Nato a Savignano di Prato il 6 gennaio del 1777 e morto il 20 gennaio 1850 nella sua abitazione fiorentina di Borgo Pinti, Lorenzo Bartolini rappresentò, con Antonio Canova (1757-1822), l’eccellenza e l’internazionalità dell’arte plastica italiana nel XIX secolo: tanto, da meritare altissima collocazione nella gerarchia degli artisti europei contemporanei.

Tra l’altro Bartolini, che iniziò a lavorare fin da giovanissimo per procacciarsi i mezzi per studiare, fece apprendistato proprio dalle nostre parti, a Volterra, nella “fabbrica-scuola di alabastro” di Marcello Inghirami Fei.

Montecatini Val di Cecina, presso l’ex villaggio minerario, conserva alcuni lavori dell’illustre scultore pratese, commissionati da Orazio Hall e/o Francis Joseph Sloane, titolari dello stabilimento di Caporciano.

Opera di Lorenzo Bartolini (come risulta dal nome inciso sulla fiancata destra) è l’altare in marmo dell’oratorio di Caporciano, probabilmente realizzato subito dopo il 1840.

Un lavoro semplice, che si caratterizza per la severa purezza della forma e per la nettezza dell’intaglio. Ma che si distingue ancor di più per l’essenzialità e la limitazione degli orpelli decorativi, abbinate alla finezza dell’ornato ben riscontrabile nella raffigurazione naturalistica.

Ancora di Lorenzo Bartolini sono due busti di Giovanni Targioni Tozzetti e di Louis Porte: personaggi che in vario modo dettero impulso alla fortunata riattivazione della coltivazione del giacimento cuprifero di Caporciano, che per quasi un secolo risulterà il più importante d’Europa.

L’autore di questi marmi presenti dal 1845 nella sala d’ingresso alle discenderie della miniera, è rimasto sconosciuto fino a non molti anni fa. Da tempo, preso atto dei rapporti tra il famoso statuario e gli azionisti della società mineraria ed esaminando più attentamente le due opere dal punto di vista stilistico, mi ero convinto che anche queste, come l’altare dell’oratorio di Santa Barbara, potessero provenire dalla bottega di Lorenzo Bartolini. Ed avevo espresso questo mio pensiero in Montecatini Val di Cecina, di M.L. Ceccarelli Lemut, Gianna Bertini, Fabrizio Rosticci, Pisa, 2010, a pagina 40 del capitolo La Miniera di Caporciano. Ebbene, grazie all’interessamento dell’ex sindaco Renzo Rossi che ha coinvolto direttamente la dott.ssa Franca Falletti della Galleria dell’Accademia e la dott.ssa Cristina Acidini della Soprintendenza del Polo Museale Fiorentino, nei primi mesi del 2011, dopo uno studio accurato, la paternità dei due busti è stata attribuita al famoso statuario.

Dal 31 di maggio, e fino al 6 novembre 2014, il busto in marmo di Louis Porte è stato esposto, insieme ad altri numerosi capolavori, alla mostra “Lorenzo Bartolini – Scultore del bello naturale”, allestita alla Galleria dell’Accademia (dove, tra le altre cose, all’interno della Gipsoteca Bartolini, è custodito un nucleo straordinario di suoi modelli in gesso). Una vetrina di opere d’arte di un autore eccellente che davvero vale una gita a Firenze (e magari – come accaduto a me – anche una non breve attesa per accedervi, pazientemente in fila lungo via Ricasoli/piazza delle Belle Arti).

© Fabrizio Rosticci, FABRIZIO ROSTICCI
Lorenzo Bartolini a Montecatini Val di Cecina e in mostra alla Galleria dell’Accademia