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Via San Filippo

Questa strada, parallela a Via Ortotondo, collega Piazza dei Fornelli con Via Franceschini e, all’interno di essa, si apre Via Codarimessa. Prende il nome dalla chiesa omonima, che fu costruita in questo vicolo nel 1641. Nel XVI secolo era indicata come Via del Cerlocchio, dal nome di un abitante del luogo, oppure come Chiasso dei Gabbugiani, dal nome di una famiglia che vi possedeva delle case.

In realtà la chiesa non si affaccia sulla strada, ma occupa con una parete buona parte del lato destro di essa; in alto si vede ancora il campanile a vela, ben conservato, costruito in laterizi. Nella muratura della chiesa sono inglobati numerosi pezzi di terrecotte, in particolare si nota un frammento di bacile di ceramica ingubbiata di XV secolo con uno stemma al centro.

Sulla destra, all’inizio della via, si trova un’abitazione del XVI-XVII secolo costruita su un impianto del XIII secolo. AI piano terra, per un’altezza di 3-3,5 m. si nota un’imponente opera in cotto, di difficile interpretazione, si tratta di un enorme arco in laterizi di oltre 8 metri di diametro, non è possibile di stabilire a cosa servisse.

La strada di impostazione molto antica, infatti la maggior parte degli edifici sono abitazioni costruite nel XV-XVI secolo sulla base di un impianto precedente, qua e là vi sono, infatti, resti di costruzioni databili al XIII e XIV secolo.

Da notare la casa ai nn. 3-5, che è del XIV secolo, ma forse si tratta del restauro di una più antica, è realizzata in pietra e laterizio e al primo piano si conservano alcuni archi di scarico in cotto, che forse sono i resti di antiche logge.

CASA VITI

La casa successiva (nn. 7-13) è stata ristrutturata nel XIX secolo, sopra la porta del n. 9 vi è un’iscrizione che dice:

Perché i posteri sappiano
che è viva la riconoscenza tra noi
la Fratellanza Artigiana di Volterra
il 20 settembre 1885
volle che il nome del cavalier
Arrigo Viti
sorto dalla classe operaia
da lui sostenuta
con le industrie col censo con le scuole
fosse scolpito in questa casa
ave nacque il 14 marzo 1820

Questa abitazione è stata ricavata fondendo, nel XVIII secolo, tre unità abitative a schiera del XV-XVI secolo. Edifici databili al XIII secolo sono quelli al n. 23-25 e al 27 in quest’ultimo caso si conserva la struttura muraria che è in pietra con blocchi anche di notevoli dimensioni. L’ultima casa, al n. 29, fa parte della imponente costruzione di proprietà dei cavalieri di Altopascio costruita in Piazza dei Fornelli. L’ edificio è stato ristrutturato negli anni ’60, prima di allora si conservava assai bene la struttura medievale.

VIA CODARIMESSA

Questa strada, senza uscita, inizia a circa metà di Via S. Filippo. Il nome, piuttosto curioso e non chiaro, è attestato a partire dal XIV secolo ed giunto fino ad oggi con le varianti di Chiasso dei Rimessi e Chiasso della Rimessa. Il significato del nome rimane enigmatico, si ipotizza che possa derivare dalla presenza in loco di una o più rimesse di carri.

Le abitazioni che danno su questa strada sono tutte ristrutturate di recente, ma sulla base di un impianto architettonico antico.

CHIESA SAN FILIPPO

Su questa via si apre la chiesa di S. Filippo, costruita da Benedetto Guarnacci, cavaliere di S. Stefano che, ritiratosi dalla vita militare, si fece prete divenendo canonico della cattedrale (1632- 1648). L’edificio, eretto interamente a sue spese, era in origine dedicato alla Purificazione di Maria Vergine, fu denominato di S. Filippo Neri dalla congregazione che vi venne creata.

La facciata ha un bel portale in pietra sormontato da una finestra con architrave a timpano spezzato, sull’architrave è incisa la scritta: A.S. 1690. La chiesa ha una pianta a croce latina, ad un’unica navata, l’esterno è realizzato in laterizio con cantonali di pietra di notevoli dimensioni; è sconsacrata da circa quaranta anni ed è oggi ridotta a magazzino per attrezzi.

Al suo interno nel secolo scorso si trovavano una tela rappresentante la “Flagellazione di Gesù”, opera di Sebastiano del Piombo, copia di un quadro esistente in S. Pietro in Montorio a Roma, un “San Girolamo” di autore ignoto, un “Sant’Ottaviano con in santi Francesco Saverio e Francesco di Sales” di Ottaviano Bandini, una “Madonna con i santi Luigi Gonzaga e Maria Maddalena”, opera del 1750 di Vincenzo Meucci ed ora conservata in San Francesco. Erano famose le decorazioni a stucchi fatte fare da Monsignor Sfrondati nel 1680.

Oltre all’altare principale ve ne era uno dedicato alla Madonna e a Santa Maria Maddalena, fatto edificare da Iacopo Guidi, dove si trovava il quadro del Meucci; un altro altare era dedicato a S. Francesco di Paola, conteneva un quadro di Alessandro Gherardini che raffigurava il santo mentre passa il faro di Messina, già alla fine dell’800 questo quadro non si trovava più nella chiesa; l’ultimo altare era infine dedicato a San Francesco Saverio e sopra di esso si trovava il quadro del Bandini.

© Pacini Editore S.P.A., ALESSANDRO FURIESI
Via San Filippo, in “Dizionario di Volterra / II, La città e il territorio: strade – piazze – palazzi – chiese – ville e opere d’arte del volterrano”, a. 1997, ed. Pacini
M. BATTISTINI, Volterra illustrata. Porte, Fonti, Piazze, Strade, Volterra, Carnieri, 1921, p. 48;
A. CINCI, Guida di Volterra, Volterra, Tipografia Volterrana, 1885;
G. CONTUGI SERGUIDI, Guida di Volterra, manoscritto inedito B.C.V. n° 10283;
P. FERRINI, Volterra di strada in strada, Volterra, Studio Tecnico 2G, 1983, pp. 16-17.