Categoria: Volterra

Per non perdere il calendario
Ogni quattro anni si turbavano e si arrabbiavano i Volterrani. I più vecchi ritenevano che il bisestile portava un giorno di freddo in più. I più giovani (per darsi aria di saperne più di loro) opinavano diversamente. E' un dilemma che ci hanno lasciato in eredità.
Una visita di Rudolf Borchardt
Visitò la prima volta la città forse ai primi del secolo, verso il 1904. Ne rimase profondamente impressionato ed esaltato. Gli sembrò di avere fatto una grande scoperta. Gli dedicò un saggio che fu pubblicato con il titolo «Volterra».
Casata Della Bese
Oltre che nell'agricoltura, erano interessati nel commercio. Ascritti all'Arte della lana, conducevano una bottega di mercerie nei locali sotto casa e trafficavano in zolfo che estraevano da una cava di loro proprietà a Libbiano.
Le antiche terre dei Lagoni
Terre aride, pericolose, spoglie di vegetazione e deserte, cosparse di putizze bollenti e di soffioncelli hanno scatenato paurose leggende di diavoli e streghe, di terremoti e sprofondamenti Le terre dell'inferno!
Casata i Caffarecci
Vecchia ed illustre casata, si affermò in modo particolare nel secolo XV per merito di ser Piero e ser Giovanni di Taviano di Michele. Essi erano immatricolati nell'Arte dei notai e nel traffico della lana, merceria e pizzicherie.
Viale dei Ponti
Questo viale, che costituisce un accesso spettacolare alla città, fu costruito nel 1825. All'inizio del secolo fu dedicato a Giosuè Carducci, ma dal 1930 assunse la denominazione attuale, che nel medioevo spettava ala Piazza adiacente.
Un Turista del Settecento entusiasta della città
Il forestiero che sale al Poggio è sempre rimasto incantato della nostra città, dei suoi monumenti e, secondo la sua cultura, anche della sua storia. Ranieri Bernardino Fabri ci regala due sonetti dedicati a Volterra.
Via di Mandringa
Via che collega Borgo San Giusto con la Via Pisana. Il toponimo è molto antico e deriva dall'esistenza di una fonte con questo nome posta proprio all'incrocio fra questa strada, sovrastata da un grande masso.
La consacrazione del Duomo in San Giovanni
A chi entra in Cattedrale da Piazza dei Priori, nella cappella gotica che contiene la preziosa statua policroma della Madonna col Bambino, sfugge quasi completamente un'iscrizione su marmo: il ricordo della consacrazione.
La guerra del 1254 contro Volterra
Causa? Il morbo deIl'epoca! Lotta spietata tra Guelfi e Ghibellini. I Guelfi impongono ai Ghibellini l'allontanamento da tutte quelle città in cui essi abbondavano, sicchè arrivano alle porte della nostra città a far danno.
La Tragedia di San Lazzero
Sconvolse tutta Volterra e ancora molti anziani ne parlano, facendo riferimento anche alle storie che venivano cantate o recitate, come era abitudine di quei tempi, usanza questa che si ripete ancora oggi nel Sud.
L’uomo e l’artista
Scultore e bravo pittore. Da ricordare di lui un dipinto ad olio con il quale si aggiudìcò il primo premio ad una mostra regionale avvenuta a Volterra, raffigurante un aspetto dei mercato in via dell'Ortaccio.
I balestrieri della città
Le riforme popolari volterrane del 1320, che fissano a seicento uomini le masnade permanenti cittadine, e a mille gli armati di contado pronti alla chiamata ci informano che un quarto della forza volterrana è costituita da balestrieri.
Ricordi rionali, ricordi di contrada
Il colore rionale in antico era un simbolo araldico, un distintivo delle persone e del luogo, una consacrazione al servizio e al prestigio d'una piccola o grande famiglia di popolo. Un piccolo comune nel grande comune.
Le veglie di Maso
In casa di Maso delle Colombaie c'era sempre veglia, in qualunque stagione. Anche quando il vento, mulinando nella forra, ne usciva fuori a sbalzelloni e schiaffeggiava le piante, i pagliai, le case dei contadini.
Un volterrano ferito a S. Martino. I primi Cacciatori delle Alpi
Tutti i mezzi erano buoni per accorrere a combattere al fine di rendere l'Italia libera dallo straniero. Molti andarono volontari a combattere per l'unità d'Italia e qui ne riportiamo alcune vicende interessanti.
La Madonna dei Volterrani
È sorprendente il fatto che una «Madonna» (come quella che porta il titolo di Madonna di San Sebastiano), non dipinta né commissionata in loco ma proveniente dal di fuori, sia diventata la Madonna dei Volterrani.
Il Culto nei secoli
Fra le tante notizie storiche che abbiamo sul culto per la Madonna di S. Sebastiano, vogliamo ricordare l'assidua cura che i nostri avi posero nel celebrare la festa annuale alla terza domenica di settembre.
Ricordi della Festa della Madonna
La festa della Madonna di S. Sebastiano, che si svolge a Volterra a metà del mese di settembre, molti anni fa, era veramente una solennità attesa dai volterrani. La fiera, il palio dei cavalli, spettacoli pirotecnici e poi tutti al Teatro.
La Filodrammatica
Ora il teatrino del Santuario dorme: sarà un sonno eterno, o solo un giusto riposo dopo tante attività e dopo tanti successi? La filodrammatica di Volterra del teatrino di San Francesco.
La Miniera delle Cetine
Sulle pendici dei Cornocchi, con accesso da una stradina assai ghiaiosa che si snoda nel bosco, si trovano i resti della miniera delle Cetine. Qui, vi ci morì Hènderson che causò la chiusura della miniera.
La Via Diritta
Una storiellina ambientata nel volterrano, per chi ha qualche minuto per leggere. Questo è il primo racconto tra i tanti che pubblicheremo su Volterracity.
Carducci e Volterra
Nella visione piena e accorata della Maremma toscana, il Carducci comprendeva a buon diritto anche Volterra, città di sua madre Ildegonda Celli.
Ponte della Quagliera
Il Ponte della Quagliera, posto all'incirca a metà strada tra Saline e le Moie Vecchie è sempre stato, fin dalla mia infanzia, la meta preferita di piacevoli passeggiate. Alcune mie memorie!
Salvator Rosa
Pittore, incisore e poeta italiano di epoca barocca. Nato partenopeo, attivo oltre che nella sua città, anche a Roma, Firenze e Volterra; fu un personaggio eterodosso e ribelle, dalla vita movimentata.
Pianisti, cantanti e pazzerelli
Negli anni in bilico fra il secolo Ottocento e Novecento, nelle giornate di festività ufficiali, era consuetudine che le strade del poggio venissero scosse dal suono della banda cittadina. E se non era la banda, ci pensavano tanti eccellenti personaggi a tirar su del ritmo!
Lo Sprone degli Ulimeti
Proseguendo oltre la chiesa di San Girolamo, ci si addentra nel territorio attribuito alla necropoli degli Ulimeti. Terre antiche sepolte da folti boschi. Una grande vallata di antichi sentieri!
La Goriziana
La Goriziana è un gioco che a periodi alterni veniva giocato in quasi tutti i bar di Volterra, ma a vederla giocare dalla Marianna qualche anno fa, era proprio uno spasso.
Palline e Pattoni
Se al vecchio volterrano tu chiedessi a bruciapelo d'impostar l'equazione «palline e scapaccioni» lì per lì lo metteresti nel pallone. Ma subito dopo, aprendosi in un largo sorriso: - Madonna!... quanti! -,
Bruciàno
Sui monti di Castelnuovo Val di Cecina in vetta al versante che guarda la vallata percorsa dal torrente Pavone si trovano i ruderi del castello di Santa Lucia in Bruciano, un tempo proprietà del Comune di Volterra.
Torraccia di Cornia
Proseguendo il nostro giro d'orizzonte sulle antichità meno note del Volterrano vogliamo ricordare oggi la «Torraccia di Cornia» nota anche come la «Torre del Castelluccio».
Bruno Landi
Il ricordo di Bruno Landi ha riportato alla mia mente gli anni lontani della nostra giovinezza, le liete brigate, le smerendate» del lunedì, le scorribande canore nelle sere di bel tempo ed i primi passi verso una sistemazione economica.
Intorno al Palazzo Minucci Solaini
Con un salto entrai nel palazzo Solaini bussando alla prima porta dove a quell'epoca c'era un laboratorio di scultura e dove speravo di essere accolto come garzone. Ricordi di una vita fa!
Ai tempi in cui chi sbagliava pagava
Molto spesso il Seicento vien descritto come il secolo degli abusi e dei soprusi, forse per un'errata interpretazione manzoniana della storia, ma il documento che ci è capitato fra le mani ci assicura che, almeno in Volterra, le regole amministrative e contabili erano rispettate.
Ticche
Si chiamava Robusto ed era originario di Pomarance, scaturito dalla numerosa famiglia dei Tani. E robusto lo era davvero. Bastava vederlo all'opera nel suo ingrato mestiere di muratore, percorrere instancabile ogni angolo della Salina di Volterra.
Alla ricerca della chioccia dai pulcini d’oro
Le nostre nonne ci avevano raccontato più di una volta la storia della chioccia con i pulcini d'oro che per una strana magia se ne stava nascosta sul culmine del Poggio alla Rocca. Questa fiaba era forse l'ultimo anello di una serie di leggende che il passato ci tramandava.
L’anima del Mandorlo
II «vicolo» cominciava ad animarsi all'inizio delle primavera: nei mesi invernali la tramontana tirava troppo forte e solo di rado ci lasciavamo tentare anche a neve alta, dalla frenesia delle pallate.
Castello della Pietra e della Pietrina
Tali località sono state per un periodo, gli estremi e contesi baluardi del Comune di Volterra e, certamente, rientravano in quelle fortificazioni che all'ora servivano a sorvegliare meglio tutte le vie, per prevenire così qualunque attacco di sorpresa.
Un turista del Settecento
Il Settecento fu per eccellenza secolo di viaggi e di scoperte. Soprattutro gli Inglesi, oltre ai Tedeschi, vedevano nei tour in continente la conclusione e il coronamento della proprìa istruzione.
Campane a Festa
La Torre Campanaria è stata sempre simbolo e vanto della nostra comunità volterrana. Le campane portano un nome: un nome, o dei nomi, che in esse incisi, vengono onorati e che, per essi, annunziano e propagano un messaggio.
Tra puzzi e profumi
Una memoria d'artri tempi per i nati e cresciuti sù sopr'al bel Poggio dove 'l vento del Settentrione spella vivi e 'l macigno rifila pedatoni a tutt'andare come e dove gli sgrilla.
Piazzetta degli Avelli
Per accedervi dovevamo scendere lo sdrucciolo, mezzo buio e maleodorante a causa dell'orinatoio posto proprio all'inizio della discesa, sotto il palazzo Campani.
Jarro
Si scelse uno pseudonimo che in spagnolo vuol dire «boccale»: Jarro. Il nome vero non apparve mai nè in fondo ai suoi articoli di giornale, nè sulle copertine dei suoi volumi: Jarro, sempre Jarro.
Consegna clandestina di una medaglia d’argento
La solenne premiazione del più bravo della V elementare avveniva la prima domenica di giugno, festa dello Statuto Albertino. Un giorno speciale!
Socrate
Presso la laboriosa popolazione di Saline Socrate Becorpi era assai conosciuto non per la potenza del suo cervello ma semplicemente per la enorme potenza dei suoi muscoli di acciaio.
Società Ruggeri – Norchi – Petracchi
I grandi commerci d'alabastro. Fu costituita una società per il commercio dell'alabastro fra i signori Carlo Ruggeri, Antonio Norchi e Ranieri Petracchi, tutti volterrani, per la durata di tre anni.
Società Lotti – Leoncini – Tangassi
Fu costituita una società fra Antonio del fu Domenico Lotti, Niccolò del fu Francesco Viti, Giovanni del fu Luigi Leoncini e Vincenzo del fu Tommaso Tangassi. Sono i viaggiatori dell'alabastro!
Nocca
Non ho mai saputo quale fosse il suo vero nome, eravamo ragazzi e tutti, ricordano lo chiamavano Nocca e lui rispondeva come se quello fosse il suo vero nome.
Alabastrai Buontemponi
L'osteria, come ritrovo per discutere, giocare e abbandonarsi all'ozio, era un'attrattiva a cui nessuno sapeva resistere. Gli alabastrai soprattutto, a far bisboccia erano i primi.
Vecchi natali volterrani dei bimbi poveri
Profumo d'arance, odore di neve nell'aria e di pampepati nelle vetrine; presepio con pecorelle, pastori, borraccina, ponticelli su torrenti fatti con pezzi di vetro.
Processo alla strega di rondinini
Monna Elena moglie di Nanni da Travale detto Sarteano, incantatrice divinatrice e sortilega, abile a manipolare i consigli secondo le risposte del demonio, della città di Volterra
Le Gremignaie
Donne in cappello, intente a sciamannare l'erba, nel fiume stanco e senza rattaio: sono le Gremignaie, raccoglitrici della gramigna, tanto gradita al cavallo.
La Bestia di San Dalmazio
Girando per il Volterrano non è raro imbattersi in resti antichi che ignorati o dimenticati dagli storici, possono destare curiosità degli occasionali visitatori. Uno di questi la bestia di S. Dalmazio.
Un Innocente nel Maschio
Nel 1878 una bomba anarchica esplose a Firenze, gettando nel terrore la città. Venne condannato all'ergastolo e rinchiuso nel Mastio un innocente, Cesare Batacchi.
Quei giorni del Quarantaquattro
A me interessa ricordare più di tutto il clima di allora, una ricchezza che qualcuno o qualcosa ci ha portato via indebitamente. I tempi della seconda guerra mondiale.
Quella brutta ferita di Terzo
Era venuto in licenza di convalescenza Terzo, rimasto ferito nella prima fase della decima battaglia dell'Isonzo. Un piccolo aneddoto di vita campagnola.
La chiesa della Madonna del Libro
Molte sono le antiche costruzioni, conservate o in rovina, che, nella Zona Boracifera, portano in sé i ricordi di un lontano passato. Una di queste è la chiesina della Madonna del Libro.
Un episodio della resistenza tedesca
Mentre intorno imperversavano i proiettili americani, dallo sdrucciolo della Piazza dei Priori svoltano in via Roma due ufficiali tedeschi; da qui noi li seguiamo per raccontare una discussione.
L’omo nero
In una Volterra arcaica e sempliciona si credeva all'omo nero. Era stato visto più volte un uomo calarsi giù dal muro della Via di Castello e dileguarsi tra le tenebre degli orti.
Il Panorama dalla Spalletta
La prima cosa che colpisce ancor oggi i visitatori di Volterra, da qualunque parte si arrivi, è la posizione della Città, così elevata dalla quale si possono vedere tramonti stupendi.
L’Accademia del Casino dei Nobili
In ogni tempo, in seno a qualsiasi organizzazione sociale, si è sempre formato un circolo ristretto di persone, con una spiccata tendenza all'isolazionismo di stile oligarchico e borghese.
Cronaca del Tempo di Guerra
Non sembri retorica il ricordare alcuni aspetti della vicenda bellica, anzi della più cruda guerra civile che fascisti repubblichini e nazisti misero in atto nelle nostre contrade.
Nel ricordo di una bimbetta
Le cannonate arrivavano vicino a noi e aprivano buche nel terreno, con zampillo di terra; l'areo mitragliava bassissimo e ogni volta ci distendevamo a testa in giù con la faccia spiaccicata nelle zolle cretose.
Pieve di Mensano
Mensano è un castello con sovrastante rocca e antica prepositura. La sua pieve si tratta di una costruzione a tre navate di puro stile romanico. Tanti segreti si nascondono in questi luoghi
Lo scoppio della caserma
Un profondo boato, come un lungo tuono nel sereno di luglio e poi il buio greve e tangibile in cui nevicava nero, erano fogli e veline carbonizzati che andavano in mille frammenti.
Zio Ferruccio
Zio Ferruccio era un ometto basso e grasso: sembrava, anche per i lineamenti del viso piuttosto marcati, che si fosse alzato da un coperchio di un’urna etrusca del Museo Guarnacci.
Quando si mangiava con la tessera
Erano tempi difficili in cui si pativa la fame. I duecentocinquanta grammi di pane giornaliero, tesserato, non era sufficiente neppure per colazione, da quanta fame si aveva in corpo.
Un Choleroso alla Burlanda
Sul colera scoppiato nel volterrano poco si sa, ma nel 1855 funestò Volterra in maniera tale che nel solo mese di agosto furono trasportati trentacinque malati al lazzaretto e sessantacinque cadaveri al cimitero
Quando girava la ruota
Ragazze ingannate dal signorotto, dal primo amore, dal primo arrivato, dal padrone del servizio e, comunque, dopo l'inganno, non avevano altra scelta che pensare a far girare la ruota degli esposti.
Il leprosario di San Lazzero
Il nome di San Lazzero deriva dall'antico leprosario che a Volterra si era edificato per la cura dei lebbrosi. Oggi non rimane niente, ma un tempo svolgeva grandi funzioni.
Gli albori del ciclismo volterrano
A differenza di oggi, negli anni 1920 e 1926 i nostri concittadini parteciparono attivamente al ciclismo, forse per evadere la realtà e dimenticare le loro particolari condizioni socio-economiche.
Le violette di sotto San Giusto
Non c'è inizio di primavera che non mi riporti agli occhi della mente le violette di sotto San Giusto, quelle che fiorivano lungo la scorciatoia che si apriva sulla sinistra andando verso Volterra.
Una estate umida
La ballonata classica si effettuava infatti nelle ore notturne e consisteva nel rovesciare un capace secchio d'acqua possibilmente pulita sulla persona prescelta.
La Ferrareccia in Piazza
Il punto di riunione più accreditato, specialmente al sabato, era la ferrareccia di piazza. I Notabili più autorevoli stavano seduti e gli altri facevano corona in piedi, andando e venendo.
I Matti del San Giovanni
Molti furono gli ospiti del San Giovanni, colonia dell'Ospedale Psichiatrico volterrano, ma di un certo Bracco e di un certo Meini, io conservo tuttora un vivissimo ricordo.
Quattro incantatori volterrani
Quattro stregoni, incantatori a tempo perso, medicastri di dubbia bravura, ma personaggi unici della realtà volterrana: Minza, Melindo, Albino di Ribatti e Giacinto.
Monte Nero e Monte Voltraio
Queste due collinette, rispettivamente alte 508 e 458 metri, si trovano fra la Nera e Roncolla e sono molto scoscese e dirupate, assai vestite di bosco.
Le corse dei cavalli in Vallebuona
Il Palio di Vallebuona e i ricordi più disparati di quei momenti di festa. Un dialogo interessante anche con il fantino Vincenzo Ceppatelli, figlio di Tabarre.
Pènco
Quest'uomo, pieno di speranze, venne a Volterra con un ciuchetto e qualche straccio, a fare il facchino. Si stabilì in una stalla nel Vicolo delle Prigioni con la compagnia di una chitarra.
Liberatori e Segnorine
Uno spassoso e allo stesso tempo amaro episodio della seconda guerra mondiale che si svolse tra le vie della città, all'arrivo degli americani il 10 di Luglio nel 1944.