Dedicata a San Giovanni Battista

La pieve tra i boschi

La pieve della Nera edificata al culto di San Giovanni Battista, fu costruita intorno all’anno Mille. Sorge isolata su una propaggine collinare in zona boschiva prospiciente il torrente Strolla. La sua pianta è rettangolare ed ha un ingresso assiale in facciata. La struttura portante è in muratura a sacco costituita da due paramenti interni ed esterni a faccia a vista riempiti all’interno con materiale di varia natura e pezzatura lavorato insieme ad una grossa quantità di malta.

L’ingresso, oggi crollato, era sormontato da una ghiera lavorata. Sopra di esso vi è una finestra della quale rimangono solo gli stipiti e la piattabanda in mattoni. Sovrapposto, alla destra della facciata è collocato un campanile a vela in mattoni.

Entrando puoi notare le pareti intonacate: in alcune zone dove l’intonaco si è staccato è visibile la muratura in conci di pietra quadrata con in giunti di malta raso, mentre dove il paramento interno è franato, insieme al riempimento del sacco, si può scorgere la parte posteriore dei conci di facciata. Il pavimento è in pianelle in cotto messe in opera a spina di pesce.

A Poggio Casalone

I resti di un antico castello

Tra le riserve presenti in Val di Cecina la Riserva Naturale di Monte Nero è la più piccola, ma non la meno importante. Ricoperta da verdi e ombrosi boschi a contrasto con gli aspri speroni di roccia che sbucano dai fianchi del monte, nasconde molti siti medievali.

Su Poggio Casalone, ad esempio, a pochi metri dalla pieve, c’era anche un castello. Oggi puoi vederne pochissimi resti, ma un tempo si innalzava a piccolo comune indipendente e si faceva chiamare con il nome di Castello della Nera, facendo riferimento proprio alla chiesa plebana sottostante.

L’espansione territoriale del complesso della Nera fu arrestata dall’invadenza del comune di Monte Voltraio. Agli inizi del Duecento fu al centro di una contesa tra il vescovo e il Comune di Volterra e poco dopo fu conteso tra Sangimignano con il vescovo Pagano da una parte e il Comune di Volterra dall’altra. Poi venne richiesto in pegno ai volterrani dalla Signoria di Firenze e infine se ne ritornò in dominio dei volterrani, entrando a far parte della civitas.

Tradizioni pagane

La fonte del Latte

I geositi che puoi trovare in questa riserva sono veramente tanti; rimandiamo l’approfondimento al completo itinerario, molto utile anche per organizzare una meravigliosa escursione.

> Scopri, L’anello della Nera

Continuando invece con i punti di interesse di tipo storico, vicino alla pieve è presente una strada bianca che ricalca la via salaiola medievale. Degno di nota, lungo il percorso è presente una piccola sorgente chiamata Fonte del Latte. La tradizione popolare vuole che dalla quale sgorgasse un’acqua ritenuta miracolosa ed avesse la proprietà di garantire il latte alle mamme che l’avessero bevuta.

Si tratta di reminescienze pagane legate al culto antico delle acque e della fertilità, usanza documentata anche in altre parti di quella che fu l’Etruria, ma mai sopravvissute fino ai nostri giorni. A parte il caso di Volterra, perché in effetti questa usanza si è tramandata almeno fino all’inizio del Novecento del secolo passato, in barba alla modernità e alle scoperte della scienza.