di Cecilia Guelfi

Piazza Inghirami



È, dopo Piazza XX Settembre, l’altro spazio urbano alberato che si costruisce intorno ad una chiesa. Vi si accede da Via San Lino. La piazzetta è intitolata a Marcello Inghirami a cui si deve la prima razionale organizzazione dell’artigianato alabastrino.

L’attuale denominazione è abbastanza recente e comprende anche quelle case che si trovano sul retro, in quello che, un tempo, era detto il Chiostro di San Francesco. La presenza della chiesa e di altri edifici religiosi, oggi non più esistenti, l’avevano fatta designare come Piazza S. Francesco, ancora più popolarmente, Prato dei Frati.

Marcello Inghirami, alla fine del XVIII secolo, fece risorgere e dette nuova luce alla lavorazione dell’alabastro, organizzando quella scuola industriale diretta da provetti artisti. Ma l’esponente della famiglia Inghirami fu al centro di uno degli episodi storicamente e politicamente più rappresentativi di Volterra. Quando le truppe francesi invasero il Granducato e tutta la Toscana subì le leggi e i costumi dei transalpini, accanto ad una minoranza filo giacobina, si sviluppò una più numerosa e motivata maggioranza di toscani che, al motto di “Viva Maria, viva Ferdinando III, viva l’Imperatore, giù l’arbore della libertà”, ostacolarono l’avanzata dei nemici d’oltralpe nel proprio territorio. E Marcello Inghirami, come tanti altri esponenti del patriziato e della nobiltà toscana, ostinatamente antifrancese, fu il capo prestigioso della rivolta anti giacobina del 1799. Ma furono proprio queste vicende politiche e le ire di parte che, in seguito, determinarono la rovina dell’Inghirami. Dopo gravi danni patrimoniali, fu costretto ad abbandonare la propria città natale e a morire lontano da Volterra.

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L’insegnamento di uno degli antifrancesi per eccellenza, anche dopo la sua partenza, continuò e nel 1822 la scuola ottenne un proprio ordinamento. Con la riforma del 1853 e con l’ampliarsi e il diffondersi dello studio della figura e dell’ornato, del disegno lineare, della prospettiva, dell’architettura e della plastica, si pensò ad edificare un apposito locale, diverso e più grande del precedente.

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Nel 1850, su disegno dell’architetto Paolo Guarnacci, sorse il maestoso edificio, a fianco della chiesa di San Francesco. La scuola, oltre a vedere le normali lezioni ed esercitazioni scolastiche, prevedeva ogni anno gli esami, con l’esposizione dei lavori, i migliori dei quali venivano premiati, insieme all’autore con un Diploma speciale e con la medaglia.

Oggi la originaria Officina Inghirami ha il suo più illustre epigono nell’Istituto Statale d’Arte, fiore all’occhiello di Volterra, proprio in virtù della preziosa artigianalità dei suoi artisti e per la qualità della materia lavorata. L’edificio in Piazza Inghirami che, alla metà dell’Ottocento, accolse la scuola di disegno e scultura, ha ospitato, nel corso degli anni, numerosi e diversi istituti scolastici, dal Tecnico Commerciale, al Liceo, alle Magistrali, ai Geometri.

CHIESA E CONVENTO DI SAN FRANCESCO

Ma è certamente il complesso della chiesa e dell’ex convento di San Francesco che spicca nel contesto dell’intera Piazza.

> Scopri, Chiesa di San Francesco


CAPPELLA DELLA CROCE DI GIORNO

A fianco destro della chiesa è stata eretta una cappella esterna dedicata alla confraternita della Croce di Giorno.

> Scopri, Cappella della Croce di Giorno


CHIOSTRA DI SAN FRANCESCO

Sulla sinistra della chiesa si trova il chiostro di San Francesco, ora giardino residenziale.

> Scopri, Chiostra di San Francesco


SOTTOPASSO DI SAN FRANCESCO

Passaggio laterale che comunica il centro storico con il viario esterno fuori dalle mura.

> Scopri, Sottopasso di San Francesco


MONUMENTO ALLE SANTE ATTINIA E GRECINIANA

Di fronte al sottopasso si erge un monumento di terracotta illuminato anche a notte, è dedicato alle Sante Attinia e Greciniana.

© Pacini Editore S.P.A., CECILIA GUELFI
Piazza Inghirami, in “Dizionario di Volterra / II, La città e il territorio : strade – piazze – palazzi – chiese – ville e opere d’arte del volterrano”, a. 1997, ed. Pacini
F. BAGGIANI, Un prezioso strumento del ‘600, in “Volterra”, a. XIX, n. 7/8, lug./ago. 1980, pp. 15-17;
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U. BAVONI, San Francesco: storia della chiesa e visita del santuario, in “Volterra”, n. 5., pp. 22-26;
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F. PALAGIA, Su alcuni progetti di tombe per la chiesa di S. Francesco in Volterra, in “Rassegna Volterrana”, a. LXIII-LXIV, 1987-88, pp. 21-29;
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