Fabrizio Rosticci

Monumento ai Caduti

Senza entrare nel merito del fenomeno dei monumenti ai caduti, sorti sia in epoca fascista che prefascista, o dell’aspetto stilistico non sempre apprezzabile1, solo poche parole sull’autore e sulla scelta del suo bozzetto per la realizzazione di una scultura che avrebbe dovuto ricordare degnamente il sacrificio dei caduti in quella che fu chiamata “Guerra di Redenzione”.

SUL MONUMENTO AI CADUTI DI GIULIO CALURI

Furono ben 18 i bozzetti presentati al Concorso bandito dal Comitato pro-monumento di Volterra.

Esposti al pubblico nelle Scuole di San Lino durante la prima settimana di dicembre, nei giorni 3 e 4 gennaio 1922 furono esaminati e selezionati dall’apposita Commissione. Una Giuria certamente di un certo prestigio, composta dallo scultore Emilio Gallori, dal pittore Plinio Nomellini e dall’architetto Gino Clerici, nominati dal Comitato e assistiti dal commissario prefettizio Filippo Cardelli e dall’avvocato Ezio Solaini, rispettivamente presidente e segretario dello stesso Comitato pro-monumento.

Fra i 18 bozzetti concorrenti, la scelta ricadde su quello denominato «Gloria», e fu così motivata:

Il bozzetto «Gloria» è senza dubbio il migliore di quanti vennero presentati, sia per nobiltà di intenzioni, sia per l’armonia delle parti, sia infine per l’eleganza della linea, piena di grazia senza svenevolezze”.

La Commissione, all’unanimità, propose pertanto “il bozzetto contrassegnato col motto «Gloria» per la esecuzione”, suggerendo al Comitato che “il luogo più adatto per questo monumento […] sarebbe il lato ovest della Piazza XX Settembre e precisamente il centro del semicerchio formato dagli alberi che sorgono dal ciglio del terrapieno”.

(Più o meno – a titolo di curiosità – nella posizione in cui avrebbe dovuto essere eretta la statua a Pio IX, in omaggio alla sua visita a Volterra dell’agosto 1857, già commissionata nell’anno successivo allo scultore fiorentino Emilio Santarelli).

Non vi fu difficoltà alcuna ad accogliere il responso della Giuria che, d’altra parte, per bocca del relatore, professor Clerici, sul bozzetto prescelto si era espressa con parole più che lusinghiere.

Dalla figura dell’eroe che spira tra le braccia della Gloria, sale un’onda di poesia che solleva lo spirito di reverenza, mentre dalla Gloria, che china sul corpo del morente sembra voglia proteggerlo con l’ampio arco delle sue ali, emana una tenerezza quasi materna che rappresenta con grande efficacia l’amore della terra natia verso i martiri giovinetti che per essa diedero la vita”.

Fatta propria la decisione della Commissione, il Comitato autorizzò l’apertura della busta corrispondente al bozzetto vincitore, il cui autore risultò essere Giulio Caluri.

Da diversi anni dedito all’insegnamento di “figure” presso la Regia Scuola Artistico Industriale di Volterra, Caluri avrebbe di lì a poco sostituito Giuseppe Bessi, scomparso nel dicembre 1922, nella direzione dello stesso istituto d’arte.

Originario di San Giuliano dei Bagni2, si era ben presto trasferito a Volterra, non prima, però, di aver fatto esperienza nel prestigioso studio privato del professor Ezio Ceccarelli in Via Arnolfo a Firenze.

Quest’ultimo, nato a Montecatini nel 1865 ma trasferitosi fin da giovanissimo a Firenze, dove non tardò a conquistarsi la fama di artista di indubbio prestigio, nei suoi ultimi anni fu apprezzato docente alla Regia Scuola Artistico Industriale di Volterra. Località in cui si sarebbe definitivamente trasferito nel 1926, soprattutto per ricongiungersi alla figlia Annita che, andata in sposa allo scultore Terzo Pedrini, ormai da un paio di anni risiedeva in Via delle Prigioni. E a Volterra cesserà di vivere il 27 dicembre 1927, tre anni dopo aver realizzato il bronzeo monumento in memoria dei caduti del suo paese natio, offrendo “la sua opera artistica senza alcun lucro personale” 3.

Caluri, pur non raggiungendo il valore del maestro, fu comunque artista di buona fama e si distinse soprattutto per la fervida attività monumentalistica. Specialista in questo genere di scultura, risulta essere stato uno degli autori più prolifici di monumenti ai caduti, almeno in ambito regionale.

Oltre a Volterra, annoverano sue realizzazioni monumentali diverse località del circondario. Una lapide in marmo con ornamenti, stemma comunale e un altorilievo bronzeo raffigurante una testa di fante, fu inaugurata a Casale Marittimo l’8 settembre 1922. A Bibbona, un cippo in travertino sostiene una statua in marmo raffigurante un fante nudo con elmetto e con in pugno la bandiera che funge da perizoma. Di analogo soggetto è il monumento di Castelnuovo Val di Cecina, risalente al 1924. A Guardistallo un suo marmo inaugurato il 7 ottobre 1924 raffigura un soldato in sentinella. All’8 novembre 1926 risale invece l’inaugurazione da parte di Galeazzo Ciano del monumento di Suvereto: un bronzo su basamento in travertino raffigurante ancora un milite in sentinella.

Ma anche Montecatini annovera un pur modesto lavoro di Giulio Caluri: è la lapide in marmo con i nomi dei caduti del Comune collocata in una cappella del cimitero il 4 novembre 1921, giorno della solenne cerimonia di inumazione della salma del “Soldato Ignoto” nell’Altare della Patria.

A Volterra il Monumento ai Caduti fu inaugurato il 1° ottobre 1922, poco meno di un mese prima della marcia su Roma. Ampia cronaca degli avvenimenti relativi all’evento è riportata su “Il Corazziere”: un’utile consultazione per chi volesse documentarsi più dettagliatamente.

Nell’occasione della cerimonia di inaugurazione fu anche realizzato il volumetto “Gloria” in cui era riportato l’elenco completo dei volterrani morti e dispersi e la fotografia del monumento: lo si poteva acquistare al prezzo di Una Lira presso la tipografia Carnieri o nelle cartolerie Vanzi, Sborgi e Fantozzi.

E sempre per la circostanza, ma in largo anticipo rispetto alla data della cerimonia, fu pubblicata – come era d’uso allora – una cartolina con l’immagine del bozzetto del monumento di Giulio Caluri: immagine riportata anche nella prima pagina de “Il Corazziere”, a. XLI, n. 40, 1 ottobre 1922, all’interno dell’articolo “Volterra glorifica oggi gli eroici suoi figli”.

Edita da Alfieri & Lacroix di Milano, la cartolina, che forse non tutti conosceranno e di cui qui riproduco una copia, riporta sul retro la scritta: «Bozzetto del Monumento da erigersi in Volterra ai soldati caduti in guerra. Autore lo Scultore Giulio Caluri».

© Fabrizio Rosticci, FABRIZIO ROSTICCI
Sul Monumento ai Caduti di Giulio Caluri, in “La Spalletta”, a. 30 novembre 2013
1 In merito si veda M. Cozzi, Firenze, 1986, pp. 198-199
2 Nato nel 1882, morirà a Firenze nel 1949
3 F. Rosticci, San Miniato, 2007