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  • Dicembre 9, 2019 11:15 local time

La sede degli Agostiniani

Le sepolture nobiliari nei luoghi di culto

La costruzione della chiesa di Sant'Agostino e del convento degli agostiniani iniziò quando gli agostiniani arrivarono processionalmente in città. Portavano le sacre reliquie delle SS. Spine, qui ancora conservate. Oggi è sede del Museo Diocesano di Arte Sacra.

Sembra che la chiesa e il convento con l'annesso orto esistessero prima della metà del Trecento. Molte furono in seguito le elargizioni che contribuirono alla crescita ed abbellimento del convento e della chiesa e tanti furono i personaggi illustri volterrani che vollero essere sepolti in Sant'Agostino. Fra questi sono da ricordare i Falconcini, i Riccobaldi del Bava, i Lisci, i Della Gherardesca e i Turazza. Un particolare personaggio, sepolto all'altare dei Turazza, fu Francesco Bibboni che, nel Cinquecento, insieme a Gabriello Ricci e in pieno giorno in Piazza San Paolo a Venezia, uccise Lorenzino de Medici e Alessandro Soderini, riuscendo poi a mettersi in salvo.

Una bellissima chiesa piena di sorprese.

Cambiamenti nei secoli

Chiesa a tre navate con volte ribassate

Inizialmente la chiesa di Sant'Agostino presentava una sola navata con copertura a capriate. Tra il Seicento e il Settecento a Volterra, dopo la ristrutturazione del Duomo, si assisté ad una revisione più o meno marcata delle altre chiese della città. Se alcune limitarono gli interventi al solo aspetto decorativo-figurativo, altre ripensarono sia l'interno che l'esterno, determinando una nuova struttura dell'edificio religioso. In Sant'Agostino l'intervento è andato ad interessare la ridefinizione non solo decorativa, ma l'intera volumetria interna.

Così la chiesa duecentesca a capanna si era trasformata in uno spazio a tre navate coperte con volte ribassate. L'impianto comunque, diversamente dalle decorazioni, di tendenze più tardo-barocche, rimane impiantato ad una linea neo cinquecentesca. La facciata, per metà romanica e per l'altra metà settecentesca, venne sormontata da quattro busti in pietra raffiguranti i Santi Agostino, Tommaso da Villanova, Nicola e Monica. Lungo le navate laterali ci sono cinque altari per parte, mentre due cappelle si aprono nella navata destra e due ai lati del coro.

La chiesa è fornita anche di due organi: uno del Seicento di scuola cortonese e uno, più piccolo, della metà dell'Ottocento.

Cambiamenti nei secoli

Chiesa a tre navate con volte ribassate

Inizialmente la chiesa di Sant'Agostino presentava una sola navata con copertura a capriate. Tra il Seicento e il Settecento a Volterra, dopo la ristrutturazione del Duomo, si assisté ad una revisione più o meno marcata delle altre chiese della città. Se alcune limitarono gli interventi al solo aspetto decorativo-figurativo, altre ripensarono sia l'interno che l'esterno, determinando una nuova struttura dell'edificio religioso. In Sant'Agostino l'intervento è andato ad interessare la ridefinizione non solo decorativa, ma l'intera volumetria interna.

Così la chiesa duecentesca a capanna si era trasformata in uno spazio a tre navate coperte con volte ribassate. L'impianto comunque, diversamente dalle decorazioni, di tendenze più tardo-barocche, rimane impiantato ad una linea neo cinquecentesca. La facciata, per metà romanica e per l'altra metà settecentesca, venne sormontata da quattro busti in pietra raffiguranti i Santi Agostino, Tommaso da Villanova, Nicola e Monica. Lungo le navate laterali ci sono cinque altari per parte, mentre due cappelle si aprono nella navata destra e due ai lati del coro.

La chiesa è fornita anche di due organi: uno del Seicento di scuola cortonese e uno, più piccolo, della metà dell'Ottocento.

Le ricchezze della Diocesi

Un museo di arte sacra all'interno di una chiesa consacrata

Il museo fu istituito negli anni Trenta del secolo scorso presso il Palazzo vescovile. Auspicato da Corrado Ricci nei primi del Novecento, fu costituito grazie al Canonico della Cattedrale Maurizio Cavallini. Danneggiato poi durante la Seconda Guerra Mondiale, fu completamente riordinato e riaperto al pubblico dalla Soprintendenza negli anni Cinquanta. Chiuso negli anni Ottanta per interventi strutturali e per dotarlo di impianti d'allarme e antincendio è stato definitivamente riaperto negli anni Novanta.

Nel 2017 si rinnova e cambia sede, spostandosi nella bellissima Chiesa di Sant'Agostino, in Piazza XX Settembre. Il museo riprende vita seguendo il progetto di allestimento di Guicciardini & Magni Architetti. Oltre al corredo originale della Chiesa, volutamente inalterato, le opere esposte provengono in maggioranza dalla Cattedrale di Volterra, dalle chiese cittadine e, in misura minore, da altre chiese del vasto territorio della Diocesi, la cui storia si trova illustrata nei pannelli e nelle postazioni multimediali della zona introduttiva.

> Scopri, Museo Diocesano d'Arte Sacra

Posizione
Biglietti
  • Intero
    5 €
  • Residenti
    0 €