Open
Open 24h today
  • Monday

    Open 24h

  • Tuesday

    Open 24h

  • Wednesday

    Open 24h

  • Thursday

    Open 24h

  • Friday

    Open 24h

  • Saturday

    Open 24h

  • Sunday

    Open 24h

  • Maggio 31, 2020 03:19 local time

Opere Paesaggistiche

La bellezza della campagna attrattiva

La Val di Cecina grazie al suo importante patrimonio storico, artistico, culturale e paesaggistico, rappresenta una delle zone più curiose e da esplorare della Toscana, una perla di rara bellezza.

Volterra non è soltanto una città dalle antichissime origini, in cui architettura medievale e scavi etruschi convivono in armonia, ma è anche un luogo in cui l'arte contemporanea trova spazio, creando contaminazioni che affatto ne alterano le sue nobili origini bensì le arricchiscono, offrendo inediti punti di vista e nuove occasioni di riflessione.

Parleremo di una presenza inedita, che da diversi anni a questa parte anima la vita culturale della città e che ultimamente ha dato vita a un itinerario turistico alternativo. Un itinerario molto articolato, caratterizzato dalla presenza capillare di opere d'arte sulle colline che circondano l'abitato, che ne hanno rimodellato la fisionomia rappresentando un valore aggiunto per il paesaggio.

> Scopri, la migliore arte paesaggistica del territorio

l cerchio dello Staccioli

Super amato dagli influencer di Instagram

Scendendo da Volterra in direzione Siena i tornanti regalano panorami e visioni di colline fino all'orizzonte. Nelle vicinanze del Borgo di Roncolla, una piazzola adibita a parcheggio propone una sosta di gusto. I campi di grano sono meravigliosi e lungo il pendio una sorta di cornice obbliga a rallentare la corsa e costringe i passanti ad osservare.

Il cerchio rosso attira l'attenzione di tutti, offre grandi spunti di fotografia.

L'Anello di San Martino è, forse, l'opera contemporanea più conosciuta sul territorio; l’anello dal tipico colore rosso ossido caro a Mauro Staccioli dà al dolce panorama collinare volterrano una nuova visibilità e conduce lo sguardo alle alture metallifere al di là dei declivi verdeggianti.

Mauro Staccioli, famoso per le sue sculture imponenti che circoscrivono con lo sfondamento della materia una piccola, ma significativa fetta di infinito, ha lasciato alla sua patria molte opere e questa tra tutte dall'aspetto molto semplice e minimal è il monumento della zona più immortalato su instagram,

l cerchio dello Staccioli

Super amato dagli influencer di Instagram

Scendendo da Volterra in direzione Siena i tornanti regalano panorami e visioni di colline fino all'orizzonte. Nelle vicinanze del Borgo di Roncolla, una piazzola adibita a parcheggio propone una sosta di gusto. I campi di grano sono meravigliosi e lungo il pendio una sorta di cornice obbliga a rallentare la corsa e costringe i passanti ad osservare.

Il cerchio rosso attira l'attenzione di tutti, offre grandi spunti di fotografia.

L'Anello di San Martino è, forse, l'opera contemporanea più conosciuta sul territorio; l’anello dal tipico colore rosso ossido caro a Mauro Staccioli dà al dolce panorama collinare volterrano una nuova visibilità e conduce lo sguardo alle alture metallifere al di là dei declivi verdeggianti.

Mauro Staccioli, famoso per le sue sculture imponenti che circoscrivono con lo sfondamento della materia una piccola, ma significativa fetta di infinito, ha lasciato alla sua patria molte opere e questa tra tutte dall'aspetto molto semplice e minimal è il monumento della zona più immortalato su instagram,

Pausa Pranzo

Per gli amanti dei boschi

A pochi passi dall'opera di Staccioli è visibile, come un isolotto sul mare, un piccolo boschetto su campo di grano. E' il Poggio di San Martino, la cui sommità ci consente di ammirare tutta la zona del Volterrano fino al mare e, nella parte retrostante, aprendosi verso Monte Voltraio, ci offre un panorama che, nelle giornate più chiare, si estende fino agli Appennini. Da parte dei volterrani, questa era metà di grandi scampagnate, ma cessò dopo pochi anni in quanto la motorizzazione influì in via definitiva a diversi orientamenti.

Oggi è una meta per solitari, un piccolo boschetto dove riposare nel silenzio della natura e dove ammirare la campagna circostante che da quassù si fa ancora più interessante.

Il nome di San Martino fa riferimento ad una antica chiesa non più esistente avente il nome di San Martino, di questa possiamo vedere la omonima ricostruita nel Settecento inserita poco più giù all'interno del borgo di Roncolla.

> Scopri, le scampagnate volterrane di un tempo

Monte secondo dopo Volterra

Le villa e la chiesa di Monte Ridolfo

Il primitivo nome di questa collina era Monte Secondo, poi Monte Ridolfo o Rodulfo: oggi è Poggio San Martino. Questo poggio, ricoperto di vegetazione, nella quale primeggiano soprattutto i pini, delimitava ad est il confine fra il comune di Volterra e quello di Monte Voltraio e, come Monte Voltraio appunto, fu testimone dei forti contrasti e delle aspre guerre avvenute fra il vescovo e Volterra. Anzi Monte Ridolfo faceva parte del territorio in cui tali vicende avvennero, presentandosi ai volterrani come primo baluardo difensivo avversario da espugnare.

Non è dato sapere da quando su detto Poggio fossero fatte delle costruzioni, anche se alcuni testi di storia, volterrana comprendono Monte RidoIfo fra le ville che nel Duecento erano sotto la giurisdizione di Monte Voltraio. Perciò non è da escludere anche la chiesa fosse di quel periodo, certo è che nel Settecento, quando tale territorio compreso Roncolla era proprietà dei Guarnacci, veniva descritta come fatiscente. Data la sua struttura pericolanteo Mario Guarnacci la trasferì nel borgo di Roncolla impiegando i ruderi rimanenti nella nuova costruzione.

Monte secondo dopo Volterra

Le villa e la chiesa di Monte Ridolfo

Il primitivo nome di questa collina era Monte Secondo, poi Monte Ridolfo o Rodulfo: oggi è Poggio San Martino. Questo poggio, ricoperto di vegetazione, nella quale primeggiano soprattutto i pini, delimitava ad est il confine fra il comune di Volterra e quello di Monte Voltraio e, come Monte Voltraio appunto, fu testimone dei forti contrasti e delle aspre guerre avvenute fra il vescovo e Volterra. Anzi Monte Ridolfo faceva parte del territorio in cui tali vicende avvennero, presentandosi ai volterrani come primo baluardo difensivo avversario da espugnare.

Non è dato sapere da quando su detto Poggio fossero fatte delle costruzioni, anche se alcuni testi di storia, volterrana comprendono Monte RidoIfo fra le ville che nel Duecento erano sotto la giurisdizione di Monte Voltraio. Perciò non è da escludere anche la chiesa fosse di quel periodo, certo è che nel Settecento, quando tale territorio compreso Roncolla era proprietà dei Guarnacci, veniva descritta come fatiscente. Data la sua struttura pericolanteo Mario Guarnacci la trasferì nel borgo di Roncolla impiegando i ruderi rimanenti nella nuova costruzione.

Frequentata nel dopoguerra

Tutti a ballare

Di altri edifici che siano stati fatti su Monte Ridolfo non si trova traccia alcuna. Infatti, a seguito di privilegi che furono concessi da Federigo II al vescovo Pagano dei Pannocchieschi, in parte anche a danno del Comune di Volterra. Per questo fatto lo stesso vescovo tentò di ammansire i volterrani, concedendo loro l'autorizzazione a costruire su detto Poggio. Tale concessione però non ebbe alcun seguito perché non fu accolta dagli interessati. Tuttavia la possibilità di costruire su Monte Ridolfo si verificò ulteriormente nel Cinquecento, quando il Comune intese favorire l'accesso a Volterra dei Padri Cappuccini. A tale scopo, infatti, il Capitolo dei Canonici della Cattedrale offrì gratuitamente il terreno, cioè Monte Ridolfo, per costruirvi la chiesa e il convento. Ma anche questa volta il progetto non fu realizzato.

A dire il vero, l'unica costruzione, se così si può chiamare, che è stata fatta sul colle, risale ai nostri tempi, e consiste in una pista da ballo tanto frequentata nell'ultimo dopoguerra del secolo scorso; mentre la si realizzava, furono rinvenuti vari resti umani di un primitivo cimitero.

Posizione