento fra il centro cittadino e la sommità della collina di Volterra, dove si sono succedute l’Acropoli etrusca ed il Castello medievale.

La parte sinistra della strada è interamente occupata da un edificio del XVll-XVIII secolo costruito sulla base di un impianto più antico, che è stato ristrutturato in varie epoche.

L’abitazione che si trova in cima alla rampa era in origine la cappella del Palazzo Guidi; fu fatta costruire ai primi del ‘600 in occasione di ristrutturazioni al palazzo gentilizio, sopra il bel portale in travertino si nota ancora oggi l’oculo che dava luce alla chiesa.

La parte destra è occupata all’inizio da un’ala del Palazzo Inghìramì realizzata alla fine del secolo scorso in stile neogotico, con parete a bugnato e aperture coperte da un arco a sesto acuto. l restanti edifici che si affacciano sulla strada sono stati realizzati nel XVIll secolo con materiale di reimpiego, in particolare alla fine della strada, prima di imboccare la ripida rampa che conduce al Parco Archeologico, si nota una muratura realizzata con pietre che presentano tracce di bugnato, forse recuperate dai resti di una casa torre.

© Pacini Editore S.P.A., ALESSANDRO FURIESI
Via di Castello, in “Dizionario di Volterra / II, La città e il territorio : strade – piazze – palazzi – chiese – ville e opere d’arte del volterrano”, a. 1997, ed. Pacini
M. BATTlSTINI, Volterra illustrata, porte, fonti, piazze, strade, Volterra, Carnieri, 1921, p.45.

“La via, costeggia il Parco Archeologico “Enrico Fiumi” e la Fortezza e, evidenziando il legame forte e profondo tra natura e costruito, va a costituire il luogo più rappresentativo di Volterra”. (M. Canestrari, pp. 234-235).

Per la diversa altimetria e la configurazione murata, la Via di Castello rappresenta quasi una realtà a sé stante e benché in dipendenza del sistema del Piano di Castello rimane al contempo indipendente e dominata dall’incombente presenza della Fortezza. Il suo andamento, che si vuole corrispondere all’antico decumano, segna infatti, in tutto il suo sviluppo, il margine del Piano di Castello, luogo primitivo dell’abitato volterrano e sede di quella parte della città medievale che Lorenzo de’ Medici distrusse per edificarvi, in segno di dominio, la sua Fortezza. Ancora oggi la Via di Castello, lunga ben 497 metri, lastricata e asfaltata, conduce da Palazzo Inghirami in Via Marchesi a Via Don Minzoni. Praticamente corre tutto il Piano di Castello, dove un tempo, gli storici avevano collocato il Castello dei Vescovi, da cui la via ha preso il nome 9.

Il sistema si configura come uno dei luoghi più singolari di Volterra per il “vuoto” che la storia vi ha prodotto, “insediandovi al contempo un elemento che è un simbolo assoluto, in posizione dominante sull’intero abitato e sulle colline volterrane, in un dialogo serrato e sempre mutevole a seconda dei punti di vista, a grande o a ravvicinata distanza”. (M. Canestrari, pp. 234-235).

Sebbene l’episcopio fosse situato vicino la Cattedrale, è certo che in Castello sorgesse un palazzo, del vescovo, adoperato come sede distaccata o provvisoria di uffici. Gli Statuti del 1217 concedevano ai fuoriusciti che volevano trasferirsi a Volterra speciali esenzioni e l’assegnazione di un pezzo di terra per edificarvi la casa. In seguito a tutti gli abitanti di quel luogo, detto “Piano di Castello”, e che in pratica costituiva la contrada di Castello, furono concessi uguali privilegi. (M. Battistini, p. 45).

La strada è caratterizzata dal salire e scendere del suo piano camminabile e dall’alzarsi e abbassarsi del muro di recinzione dei giardini e degli orti che lasciano, più o meno, intravedere l’orizzonte.

La via, con la sua piccola e raccolta dimensione, quasi una trincea nella parte che fiancheggia il Parco Enrico Fiumi, incontra la parete merlata della Fortezza e i torrioni della Rocca nuova che la sovrastano e sullo sfondo, attraverso la vegetazione del parco Fiumi, la torre del Palazzo dei Priori. Questo è il panorama che colpisce chi si appresta a percorrere la via nelle due possibili direzioni: da Porta a Selci verso il centro della città o da questa verso il Parco Fumi.

© Pacini Editore S.P.A., CECILIA GUELFI
Via di Castello, in “Dizionario di Volterra / II, La città e il territorio : strade – piazze – palazzi – chiese – ville e opere d’arte del volterrano”, a. 1997, ed. Pacini
Il piano di Volterra, a cura di Manuela Canestrari, Roma, Officina Edizioni, 1991;
P. FERRINI, Perché si chiamano così. Storia e curiosità delle strade cittadine, in “Volterra”, a. 16, nn. 2-10,1977;
S. SILVA, Argomenti di Storia Urbana: la città di Volterra dall’inizìo del XIV secolo fino all’anno 1475, Tesi di Laurea, Facoltà di Architettura, Università di Firenze, ReI. Prof. Vittorio Franchetti Pardo, aa. 1987-88;
M. BATTISTINI, Volterra illustrata. Porte, Fonti, Piazze, Strade, Volterra, Carnieri, 1921.