Da miss Margarite Janes, nota ed apprezzata illustratrice di riviste e libri inglesi, riceviamo due disegni, riproducenti, l’uno il panorama di Volterra visto dal fondo dell’allora Piazza dei Ponti; e l’altro un tratto della non troppo frequentata Via di Sotto.

Il panorama è eseguito a penna e rivela il tratto sicuro e l’intendimento artistico della esimia autrice. Veramente non si sa perchè la «veduta di Volterra» dalla Piazza dei Ponti sia da tutti chiamato panorama, perchè detta piazza, che si trova a 531 metri sul livello del mare, è una delle località meno alte di Volterra e da cui non si scorge che piccolissima parte dei fabbricati della città.

Tutti gli artisti, pittori, disegnatori, fotografi, ritraggono però questo punto, perchè forse da esso si vedono riuniti tre fra i più belli e caratteristici monumenti della città medioevale: il Battistero, la sommità della Cattedrale, con accanto la bellissima torre campanaria, la parte posteriore e il fianco sinistro del magnifico Palazzo dei Priori: e tutti e tre costruzioni del Sec. XIII, non compresovi però il Campanile, costruito nel 1493 dell’altezza di metri 54 e ridotto poi di un piano per ragioni di stabilità.

La Via di Sotto è poi una caratteristica strada, che, sebbene composta in massima parte da costruzioni povere, rivela però sempre qualche traccia di architettura antica; ed è interessante per una particolare curiosità della vita cittadina. Quando il Comune di Volterra era proprietario delle «Saline», dalle quali ritraeva il maggior cespite delle Entrate pubbliche, tutto il sale laggiù fabbricato veniva trasportato nei magazzini della città. Allora non esisteva la magnifica strada fatta costruire dal Granduca Leopoldo II e compiuta verso il 1830; e perciò il trasporto veniva fatto a bastina su per le dirupate strette vie medioevali, tutte selciate di piccole pietre e di cui resta sempre qualche avanzo in uno o due «scorci» della nuova Via delle Saline. Occorreva perciò un numero stragrande di animali da soma, ed erano preferibilmente usati gli asini, dal passo tranquillo e dal piede sicuro, e dei quali, dicono alcuni cronisti del tempo, una interminabile teoria vedevasi arrampicare e discendere per le erte straducole.

Per tanta quantità di asini occorrevano numerose stalle e appunto in «Via di Sotto» si trovava la maggior parte di queste stalle, per cui la detta strada fu per molto tempo conosciuta e detta «Via degli Asinari».

Ora, fortunatamente, la Via di Sotto è occupata, nei suoi locali terreni, da numerose ed importanti fabbriche di oggetti di alabastro e pulsa quotidianamente di fervido battito di vita attiva e fattiva, parte importante della compagine dell’industria, che rende Volterra ricca per sè e, per le sue esportazioni, benemerita per la economia nazionale.

© Accademia dei Sepolti, ALFIERO FANTOZZI
Disegni di Margarite Janes, in “Rassegna Volterrana”