Via Franceschini

La strada parte ai piedi del campanile del Duomo, all’angolo con Via Roma ed all’ingresso della Piazza San Giovanni, e termina alla Piazza San Cristoforo. Su questa strada sboccano Vicolo Francesco da Volterra, Via Ortotondo e Via San Filippo. Proprio per essere dominata dalla mole del campanile è stata a lungo chiamata Via o Sdrucciolo del Campanile, ancora oggi la tradizione orale volterrana la chiama Via Campanile. Dal nome dell’oratorio che si trovava sull’angolo con Via Ortotondo è stata anche chiamata Via del Crocifisso.

Nel Cinquecento era divisa in due parti: per la parte più alta veniva usato un termine di cui non conosciamo l’origine, Via delle Pianette, mentre la parte più bassa era definita Via del Borguccio dal nome di una famiglia che vi possedeva delle abitazioni, i Borgucci. Successivamente era ancora distinta in due parti: Via dell’Ospedale e Via San Cristoforo, la prima era chiamata così perché un intero lato era occupato dalla parete esterna dell’ospedale e la seconda perché faceva capo all’oratorio dedicato al santo omonimo.

CASA FRANCESCHINI

Oggi la strada è dedicata al pittore volterrano Baldassarre Franceschini (1611- 1689), meglio conosciuto come “Il Volterrano”, sulla fronte della casa natale è apposta una lapide che lo ricorda; l’edificio si trova ai nn. 30-34 ed è databile al XVI secolo anche se strutturato su un impianto più antico. L’ingresso è costituito da un bel portale in pietra, i soffitti sono affrescati e si ha notizia che fossero stati dipinti dal pittore volterrano Daniele Ricciarelli nel 1565. Sulla facciata è stata affissa questa epigrafe:

Questa casa abitò nel sec. XVII / Baldassarre Franceschini / il quale docile alla voce del genio / dedicatosi con forte amore al disegno / d’umile lavoratore in alabastro col padre / in breve si fcce acclamare / valente pittore a olio ed a fresco / richiesto da tutti i grandi / dai migliori invidiato / per ricchezza e nobiltà di concetti / vaghezza di attitudini e grazia di volti / forza ed armonia di colorito / a nessuno secondo / pei giuochi di luce gli scorci e le prospettive / onde rese ammirabili cupole e volte / il comune che si onora di tanto cittadino / onesto e pio quanto valoroso artista / li 6 giugno 1886 / festeggiando lo statuto del regno / pone questa memoria a onore di lui ad esempio della gioventù

OSPEDALE DI SANTA MARIA MADDALENA

La prima parte della strada è occupata sul lato sinistro da un’ala dell’ospedale, che fu costruita agli inizi del 1600, quando il governatore dell’istituto era Lorenzo Falconcini; questo intervento edilizio è ricordato da una lapide posta al centro della facciata:

Al tempo di Lorenzo
di Francesco Falconcini
spedaliere fu perfetta questa fabbrica
l’anno 1611

Sopra l’iscrizione sono murati due stemmi, quello più in alto è lo stemma dell’ospedale: una M gotica sormontata da una croce; quello sotto è della famiglia Falconcini: d’azzurro al monte di tre cime d’oro, sostenente un falcone al naturale, sormontato da pezza d’onore d’Angiò.

ORATORIO DEL CROCIFISSO

A circa metà strada, all’angolo con Via Ortotondo, si trova l’oratorio del Crocifisso, annesso al complesso dell’Ospedale di Santa Maria Maddalena. Questo oratorio nel XVII secolo era sede di una compagnia laica volterrana, la Compagnia dei Bacchettoni, dai volterrani chiamata anche con il nome di Vanchetoni.

La compagnia venne istituita da Ippolito Galantini nel 1596. L’interno della chiesa fu affrescato da Pietro Andorlini e la tela sull’altare maggiore è di Giuseppe Arrighi.

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La maggior parte delle abitazioni che si affacciano su questa strada sono databili al XV-XVII secolo, ma non mancano edifici più antichi, quasi tutti sono stati ristrutturati di recente e, in alcuni casi, non si è mantenuta la facciata originale. Molte case poste alla fine della strada sono in realtà la parete posteriore di edifici il cui ingresso principale è in Via Ricciarelli, infatti l’isolato com preso fra queste due strade ha una forma triangolare, che si va stringendo verso la fine di esse. Per questo motivo all’inizio della strada troviamo edifici distinti da quelli costruiti su Via Ricciarelli, da cui sono separati tramite un cortile interno; andando avanti dapprima scompaiono i cortili poi lo spazio edificato è occupato da una sola costruzione che ha la facciata principale su una delle due strade e la parete posteriore sull’altra.

Hanno la facciata principale in Via Ricciarelli la Casa Marcolini, ai nn. 42-44, il cui impianto, ristrutturato di recente, è databile al XIV secolo; il n. 46, una casa a schiera del XVI-XVII ecolo; la Casa Biagini ai nn. 48-50, un edificio il cui impianto risale al XIV secolo, ma che è stato restaurato di recente.

Si segnalano in questa strada il bel portale in pietra del n. 7, databile al XVIII secolo; la casa ai nn. 10-12, del XV-XVI secolo, con struttura murano realizzata soprattutto in cotto, sulla cui facciata si vede un notevole arco di carico che si svolge su tutto il fronte e si imposta al livello delle architravi delle finestre del primo piano. Sopra il n. 12 è murata una palla di pietra.

Altri edifici interessanti sono quello al 13-15, realizzato nel XV-XVI secolo; al 17-19, che venne costruito nel XV secolo su di un impianto edilizio più antico, fu ristrutturato durante il XVIII secolo, quando venne anche costruito il bel portale in pietra dell’ingresso; al 21-25, dove è possibile vedere una residenza gentilizia del XVII-XVIII secolo costruita su impianto più antico, anche quest’abitazione ha un pregevole portale in pietra.

VICOLO FRANCESCO DA VOLTERRA

Breve traversa di Via Franceschini che collega questa strada con la vicina Via Ricciarelli. Il vicolo è dedicato al pittore Francesco Neri da Volterra (sec. XIV), che fu autore di alcuni affreschi nel cimitero monumentale di Pisa. Fino al 1930 era dedicato al Franceschini. Nel 1500 era conosciuto col nome di Vicolo di San Cristofano, dal nome del vicino oratorio, o come Chiasso del Vescica, dal soprannome di qualcuno che vi abitava.

© Pacini Editore S.P.A., ALESSANDRO FURIESI
Via Franceschini, in “Dizionario di Volterra / II, La città e il territorio : strade – piazze – palazzi – chiese – ville e opere d’arte del volterrano”, a. 1997, ed. Pacini
M. BATTISTTNI, Volterra illustrata. Porte, Fonti, Piazze, Strade, Volterra, Carnieri,1921, p. 52;
P. FERRINI, Volterra di strada in strada, Volterra, Studio Tecnico 2G, 1983, pp. 17-18.