Un nuovo evento in città

Sul poggio etrusco si festeggia la Festa dei Santi Patroni Giusto e Clemente.

Quella di San Giusto è l'unica vera contrada che non esiste più. Nel periodo medievale la contrada di San Giusto comprendeva tutta l'antica borgata che sorse intorno alla chiesa di San Giusto in Broto, la prima ad essere stata dedicata al patrono di Volterra. Questo borgo è letteralmente scomparso, inghiottito dalla voragine della Balze, e con il borgo anche la chiesa, una tra le più antiche di Volterra.

Successivamente la popolazione di Volterra ribattezzò con il nome di San Giusto la zona dove sorse la nuova chiesa, attualmente esistente, che in origine, era definita di Prato Marzio. Un po' più in là. La nuova contrada comprende quindi l'attuale quartiere di San Giusto, dei Leccetti e tutta la campagna occidentale di Volterra.

In Borgo San Giusto è stata riscoperta l'antichissima festa dell'Avvinta. Si tratta di una cerimonia che si svolgeva nell'antica chiesa di San Giusto, il 4 di giugno dal 1500 in poi. Consisteva nell'offerta all'Abate della Badia di San Salvatore, da parte della contrada di San Giusto, della corda incerata, di "accia" (filo greggio di canapa) con la quale veniva esternamente "avvolta" (ecco la denominazione Avvinta) la chiesa di San Giusto ed internamente tutti gli altari.

Questa corda incerata, o "cerino", vi rimaneva dalla domenica precedente l'Ascensione fino a quella della SS. Trinità. I balitori della contrada, poi, nel giorno di Pentecoste presentavano "il cerino" all'Abate della Badia che, a sua volta, doveva farne offerta secondo le prescrizioni; la più importante era quella al Capitolo del Duomo, al quale spettava tanto "cerino" quanto ne occorreva per ravvolgere tre volte l'altar maggiore di San Giusto. Ce ne ha lasciata memoria e testimonianza il volterrano Padre Giovan Battista Bava, Abate commendatario della Badia, in un documento del 6 maggio 1548.

I tempi cambiano; oggi ci ritroviamo davanti ad una rievocazione che si svolge sostanzialmente in due giorni.

La prima parte si tiene il 2 di giugno alle ore 20. Alla luce delle torce, i contradaioli realizzano una corda cerata con cui cingono la chiesa di San Giusto. Successivamente alcune dame, scorate dai cavalieri, portano in chiesa un cofanetto contenente delle cordicelle d'oro con cui invece viene cinto l'altare maggiore.

La seconda parte della festa, che si tiene il 4 di giugno alle ore 20, è invece tutta dedicata al popolo. Avviene una tradizionale e caratterizzata processione con la presenza di tutte le contrade, del vescovo e del clero volterrano. Prima di entrare in chiesa, la corda cerata, con cui è stata cinta la chiesa, viene tagliata in tanti piccoli pezzettini, come fossero degli stoppini, e vengono dati ai fedeli, affinchè li portino nelle case e li mettino nell'olio e accesi, in segno di gratitudine e venerazione verso il santo patrono.

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