Cammina Cammina

Il medioevo e il rinascimento volterrano non sono stati rappresentati solo dalla serie tv I Medici Masters of Florence, anche Ermanno Olmi contribuì a questo immaginario e lo fece con la sua opera cinematografica Cammina Cammina.

Il film è rimasto nella mente di Olmi per quasi quindici anni. Poi nell’autunno del 1978 iniziò a pensarci più a fondo e nella prima metà del 1979 scrisse il copione.

All’epoca la realizzazione è costata quasi un miliardo e mezzo di lire delle quali oltre la metà sono state spese a Volterra! Sono stati girati cento chilometri di pellicola e con in quali fu montata una versione di 5 ore per la RAI, poi ridotta a 4 ore e 15 minuti, mentre la Gaumont gli chiese una durata di 175 minuti, poi ridotta a 164 minuti per l’edizione che fu presentata in concorso al 36° Festival di Cannes del 1983 e poi distribuita purtroppo senza convinzione né successo nelle sale.

Soggetti: Adelmo Mugnaini (Fegato). Archivio: Marco Loretelli. Autore: Pier Nello Manoni.
Il regista istruisce le comparse. Soggetti: Ermanno Olmi, Sergio Martellacci (Martega). Archivio: Marco Loretelli. Autore: Pier Nello Manoni.
Primo piano del personaggio di Eramo. Soggetti: Simone Domenico Migliorini. Archivio: Marco Loretelli. Autore: Pier Nello Manoni.

Perchè Olmi ha scelto proprio Volterra lo rivela il regista stesso: “Già la conoscevo, ma alla fine, dopo aver girato l’Abruzzo, la Puglia, la Campania, il Lazio, la Basilicata, il Friuli, ci sono capitato quasi per caso. Volevo andare alle Apuane. Ma poi ho scoperto che nel raggio di 100, 150 chilometri da Volterra c’era tutto quello che cercavo: montagna, mare, colline, campagna, fiumi. La preparazione del film l’abbiamo cominciata in primavera e proseguita in estate. Abbiamo battuto il primo ciak a settembre e tirato avanti fino a Natale”.

Un Re Magio. Soggetti: Vittorio Trinciarelli. Archivio: Marco Loretelli. Autore: Pier Nello Manoni.
Alla Porta di Docciola. Soggetti: Carmelo Michienzi, Lidiero Ceppatelli (Bocca), _ Zucchelli (Poldo), Vittorio Trinciarelli (Lilo), Alberto Fumagalli, Paolo Lombardini (Belloccia). Archivio: Marco Loretelli. Autore: Pier Nello Manoni.

Possiamo presentare in esclusiva ai nostri lettori una vasta serie di immagini, riprese dal fotografo di scena Pier Nello Manoni, che parlano… volterrano. I protagonisti, e la maggior parte delle comparse, sono quasi tutti nostri concittadini e fra questi non mancano volti conosciuti, tipi ameni che si conoscono più che altro per soprannome, sebbene erano soliti vederli al bar o per la strada e scambiarci il saluto. Certo, però, nessuno li ha mai visti negli originali abiti da scena.

Alla Porta di Docciola. Tre comparse in attesa dello spuntino. Soggetti: Guido Vanni (Polvere), _ Giustarini (Merre). Archivio: Marco Loretelli. Autore: Pier Nello Manoni.
Due comparse si rifocillano tra una ripresa e l’altra. Soggetti: Duilio Fanili, Rubens Mori (il Sarto). Archivio: Marco Loretelli. Autore: Pier Nello Manoni.
Due comparse si rifocillano prima di incominciare. Soggetti: _ Giustarini (Merre), Guido Gazzarri (Borzino). Archivio: Marco Loretelli. Autore:Pier Nello Manoni.

Cammina Cammina è il più rischioso dei lavori di Olmi; di certo il più anticonformista. In base a fragili indizi, supposizioni, ipotesi, il regista affronta l’episodio dei Re Magi raccontato nel Vangelo di Matteo, componendo un film profondamente religioso e severamente anticlericale che talvolta ha i toni di una requisitoria contro le istituzioni, il potere e gli intellettuali al loro servizio con inattesi e funzionali spunti comici o dissacranti al punto da formulare un assurdo divieto di visione ai minori di 14 anni.

Il critico cinematografico Graziano Grazzini, nella rivista “Cinema ’83” non ne parlerà bene: “Il film ha le sue bellezze figurative, derivategli anche dai paesaggi del Volterrano, ma non realizza l’innesto fra la linea intellettuale-medievalistica, d’ambizione provocatoria, affermata dai cori sacri, e il realistico della recitazione, accentuato da un dialogo quotidiano, chiassoso e anche sguaiato, che insinua il sospetto della parodia”.

Tre comparse in attesa di entrare in scena. Soggetti: Rosanna Cuffaro, Dina Bianchi. Archivio: Marco Loretelli. Autore: Pier Nello Manoni.
L’assortita compagnia della Regina. Soggetti: —. Archivio: Marco Loretelli. Autore: Pier Nello Manoni
Un momento di pausa. Soggetti: Lido Neri, Settimo Mannucci. Archivio: Marco Loretelli. Autore: Pier Nello Manoni.

Paolo Ghezzi, giornalista, ci propone su “Il Margine” una descrizione impeccabile del filmato e mi pare doveroso citarlo: “Nella stanza semibuia, in cui filtra appena la luce incerta dell’alba, si svolgono sommessi preparativi: tra i sussurri, i bisbigli, le risatine dei bambini, si indossano lunghe vesti e mantelli, si allacciano calzari, si provano copricapi, sandali, guanti. E’ la gente dì un imprecisato paesìno toscano alla vigilia di una «sacra» rappresentazione, che non sarà la Passione di nostro Signore, ma la lunga marcia dei Re Magi, dei popolo, dei pastori, verso la culla del Re Bambino, sulla rotta della stella che ha rischiarato il ciclo come un segnale prodigioso.”

Un primo piano! Soggetti: Rubens Mori (il Sarto). Archivio: Marco Loretelli. Autore: Pier Nello Manoni.
E’ l’ora del ristoro. Soggetti: —. Archivio: Marco Loretelli. Autore: Pier Nello Manoni.
Un primo piano! Soggetti: Rodolfo Guelfi (Baroffo). Archivio: Marco Loretelli. Autore: Pier Nello Manoni.

“Comincia cosi, con un crescendo sommesso, il meraviglioso «Cammina Cammina» di Ermanno Olmi. Un film incredibilmente boicottato dalla censura, trascurato e snobbato dalla critica, ignorato dai gestori del cinema e dal pubblico. Questi brevi appunti non vogliono però tessere un elogio controcorrente ad un anticonformista capolavoro del cinema, quanto piuttosto cogliere alcune provocazioni, alcuni messaggi che Olmi ci ha proposto con immagini di rara bellezza e intensità.

Uno dei tre re magi è un sacerdote-astrologo che trascorre le notti a decifrare stelle e galassie, e i giorni a disegnare mappe dell’universo, a recitare preghiere, ad immolare vittime sacrificali. E’ proprio davanti ad uno di questi riti che il suo minuscolo assistente, un bambino con i modi da grande (Rupo), si ribella alla lettera della Legge facendo scappare il capretto predestinato e urlando al mondo dei grandi la sua protesta: «ma che colpa ne ha lui?». Rupo è la coscienza primitiva, la religiosità incontaminata. Sa a memoria i versetti di Isaia, è destinato a diventare anch’egli un sacerdote, ma non ha ancora chiuso gli occhi alla gioia e al dolore del mondo.

Tre comparse. Soggetti: _ Dell’Aiuto (Mente), _ Del Testa (Sughero), _ Barbafiera (None). Archivio: Marco Loretelli. Autore: Pier Nello Manoni.
Una veloce pausa pranzo. Soggetti: Alfredo Millo, Alessandro Muziopappa, Monica Bulleri. Archivio: Marco Loretelli. Autore: Pier Nello Manoni.
Camuffati da popolane, anche se il primo da sinistra è un maschio. Soggetti: Mario Bulleri, Lucilla Mezzetti. Archivio: Marco Loretelli. Autore: Pier Nello Manoni.

Mentre il Saggio disquisisce sui cicli e sulla terra distillando sapienza, il Bambino legge la realtà con occhi perennemente stupiti, aperti all’incontro con gli uomini ma anche col Mistero, con l’Evento. Ed è lui, infatti, che avvista nel ciclo la stella cometa, proprio quando il suo saggio padrone, filosofo-astrologo-sacerdote, si è addormentato. E’ ad un bambino sporco, arruffato e ribelle, ad un bambino che dice addirittura le parolacce, che si spalanca la rivelazione della potenza di Dio. Ma quel bambino che conosce a memoria Isaia e che ha visto per primo la stella cometa, non diventerà mai un sacerdote: «forse — confida ad un amico — farò il panettiere». Lo Spirito soffia sempre dove vuole, e non ha interlocutori privilegiati.

E’ una carovana inquieta, multicolore, interclassista e poliglotta, quella che si mette in marcia per inseguire la Grande Luce. Ci sono i ladri e i mercanti, le fuggiasche e le matrone, gli idealisti e gli straccioni. Li accomuna soltanto una speranza, che per alcuni è già presagio di certezza: il nuovo Re porterà finalmente la giustizia. E ognuno se l’aspetta a modo suo. Il cammino è duro, proprio come è dura e faticosa la vita. Ma per “il Regno nuovo, il Regno della giustizia e della libertà, si affrontano le montagne, si guadano i fiumi, si attraversa il mare. Finché si cammina, la coscienza è in piedi, ben sveglia, attenta a scrutare i segni nel ciclo, le impronte sulla terra. L’importante è non fermarsi, non lasciarsi scoraggiare dal freddo, dalla pioggia e dalle salite scoscese. I sicuri, i sazi, i «realizzati» non hanno bisogno di mettersi in cammino. Per chi invece è in ricerca, e non si adagia sulle certezze, la strada diventa una condizione esistenziale, un modo di essere. E’ una marcia che si intraprende per scelta personale, per rispondere ad una chiamata, per inseguire la luce di una stella cometa. Ma i muri che erigiamo intorno ai nostri scampoli di sicurezza ci impediscono di leggere i segni scritti nel ciclo. E anche quelli riflessi nei volti dei nostri fratelli. Chi si ferma, chi non ha sandali e bisaccia sempre a portata di mano, è perduto.”

Una comparsa. Soggetti: Lucia Peccianti. Archivio: Marco Loretelli. Autore: Pier Nello Manoni.
In attesa. Soggetti: —. Archivio: Marco Loretelli. Autore: Pier Nello Manoni.
Comparse. Soggetti: —. Archivio: Marco Loretelli. Autore: Pier Nello Manoni.

Al di là del successo di questa pellicola Olmi è stato ben amato per aver riportato il cinema a Volterra, ma fu anche criticato per aver distrutto letteralmente una parte della storia di Monte Voltraio.

Su Monte Voltraio, nel punto in cui si trovavano i resti di detta antica pieve, partiva una stradina, larga un metro e quaranta centimetri circa, in parte lastricata e munita di vari muretti a sostegno del terreno soprastante. Questa stradina conduceva in cima al colle, congiungendosi, ad un certo punto, con quella che proveniva dalla fonte, e terminava con altri ruderi in bozzato. Oggi questa stradina ha subito un radicale cambiamento perché, in occasione delle riprese del film, una possente ruspa ha cancellato ogni testimonianza storica, al fine di consentire il passaggio di mezzi di trasporto dell’attrezzatura che occorreva per il «set» cinematografico. Oltre la già parziale lastricatura della stradina e i muretti di sostegno del terreno, sono state divelte piante, anche di grosso fusto, e smossi dei macigni che tutt’ora si trovano in bilico sulla sottostante vegetazione.