Viale dei Ponti

Questo viale, che costituisce un accesso spettacolare alla città, fu costruito nel 1825. All'inizio del secolo fu dedicato a Giosuè Carducci, ma dal 1930 assunse la denominazione attuale, che nel medioevo spettava ala Piazza adiacente.

Questo viale, che costituisce un accesso spettacolare alla città, fu costruito nel 1825. All’inizio del secolo fu dedicato a Giosuè Carducci, ma dal 1930 assunse la denominazione attuale, che nel medioevo spettava all’attuale Piazza Martiri della Libertà.

Lo scopo per cui fu costruito era quello di consentire un trasporto più agevole del sale al magazzino della dogana. L’antico accesso, che avveniva tramite Via della Porta all’Arco ed il Vicolo Mozzo, era considerato pericoloso e disagevole per gli abitanti della zona; pertanto l’allora sovrintendente alle Saline, cavalier Brichieri, volle costruire una strada più adatta per il passaggio delle carovane di muli che portavano questa preziosa merce. La sua costruzione venne approvata con decreto granducale del 27 ottobre 1825.

La strada fu terminata nel 1826, ma i lavori continuarono fino al 1832. Nel 1828 il granduca Leopoldo II, durante una sua visita a Volterra, ebbe la possibilità di esaminare il lavoro e di esprimere un encomio per il cavalier Brichieri. In quell’occasione fu ritenuto opportuno dotare la città anche di un ingresso architettonicamente valido. Furono acquistate due strisce di terreno sopra e sotto la strada per attrezzarle e sistemarle con piante che proteggessero la strada dalle frane, in origine vennero piantati cipressi che però si rivelarono poco adatti a questo scopo e furono sostituiti dai lecci. Nel 1830, su iniziativa di alcuni cittadini, fu deciso di aprire una sottoscrizione per raccogliere i fondi necessari a realizzare un ingresso adeguato al Viale dei Ponti.

MONUMENTI GEMELLI

Il progetto, preparato dall’ingegnere Giuseppe Del Rosso, prevedeva la realizzazione di due monumenti gemelli posti all’inizio del viale. Solo uno è ancora in buone condizioni di conservazione, l’altro fu colpito da una bomba durante la seconda guerra mondiale e, pur essendo stato restaurato, non conserva più parte delle decorazioni.

Questi monumenti sono composti da una costruzione centrale affiancata da due colonnine laterali. La parte principale, fatta a forma di obelisco troncato, reca un’epigrafe sulla quale venne esternata la gratitudine di tutta la cittadinanza nei confronti del granduca per le opere di benemerenza che aveva compiuto per Volterra; è ornata alla base da un festone sorretto da due clave, al di sopra si trova una fascia con due delfini, simbolo della potenza marittima di Volterra. La parte superiore culminava con una testa di divinità bifronte, la stessa che troviamo sulle monete etrusche di Volterra, sovrastante lo stemma granducale. Le due colonne laterali, scolpite in uno stile imitante quello etrusco, recano sulla sommità il drago ed il grifone simbolo di Volterra.

I monumenti vennero completati, alla fine del secolo scorso, con la costruzione dell’obelisco dedicato a Giuseppe Garibaldi.

FONTANA MONUMENTALE

Quando l’acquedotto che conduce l’acqua a Volterra fu terminato, il 3 agosto 1938, il Comune volle realizzare una fontana monumentale che fosse ricordo perenne della fatica fatta per portare l’acqua in città e allo stesso tempo un piacevole diversivo per i volterrani che passeggiavano sui Ponti.

Il concorso fu bandito il 2 aprile 1939, l’incarico di disegnare il progetto fu affidato all’architetto volterrano Bruno Colivicchi il cui studio venne approvato dal sovrintendente ai monumenti di Siena professor Peleo Bacci. Allo scultore Raffaello Consortini fu invece affidato il compito di realizzare due statue che adornassero il monumento. La fontana fu ultimata il 3 giugno del 1939 con soddisfazione generale, ma durò poco; infatti si scoprì ben presto che l’acqua era difficilmente in grado di raggiungerla. Vennero fatti ripetuti lavori, ma ben presto tutti i tentativi vennero abbandonati. Anche le due statue ideate dal Consortini non furono mai completate rimanendo a livello di bozzetti.

Alcuni arguti volterrani, che evidentemente sapevano già l’esito dei lavori, la notte precedente l’inaugurazione scrissero sopra una tavola dell’impalcatura:
“Fonte Secca”. La fontana è stata ripristinata nel 1997 per iniziativa dell’Amministrazione Comunale e della Cassa di Risparmio di Volterra.

© Pacini Editore S.P.A., ALESSANDRO FURIESI
Viale dei Ponti, in “Dizionario di Volterra / II, La città e il territorio: strade – piazze – palazzi – chiese – ville e opere d’arte del volterrano”, a. 1997, ed. Pacini
A. CANGINI, “I Monumenti” alla passeggiata dei Ponti, in “Volterra”, VI, 12, dicembre 1967, pp. 9-10;
R. GRASSINI, Il bel viale dei ponti fu costruito per favorire il trasporto del sale, in “Volterra 7”, VI, 39, 26 ottobre 1990, pp. 10- 11.