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I buoni e i cattivi

[vc_row][vc_column][vc_column_text]Nel gennaio del 1921, l’avanzata fascista, già molto forte al Nord, arrivò in Toscana, Volterra compresa. Nonostante ciò la resistenza antifascista in città, fu sempre molto forte e testarda, tant’è che le squadracce fasciste provenienti da Castelfiorentino e Cecina furono sempre respinte. E’ rimasta viva nei ricordi dei volterrani una rissa davvero grande al Giardinetto, quando studenti interventisti pisani, furono messi letteralmente in fuga.

Foto di gruppo di fascisci in Piazza dei Priori di fronte al Palazzo dei Priori. Soggetti: —. Archivio: Giuseppe Gazzarri. Autore: —. Data: 1922.

La marcia su Roma fu una manifestazione armata organizzata dal Partito Nazionale Fascista, guidato da Benito Mussolini, il cui successo ebbe come conseguenza l’ascesa al potere del partito stesso in Italia. Il 28 ottobre 1922, 25.000 camicie nere si diressero sulla capitale rivendicando dal sovrano la guida politica del Regno d’Italia e minacciando, in caso contrario, la presa del potere con la violenza. La manifestazione eversiva si concluse con successo quando, il 30 ottobre, il re Vittorio Emanuele III cedette alle pressioni dei fascisti e decise di incaricare Mussolini di formare un nuovo governo. A Volterra ritornarono trionfanti.

Ritorno dei fascisti dalla Marcia su Roma. Adulti e bambini si mostrano al fotografo appostato su uno dei terrazzi che si affacciano su Via Sarti. Soggetti: —. Archivio: Biblioteca Comunale di Volterra. Autore: —. Data: 1922, 1 Novembre.

I fascisti volterrani avevano la loro base di partenza all’albergo Nazionale e i picchiatori più noti, Turbini e Brizzi aiutati dalle famiglie Guidi, Taddeini, Inghirami, Pagnini e soprattutto Maffei ef tttttfettuavano “spedizioni” sempre più di frequenti.

Quando qualche gerarca o capetto fascista faceva visita a Volterra molti antifascisti venivano preventivamente arrestati e portati alla Caserma sui Ponti, da li, molte volte tornavano bastonati e purgati. Furono tempi di esili e di fughe fino alla sciagurata guerra voluta da Mussolini.

> Leggi, Il Fascismo arriva anche in città.

Raduno fascista in Vallebuona. I giovani in bicicletta facevano parte della Centuria ciclisti della MVSN (unica del circondario). Composta prevalentemente da montecatinesi, aveva sede a Montecatini ed era comandata da Giuseppe Pietro Ceppatelli. Soggetti: —. Archivio: Fabrizio Rosticci. Autore: —. Data: —.

Passano gli anni, arriviamo alla seconda guerra mondiale.

Situato in posizione prospicente e quasi frontale alla battaglia, è stato fin dai primi giorni completamente esposto ai tiri dell’artiglieria. Ben presto l’appartamento delle Suore, il Brefotrofio, le camere paganti riportarono gravi danni e si resero inabitabili. Poi fu colpito il tetto e crollò la volta della sezione chirurgica Uomini, che divenne addirittura impraticabile. Gli ammalati ed i numerosi feriti furono allora ricoverati in locali sotterranei, cantina e legnaia, che funzionarono così anche da ricoveri.

> Leggi, L’ospedale Psichiatrico e Civile durante la guerra.

Una corsia dell’Ospedale Civile seriamente danneggiata dalle incursioni americane. Soggetti: —. Archivio: Giovanni Furiesi. Autore: —. Data: 1944.

Via Roma dopo un cannoneggiamento americano durante la II Guerra Mondiale. In estremo, alcuni passanti in mezzo ai detriti. Soggetti: —. Archivio: Giovanni Furiesi. Autore: Valfrido Fivizzoli. Data: 1944.

Il 30 giugno del 1944 gli occupanti nazisti minacciarono di far saltare in aria la Porta all’Arco per impedire che i carri armati americani potessero usarla per entrare in città. Quando la notizia si sparse per Volterra la popolazione si oppose ed ottenne dal comando tedesco che la porta sarebbe stata salva se fosse stata costruita entro 48 ore. In un pomeriggio di ferro e di fuoco uomini, donne e bambini di ogni ceto sociale disselciarono a tempo di record (nemmeno 24 ore) la via e con il lastrico eressero un baluardo dentro la porta che fu così salvata. Inoltre mentre queste persone stavano lavorando gli americani, ignari di quanto stava avvenendo, continuavano a bombardare la città.

La popolazione di Volterra accorse in massa e riuscì a sigillare il monumento utilizzando le pietre del selciato delle vie circostanti. Soggetti: —. Archivio: Gianna Bertini. Autore: —. Data: 1944, 30 Giugno.

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column width=”1/2″ css=”.vc_custom_1517320590965{margin-top: -30px !important;margin-bottom: -20px !important;}”][vc_column_text][/vc_column_text][/vc_column][vc_column width=”1/2″ css=”.vc_custom_1517320602481{margin-top: -30px !important;margin-bottom: -20px !important;}”][vc_column_text][/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Volterra apparteneva alle città d’arte di categoria B. Su queste località, nell’elenco erano incluse tra le altre S. Gimignano, Montepulciano e Borgo S. Lorenzo, di non particolare rilevanza strategica, gli ordini superiori dicevano che il bombardamento doveva essere, se possibile, evitato ma, qualora fosse stato ritenuto essenziale, non si doveva esitare a farlo

Pochi giorni prima che gli americani entrassero in città, nella ex caserma della Guardia Nazionale Repubblicana, in Piazza della Dogana, avvenne una esplosione terribile che causò otto morti e trenta feriti. Era il 1 luglio 1944.

Crollo della Caserma in Piazza Martiri della Libertà, allora Piazza della Dogana. Soggetti: —. Archivio: Fabrizio Rosticci. Autore: Valfrido Fivizzoli. Data: 1944, Luglio.

Ex caserma Umberto I e Palazzo detto della Dogana. Crollarono ben 30520 quintali di muratura. A causa della precaria stabilità del fabbricato si rese necessaria la sua demolizione. I lavori iniziarono a cura del cottimista Torello Caioli che affidò la rimozione delle macerie alla ditta Viani. Soggetti: —. Archivio: Salghetti-Drioli. Autore: —. Data: 1944, Luglio.

Funerali delle vittime dello scoppio della Dogana. Processione funebre partita dal Duomo prosegue in Piazza dei Priori, passando da Via Roma. Soggetti: —. Archivio: Marco Loretelli. Autore: —. Data: 1944, Luglio.

Il 350° reggimento, intanto, stava combattendo presso Saline. Nelle valli che da Volterra degradano verso questa località, case danneggiate e mezzi militari incendiati ed abbandonati denotavano la violenza della lotta.

La sezione ottica mobile della 12th Med Depot Coy, inquadrata nella 5^Armata in Italia, nei pressi di Volterra. Soggetti: —. Archivio: Phil deFer. Autore: —. Data: 1944, 9 Luglio.

Jeeps della Fifth Army attraversano il fiume che si rivela troppo profondo dopo un grande acquazzone. Soggetti: —. Archivio: NARA. Autore: —. Data: 1944, 9 Luglio.

Un M4 Sherman a Ponsacco. Il cartello indica Volterra. Soggetti: —. Archivio: Luciano Gremigni. Autore: —. Data: 1944, 1 Settembre.

Tra Volterra e Saline di Volterra, truppe dell’esercito americano. Un cartello indica la direzione per Pomarance. Soggetti: —. Archivio: Fabrizio Longarini. Autore: —. Data: 1944.

Il bollettino di guerra americano comunicava la liberazione di Colle e che reparti francesi, avevano assunto il controllo della statale 68, fin quasi al bivio di Mazzolla.

Prima pattuglia U.S in Via Guarnacci, si dirige verso Porta Fiorentina. Soggetti: —. Archivio: Giovanni Martellacci. Autore: —. Data: 1944, 9 Luglio

Poco dopo, ormai erano le 6, la prima pattuglia americana, salì attraverso il ponte della ferrovia a S.Lazzero ed entrò in città da Porta a Selci. La targa sotto il ponte di S. Lazzero, inaugurata dall’ANPI fissa proprio quel momento. Una gigantografia di uno scatto celebre e di immagini che abbiamo visto scorrere sullo schermo. Appartenevano all’88^ Divisione di fanteria della 5^ armata, i cosiddetti “diavoli blu” per il loro stemma a forma di quadrifoglio di quel colore.

> Leggi, Le Operazioni militari Tedesche e Alleate.

Piazza dei Priori il giorno dopo la liberazione di Volterra dai tedeschi. I volterrani accerchiano la Willys-Jeep U.S. con a bordo due Soldati del 349° e Giuseppe Del Colombo, seduto dietro, che già conosceva la lingua inglese e faceva da interprete. Soggetti: Giuseppe del Colombo. Archivio: Silvia de Gennaro. Autore: —. Data: 1944, 11 Luglio.

Le truppe vennero ricevute con entusiasmo dai cittadini di Volterra. Come le truppe americane entrarono in città, la popolazione si accalcò sulla strada principale vestita con l’eleganza migliore e con fiori e vino per dare il benvenuto all’esercito liberatore.

> Leggi, Liberatori e Segnorine[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]