di Alessandro Furiesi

Via San Felice



Questa strada collega l’asse viario principale di Via San Lino, con le fonti e la porta di San Felice, da cui prende il nome; non è un rettilineo, ma disegna una leggerissima S con le due quinte di case, dal tipico andamento scalettato, che scendono verso la Porta San Felice sulle mura.

Le fonti, che danno il nome alla strada ed al quartiere, erano così chiamate per l’esistenza, nelle vicinanze, di una chiesa intitolata a questo santo, da identificarsi non con l’oratorio che si trova a ridosso della porta, ma con un’altra oggi scomparsa.

Gli edifici che danno su questa strada sono tutte abitazioni; la costruzione e l’impianto urbanistico della via sono databili al Trecento, ma non rimangono molte tracce delle abitazioni di quel periodo. Le case moderne sono il risultato della ristrutturazione di edifici del Seicento.

PALAZZO CAMPANI

All’inizio il lato destro della strada è occupato dalla parete laterale di Palazzo Campani, che ha la sua facciata principale in Via San Lino ed è risalente al Settecento. Il 1 luglio del 1944 una cannonata sparata dall’artiglieria americana che stava avanzando verso Volterra colpì in pieno l’abitazione posta al n.1, uccidendo tre donne e ferendo altre persone che si trovavano al suo interno.

Nel palazzo si apre Vicolo Campani.


PORTA SUPERIORE DI SAN FELICE

Alla fine della strada ci troviamo di fronte a una porta superiore di San Felice.

> Scopri, Porta Superiore di San Felice


ORATORIO DELLA MADONNA DEL GABELLINO

Accanto alla porta si erge la chiesetta di San Felice. Venne costruita nel Settecento.

> Scopri, Oratorio della Madonna del Ghibellino


Via Ripetta

Sulla destra Via San Felice si annette a Via Ripetta che volge in discesa; La rampa stretta e acciottolata addolcisce la corsa su un ristretto pianoro dal quale si diramano tre scalinate più o meno ripide. Quella che seguita più o meno nella stessa direzione della rampa è il proseguo di Via Ripetta che confluisce in Via Borgonuovo. Gli altri due sentieri sono laterali, una destra in discesa che porta alla Fonte di San Felice, l’altra a sinistra in salita che giunge in Piazzetta degli Avelli.

In cima alla rampa di Via Ripetta, Via San Felice si apre ed offre una visione sulle mura medievali, sui giardini sottostanti e sulla fonte medievale.

L’area in cui è collocata la fonte medievale costituisce una piccola vallecola naturale aperta verso Sud e scavata dalle acque che defluivano dalla parte superiore della collina; in origine, appena al di là dello spartiacque settentrionale, si trovava un altra valletta aperta verso Nord e il canale naturale formato da queste due valli costituiva un facile percorso per valicare la collina in direzione Nord-Sud. Poiché il sito era dotato anche di sorgenti naturali è logico dedurre che sia stato sede di uno dei primi insediamenti umani della collina; questa ipotesi è stata confermata dal ritrovamento di alcuni fondi di capanne villanoviane avvenuto durante i lavori di ristrutturazione della fonte.

In epoca etrusca da questo punto partiva la strada che conduceva verso Montecatini e il mare; il ritrovamento di un bronzetto votivo databile al VI sec. a.C. ci informa che vi doveva esistere anche un sacello collegato alla sorgente e dedicato al culto delle acque. Poco prima del III sec. a.C. furono realizzate alcune opere di captazione dell’acqua; la più interessante delle quali consiste in un cunicolo con direzione Est-Ovest, che sboccava nel lato Est della valle e che verosimilmente raccoglieva l’acqua potabile per convogliarla verso una struttura che non è stata individuata dagli scavatori. Con la costruzione della grande cinta muraria etrusca, databile agli inizi del III sec. a.C., questo cunicolo venne abbandonato e al di sopra di esso, nel punto dove probabilmente sboccava l’acqua, fu costruita una grande fogna di drenaggio con direzione Nord-Sud che portava le acque sporche al di fuori delle mura.

FONTE INTERNA DI SAN FELICE

Dalla rampa che procede verso vale si raggiunge una fonte monumentale costituita da un bacino protetto tramite una copertura con due archi.

> Scopri, Fonti di San Felice


LA PORTA INFERIORE DI SAN FELICE

A fianco della fonte si trova porta inferiore di San Felice, che a lungo è stata ritenuta romana; fu costruita agli del Millecento.

> Scopri, Porta Inferiore di San Felice


LAVATOI DI SAN FELICE

Una parte dell’acqua della fonte veniva condotta fuori delle mura, dove venne costruita una nuova vasca. Oltre la Porta Inferiore di San Felice si trovano i resti di questi lavatoi.

> Scopri, Lavatoi di San Felice


Via Ripetta viene indicata per la prima volta nel Settecento con il nome di Via dei Gelsi, certo per la presenza di questo tipo di alberi. Successivamente fu chiamata Ripetta con riferimento alla ripidità della strada, che solo nella parte inferiore è leggermente smorzata da una breve gradinata.

CASA MIGLIORINI

Sulla facciata della Casa Cheloni-Migliorini, al n. 2-6, sono visibili raffigurazioni a graffito, rappresentanti sei figure femminili con fregi e festoni. Alcuni studiosi attribuiscono quest’opera a Daniele Ricciarelli, la cui famiglia possedeva case proprio in questa zona.


Vicolo Campani

Questo brevissimo vicolo voltato, che mette in comunicazione Via San Felice con Piazza degli Avelli, prende il nome dal sovrastante palazzo di proprietà di una nota famiglia volterrana. Fino agli anni 1950 si chiamava così l’attuale Vicolo Mozzo, mentre questo vicolo non aveva nome; infatti l’addetto ai lavori che aveva posizionato le prime targhe civiche, collocò la targa qui destinata nel Vicolo Mozzo dove rimase fino al 1958, senza che nessun funzionario addetto alla toponomastica se ne accorgesse.


Piazza degli Avelli

La piazzetta mostra il lato B dei palazzi di Via San Felice; è accessibile anche da Via Ripetta.

> Scopri, Prato degli Avelli


© Pacini Editore S.P.A., ALESSANDRO FURIESI
Via San Felice, in “Dizionario di Volterra / II, La città e il territorio : strade – piazze – palazzi – chiese – ville e opere d’arte del volterrano”, a. 1997, ed. Pacini
Via San Felice, in “Dizionario di Volterra / II, La città e il territorio : strade – piazze – palazzi – chiese – ville e opere d’arte del volterrano”, a. 1997, ed. Pacini, p. 491
A. AUGENTI – M. MUNZI, Scrivere la città. Le epigrafi tardo antiche e medievali di Volterra (Secoli IV-XIV), Firenze, All’insegna del Giglio, 1997, pp. 76-78;
M. BATTISTINI, Volterra illustrata. Porte, Fonti, Piazze, Strade, Volterra, Carnieri, 1921, pp. 12, 22, 48;
C. CACIAGLI, Il disegno della fonte di S. Felice, in “Rassegna Volterrana”, LIV-LV, 1979, pp. 71-101;
C. CACIAGLI, Disegno e restauro delle fonti di S. Felice in Volterra, in “Rassegna Volterrana”, LVI, 1980, pp. 133-160;
M. CANESTRARI (a cura di), Il piano di Volterra, Roma, Officina Edizioni, 1991;
A. CINCI, Guida di Volterra, Volterra, 1885;
E. FIUMI, Appunti di toponomastica volterrana, in “Studi Etruschi”, XVIII, 1944, pp. 371-382;
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A. FURIESI, L’approvvigionamento idrico di Volterra nell’antichità e nel Medioevo, Tesi di laurea, Università di Pisa, Facoltà di Lettere – Filosofia, a.a. 1994/95, pp. 143-148;
F. LESSI, Le fonti di S. Felice in Volterra, in “Rassegna Volterrana”, LIV-LV, 1980, pp. 67-70.
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