di Alessandro Furiesi

Via Buomparenti



Il fianco della torre Buomparenti dà inizio alla via omonima, caratterizzata da una serie ininterrotta di bellissimi fronti che, ciascuno con un proprio stile, denunciano un’origine antica. La strada che conduce fino a Piazza Minucci, prende il nome dai Buomparenti, l’illustre famiglia volterrana cui, da moltissimo tempo, apparteneva la torre. A conferma della insostituibile importanza della struttura, i documenti e le carte ci dicono che una delle prime operazioni che Ottaviano Belforti, per necessità strategica, dovette compiere nel suo disegno di impadronirsi della città, fu quella di occupare le torri Buomparenti e Marchesi. l Buomparenti giunsero a Volterra all’inizio del X secolo, al seguito di Ottone il Grande e, ben presto, ricoprirono le più alte magistrature. Di parte Ghibellina poi subirono le sconfitte che la fazione incontrò nella sua storia.

Quando anche Volterra cominciò a sentire il fermento dei tempi nuovi, preludio del sorgere del Comune, la vita cittadina rese necessaria la costruzione di nuove abitazioni. La cerchia murale delimitante il casirum, che partendo dalla chiesa di Santa Maria e dal Battistero, continuava per Via Sarti e, attraverso Via Nuova, arrivava fino alla Porta a Selci, non fu più sufficiente a racchiudere nel suo interno la crescente popolazione. E furono proprio le mura che, dall’odierno fabbricato del Centro Studi Santa Maria Maddalena, per Via Buomparenti e Via Sarti, giungevano fino a Porta a Selci, a subire le più significative modifiche.

Il primo gruppo di case sorto extra murum dell’oppido si dipartì dall’incrociata dei Buomparenti che, così, identificò topograficamente il punto di partenza dell’espansione urbana: l’arteria parallela e aderente al muro ricorrente verso Sant’Agnolo si chiamò Borgo dell’Abate, mentre la via tracciata in direzione perpendicolare al tracciato delle mura prese il nome di Borgo Santa Maria, da cui derivò la contrada di Borgo, che può essere considerata come l’espressione della fioritura demografica ed urbanistica del periodo comunale. Qui furono eretti alcuni edifici che dettero poi vita a queste due arterie. La via, costruita sulla seconda cerchia di mura e facendo di essa il suo piano camminabile, divenne lo spartiacque tra la contrada di Piazza e il borgo vero e proprio, circondando il cuore del centro cittadino.

L’incrocio di borgo Santa Maria si identificò a tal punto con il Palazzo Buomparenti da dare il nome anche all’incrocio delle vie Buomparenti, Ricciarelli, Roma e Sdrucciolo di Piazza, con Incrociata de’ Buomparenti. Caposaldo della linea tracciata tra la città vecchia (oppido) e la nuova (borgo), l’incrociata divideva in due parti l’abitato di Volterra.

CASA TORRE BUOMPARENTI

Nel Duecento il Palazzo Buomparenti dovette appartenere ai conti della Gherardesca. E fu in quel periodo che la Casa Buomparenti subì quei notevoli rifacimenti che ancor oggi la contraddistinguono, con le sue linee essenziali e che, al pari del Palazzo dei Priori, la collocano nel periodo della fioritura comunale. Del periodo comunale dunque conserva le tracce nell’architettura e nello stile regolare squadrato che trasforma il complesso delle Torri Buomparenti e Buonaguidi nel più pittoresco tratto di Volterra. La costruzione, come altre dello stesso tipo, viene costruita con il duplice scopo di abitazione, con la facciata ingentilita dalle bifore, e di fortilizio.


CASA TORRE BONFILI

I Buomparenti possedevano un’altra torre in consorteria con Angiolario e Buonfiglio, fratelli del fu Tedesco. La fabbrica appartenuta ad Angiolario di Tedesco è certamente quella in cantonata con lo sdrucciolo di Piazza e, sia l’impostazione, sia la fattura dell’arco della porta che guarda la Via Buomparenti, uguale all’arco della Torre Toscano, testimonia chiaramente l’antichità del fabbricato. È probabile che queste due torri, di Angiolario e dei Toscano, ricalcassero le tracce delle torri che sorgevano ai lati delle porte principali dell’oppido romano. Il fortilizio di Angiolario compreso nella contrada di Piazza, e non nel borgo, comunicava con il Palazzo Buomparenti ed una traccia, non del tutto occasionale, è rimasta nell’opera in muratura che unisce le due importanti fabbriche a cavaliere alla via. E’ la torre Bonfili, parte del palazzo deIla famiglia Incontri, oggi sede della Cassa di Risparmio di Volterra. I due fabbricati, collegati da un arco di passaggio, consentivano, in caso di attacco, di passare con estrema facilità da una torre all’altra.


Il palazzo che occupa buona parte della strada dallo sdrucciolo di Piazza dei Priori fino a Vicolo bell’Oro fu realizzato nel Quattrocento su un antico impianto della casa-torre ed è, insieme ad altri edifici, uno dei pochi e bellissimi esempi in Volterra di facciata a bugne, anche se il fronte è stato rifatto nell’Ottocento in mattoni con decorazioni a dado in rilievo.

CASA BARGE-BARTOLINI

Lo segue, ai nn. 2-6, la Casa Barge-Bartolini, residenza di famiglia gentilizia, con il bel portale in pietra panchina. Il n. 6 è del Trecento, anche se la struttura, mostrando tracce di muratura in pietra, è caratterizzata da un impianto più antico.


Subito dopo, ai nn. 8-10, troviamo un edificio con impianto del Duecento che, pur in continuità con Via Sarti, chiude oramai Via Buomparenti. Di notevole interesse, pur se di carattere composito, il fronte presenta tre strati: uno di impianto medievale, caratterizzato dall’alta apertura ad arco ogivale su mensola a sbalzo; uno quattrocentesco e l’ultimo, sicuramente successivo, per l’altezza e il coronamento in cotto.

Il lato opposto presenta, ai nn. 9-13, un fronte dai caratteri tipicamente sette-ottocenteschi.

CASA PILASTRI-BARTOLINI

Lo segue, ai nn. 15-17, il Palazzo Pilastri-Bartolini, una caratteristica casa a bugne sbarrate di panchina, con le tipiche finestrelle per bambini e i bei archi ad ogiva al piano terra e al primo piano. Residenza gentilizia del Quattrocento, anche se con forti ristrutturazioni su più antico impianto. Casa Pilastri ha una struttura simile ad una “L” con fronte su Via Buomparenti e Via del Mandorlo, dove presenta struttura in pietra con cantonali e conci di notevoli dimensioni. Caratteristici e belli si dimostrano gli elementi antichi di dettaglio – i ferri con gli anelli, le inferriate – mentre, nell’interno, si trova una bella scala a chiocciola in pietra risalente al Trecento.


L’ultimo edificio che, con la sua imponente mole, gira su Piazza Minucci, denuncia, in particolare al pianterreno, la propria origine antica. Con una significativa commistione di panchina e pietrame delle murature, il palazzo gentilizio, databile intorno al Cinque-Seicento su più antico impianto, spicca per il bel portale d’ingresso in pietra.

Sulla Piazza nella parte chiusa per ampio tratto e poi con aperture irregolari, si nota un piccolo bassorilievo, inserito nella parete della casa. Si tratta di una delle formelle, previste nel numero di 12, che rappresenta Pilato che si lava le mani.

© Pacini Editore S.P.A., CECILIA GUELFI
Via Buomparenti, in “Dizionario di Volterra / II, La città e il territorio : strade – piazze – palazzi – chiese – ville e opere d’arte del volterrano”, Pacini, 1997, pp. 362-364
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