di Francesco Bianchi

La fagiolata del Sor Adamo



Sor Adamo Fulceri, detto «Tela», era uno dei Garibaldini più giovani che però i Reduci più anziani e più sperimentati non prendevano troppo sul serio; rimase poi l’ultimo superstite e lo si poteva vedere in camicia rossa alla testa di tutti i cortei, quelli s’intende combattentistici e patriottici, pieni di bandiere tricolori, come usavano una volta.

La Famiglia Fulceri e la Famiglia di mio padre erano molto amiche e si frequentavano spesso favorite dal fatto che «Bella Vista» e «Docciarello» si guardavano a non grande distanza dagli opposti lati della valle ed ho sentito parlare spesso del Sor Adamo e delle sue gesta, anche attraverso curiosi e divertenti aneddoti.

Le scimmie che aveva scolpito in rilievo sulle pareti della cantina scavata sotto la casa, avevano un preciso riferimento al vino nel significato bacchico dato in Toscana alla parola scimmia, ma ognuno di esse era o avrebbe dovuto essere nell’intenzione dell’autore, il ritratto caricaturale di un amico e frequentatore della cantina; vi sono raffigurati mio Padre l’avv. Giulio Bianchi, l’avv. Arnaldo Dello Sbarba e molti altri che sarebbe interessante poter individuare se esistesse ancora qualche sopravvissuto capace di farlo.

Ho letto che anche la Millu ricevette il consueto omaggio dei fiori di lillà; era questo un omaggio che il Sor Adamo elargiva ai suoi visitatori, anche se sudati e accaldati, invece di un più gradito rinfresco e si diceva che i lillà talvolta li offrisse già colti e sistemati su di un vassoio.

A quei tempi la gente si distraeva sul terreno delle amicizie, con incontri, conversazioni, cacce, cene al chiuso e merende all’aperto. Il lunedì pomeriggio, fuori porta, si potevano incontrare ogni dove numerose comitive, soprattutto di alabastrai, sistemate all’ombra su verdi praticelli con piatti, fiaschi, tegami, intente alla merenda, che era poi una cena anticipata. La stagione delle merende all’aperto si svolgeva in un periodo preciso fra fine Marzo e metà Ottobre ed era regola a dai noti detti: «Per l’Annunziata la merenda è ritornata» e «Per San Luca la merenda è nella buca». Anche il Sor Adamo partecipava volentieri ed era sempre disponibile per gite, merende e cene alla buona.

Nell’ultimo anno della prima guerra mondiale, invece di una cena vera e propria, in ossequio alle ristrettezze alimentari del periodo bellico, fu organizzata una semplice fagiolata e il Sor Adamo, che possedeva un piccolo frantoio nei Borghi assicurò i convitati che l’olio lo portava lui. Come risulta dalle offerte dei lillà, più sopra ricordate, egli era piuttosto incline alla parsimonia, fatto sta che con grande disappunto dei commensali, si presentò con una boccettina del tutto inadeguata alla bisogna, come si evince da una inedita ed anonima improvvisazione poetica, che di seguito integralmente trascrivo, dovuta all’estro poetico del «Marziale»:

In occasione della «Fagiolata» fatta per assaggiare l’olio del «Sor Adamo» il 28 gennaio 1918 alla Società «L’Avvenire» vulgo «Lo Spacco»

Son poeta e nocchiero in gran tempesta
e ben sapea che sorte mi toccava;
disse a Buzzino il Brogi: “Oh fà la sesta!”
a mi date voialtri: «Oh fà l’ottava!».
Ma la materia lirica è indigesta
e solo in altri tempi ci allettava,
e poi, non fò per darmi delle pose,
anch’io ho da fare, anch’io ci ho le mie cose …

E diamogli l’ottava e così sia,
dato che nel cervello ce la péschi,
anzi sarà un’ottava a litania
né i troppi versi mi si rinfranceschi:
credo che mi verrà la fantasia
in questa sala piena d’arabeschi.
Veglio sperare, lieta compagnia,
che dal vostro appetito fatti adeschi
tirato non abbiate troppo via,
sennò fra poco amici, si sta freschi…
Sapete? tutta quella mercanzia
sembrava un’offensiva di Tedeschi:
difatti, là c’è il pugno di Hindemburghe,
di qua c’è il farmacista colle purghe
e tutt’e due, Tedeschi e fagiolata,
vi spingono a cercar la ritirata
anzi se non la fate a grandi passi
scoppia la guerra nei Paesi Bassi.

E prima di cessare, amici, io bramo
che un tal sia rammentato e a lui si beva;
anticamente c’era Il padre Adamo
che facea l’olio con la madre Eva
ed anche oggi, in questo secol gramo,
c’è il Sor Adamo e l’olio lo faceva,
quand’era giovin, con le caste dive,
ora … lo fa soltanto con l’ulive.

Ha QUASI UNTO questa fagiolata:
Viva il Fulceri, viva la brigata.

Per Volterra, FRANCESCO BIANCHI
La fagiolata del Sor Adamo, in rivista “Volterra”
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