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Volterra nelle periferie di Seattle

Don Curtiss si stava per laureare alla facoltà di Economia dell’Università del Minnesota, quando all’improvviso decise di scambiare la sua calcolatrice per una padella sauté. Alla fine di tutto, si rese conto che era la cucina la sua vera vocazione. Ricorda ancora con piacere di quando, all’età di cinque anni, sua madre siciliana gli insegnava le tradizionali ricette italiane di famiglia; è convinto che la passione per la cucina sia nata proprio in quegli anni di gioventù.

Cambiate le carte in tavola, Don iniziò il suo nuovo percorso di cuoco; c’è da dire che si fece notare quasi subito, ad inizio della carriera già aveva ricevuto molti premi e apprezzamenti, tra cui il titolo di essere uno degli “chef più innovativi d’America”. La sua popolarità ebbe maggiore risalto qualche anno più tardi, quando alle porte del nuovo secolo, rilevò il ristorante Prego. L’Italian Cooking and Living in quel periodo lo nominò addirittura come uno dei  “migliori 26 chef americani”. Poco dopo incominciò a lavorare come Partner Chef per Fornaio e vivendo con un piede in America e l’altro in Europa, nel 2004 arrivò l’ispirazione per Volterra: il suo nuovo ristorante.

L’innovativo stile culinario dello chef Don Curtiss e l’esperienza aziendale di sua moglie Michelle Quisenberry si sono rivelate connubio naturale per poter aprire questo nuovo ristorante.

Michelle Quisenberry è stata nominata tra i “Top 40 Executives Under 40” e “Woman of Influence” dal Puget Sound Business Journal; l’esperienza nel mondo degli affari e la sua passione per il buon cibo e per gli alcolici hanno portano disciplina e entusiasmo a Volterra. Michelle ci sa fare! A cavallo dei anni del nuovo millennio fu coinvolta nell’avvio di diverse società di crescita di startup emergenti nell’area di Seattle, tra cui l’Experience Music Project. Come controllore di EMP, era responsabile della supervisione delle operazioni finanziarie di progetti da $240 milioni. Continua tutt’ora il suo ruolo di consulente contabile internazionale, ma oltre a questo gestisce tutti gli aspetti finanziari e di marketing di Volterra di suo marito.

Il ristorante inaugurato nel 2005 con il nome di Volterra, sebbene fuorviante (e forse lo avete capito), non è affatto dietro l’angolo tra le magnificenze toscane, nè si raggiunge percorrendo in qualche modo la penisola italica; si trova oltre oceano, di là, nelle terre americane. Don e Michelle sono riusciti a portare il calore e il fascino di Volterra e della Toscana nella Historic Ballard Neighborhood di Seattle e nei quartieri principali di Kirkland. Dall’altra parte del mondo!

Per noi volterrani la domanda che, più di tante altre, ci viene spontanea è: perchè aprire un locale con il nome della nostra città? In effetti, Don e Michelle ci rivelano una sorpresa: devono molto a Volterra, è qui che si sposarono. Alla città hanno legato esperienze di assoluta felicità; una fuga d’amore che si è rivelata anche spunto per reinventarsi con un lavoro di qualità.

Volterra aprì a Ballard, anni fa, in una posizione privilegiata su Ballard Ave. Il ristorante, che prese il nome di Volterra Ballard, ricevette numerosi riconoscimenti sia per il cibo, sia per le bevande che per il servizio. La star della Food Network, Rachael Ray, si era persino fermata lì per girare un episodio; nel 2008 l’aveva definito come uno dei locali più buoni del mondo, fu entusiasta soprattutto dei sali raffinati di Volterra.

Non perderti lo spezzone del video girato all’interno di Volterra Ballard per il programma “30 Minute Meals”.

Nel cursus dei tredici anni di attività si erano affermati come uno dei ristoranti più in voga su Ballard Avenue. Hanno dovuto contrastare la fama delle vecchie trattorie come Bad Albert, ma sono stati davvero il primo ristorante di alta qualità di Ballard. Ora possiamo contare circa un centinaio di ristoranti in quella zona e Michelle è emozionata quando cerca di spiegarci di quanto sia stato incredibile vedere l’evoluzione dei tempi e l’incrememento di popolarità di un quartiere su cui in pochi avevano investito.

Sicuramente stavano vivendo un sogno, ma nel 2017 Volterra Ballard chiuse. Per una fatalità quasi stupida. L’edificio in cui risiedevano in affitto fu venduto ad altri proprietari, i quali avevano ben altri progetti per l’immobile. La sfortunata vicenda ha fatto si che uno dei capitoli di successo dell’attività di ristorazione terminasse così, senza poterci fare molto.

Mentre cercano tutt’ora una nuova location, Don e Michelle invitano comunque i loro clienti di Ballard a unirsi alla Volterra Kirkland: il loro secondo locale. Quell’asso nella manica a cui avevano investito già nel 2012 e che si è rivelato più che necessario dopo la chiusura del ristorante di Ballard. Volterra Kirkland mantiene la identica formula del precedessore: stesso menù, stesso servizio caloroso.

Kirkland è un posto molto bello. Vicino a loro c’è il mercato degli agricoltori, ed è un grande quartiere percorribile a piedi, lontano dal traffico della metropoli. C’è più umanità! Il ristorante risiede in un nuovo edificio con uno spazio molto moderno, mentre a Ballard convivevano in un antico edificio storico, in mattoni. Nonostante alcune piccole differenze estetiche e dimensionali, il ristorante in Eastside è essenzialmente un’estensione del vecchio marchio Seattle.

Le cene “High-style Italian” e il brunch affollato del fine settimana portano gli amanti dell’Europa a spasso per la Toscana. Alle pareti tantissime foto della nostra città etrusca: si intravede il Palazzo dei Priori, la Porta all’Arco e molti altri scorci caratteristici. L’illuminazione è soffusa con grandi lampadari vintage e minimal in alabastro. Anche se i critici si lamentano dei menù un po’ troppo costosi, i fan elogiano i padroni di casa come gentili, i sommelier esperti, i camerieri simpatici, disponibili e onesti ed il locale piacevole. Cadiamo nell’ovvietà: qui la qualità si paga!

Volterra Kirkland presenta un menù dal sapore audace, ispirato in tutto e per tutto alla cucina toscana e italiana; la filosofia dello chef Curtiss è quella di utilizzare i migliori ingredienti locali dei mercati agricoli e quelli importati dalla Toscana e dall’Italia in generale per poi unirli in connubi vincenti. Don conosce la fonte di ogni ingrediente e lavora a stretto contatto con i produttori coinvolti; nel suo ristorante utilizza solo prodotti di stagione, i più freschi.

Dando uno sguardo al menù, tra le specialità, figurano portate che per noi italiani sono molto comuni, ma non scontati per gli americani. Troviamo antipasti di terra, pasta fatta in casa e autentici piatti di carne e pesce. Gli amanti del formaggio possono assaggiare la burrata con prosciutto di Parma. Anche le polpettine d’agnello con zucchine arrostite, crema di formaggio caprino, condite con peperoncini calabresi e olive siciliane è molto popolare. Volterra Kirkland è anche uno dei primi ristoranti della zona a servire carne di manzo piemontese, proveniente da una razza di mucche che cresce e pascola sulle Alpi. Offrono pure abbondanti e deliziosi filetti, senza trascurare l’insalata con bistecca alla griglia con salsa al pomodoro, gorgonzola, cipolla rossa, pomodoro a cubetti e olive condite con guanciale di maiale e vinaigrette di scalogno. Nel menu c’è questo e molto altro, ma in conclusione non c’è molto da dire: Volterra Kirkland è un ottimo biglietto da visita per l’Italia.