La Goriziana è un gioco che a periodi alterni veniva giocato in quasi tutti i bar di Volterra, ma a vederla giocare dalla Marianna qualche anno fa, era proprio uno spasso. Osservando i giocatori, ce n’erano di tutti i tipi: seri, nervosi o allegri e chiaccheroni, spesso superstiziosi, insomma mutevoli come l’alternarsi del gioco. Durante il gioco era tutto un intrecciarsi di simili frasi «Lukacs ha bevuto 72» «Lo sapevo», «è arrivato Venale che mi porta male!» «Il gioco del biliardo è geometria e chi sbaglia è segno che è un somaro» rispondeva a botta Venale.

Ma Vittorio sapeva quel che diceva e non nascondeva un certo disappunto, «Bravo Gildo, ha preso un bel tiro» esclamava il Pacciani rivolto ad Oreste che replicava soddisfatto «Oggi sono in forma smagliante»; era sufficiente però che «bevesse» qualche punto perchè dicesse «Con quell’uscio aperto non si può giocare». Se qualcuno insinuava, come faceva Giulio, che dipendeva dal fatto che era un bel ciuco, subito ribatteva «Lei, si cheti, non ci capisce niente, è il più duro di tutti». Naturalmente Giulio non stava zitto «Rispetto a lei, sono un maestro, lei è un regino dei somari! Se qualche volta “bevo” è segno che ho la tigna a favore!». «Ma che tigna, son le orecchie lunghe» puntualizzava Oreste.

Spesso voleva giocare anche Settimino e gli altri giocatori erano tutti contenti tanto che dicevano: «Vieni, Vieni, tanto bevi più te che Buzzino a merenda». A volte giocava anche Ciccia, ma lui andava per la sua strada, non rientrava.

Venivano spesso anche Gola. Paolino col ciuffo e sul tardi Baffino con la giacca due numeri più grande, perchè voleva essere più grosso in tutti i modi. Insomma eravamo proprio una bella comitiva e tutti bravi ragazzi.

© Pro Volterra, GIULIO GISTRI
La Goriziana, in “Volterra”