Varie ipotesi sussistono riguardo a dove si trovasse Porta Balduccia. La prima ipotesi è quella che si trovasse nei pressi dell’attuale Spalletta dei Ponti, cioè in quel tratto di mura abbattuto nel 1820 per far posto al piano stradale del Viale dei Ponti1.

Che nei pressi delle mura abbattute si trovasse una porta lo sostengono anche gli anziani, asserendo che fu adattata ad ingresso alla caserma dei Carabinieri a cavallo, proprio sulla curva a sinistra di detta Spalletta. E che questa porta sia esistita è dimostrato dalla deliberazione del Consiglio del 22 Luglio 1796, con la quale fu concessa ai fratelli della Compagnia della Misericordia la facoltà di aprire l’uscio delle mura presso i Ponti del sale, per il trasporto dei materiali per la costruzione della fabbrica di detta Compagnia nei modi e nei termini di che nella loro istanza2. E’ chiaro che se vi si trovava un uscio, vi era anche una porta; ma è chiaro anche che se si fosse trattato di Porta Balduccia, sarebbe stata senz’altro menzionata e non limitato il cenno all’uscio delle mura presso i Ponti del sale.

Un’altra ipotesi è quella che Porta Balduccia non si aprisse nel cerchio delle mura, ma fosse una porta dentro la città, posta nella contada di Piazza, esistita prima della costruzione delle mura medievali. E qui si dice che si trovasse in quel tratto compreso fra il Canto dei Marchesi, la Via omonima, la Via di Castello e la metà dell’odierna Via Matteotti3.

L’ultima ipotesi può derivare dal testamento del 1328 di Giovanni Tedicinghi, in favore del fratellastro Luca, nel quale è stabilito: di più gli lasciò un palazzo con una torre e due case, i quali palazzo, torre e case sono posti nella contrada di Piazza, a Porta Balducci4. Sapendo ora che le proprietà dei Tedicinghi si trovavano nei pressi di Piazza di Pescheria, sono tentato a pensare che questa Porta sia quella situata in Via del Mandorlo, cioè quella che dà accesso al sottopassaggio verso Piazza di Pescheria e che la costruzione esistente accanto a detta Porta sia invece il palazzo con torre che Giovanni Tedicinghi testò a favore del fratellastro Luca. E’ l’ipotesi, quest’ultima, che ritengo la più probabile e penso che Porta Balduccia fosse compresa nella cerchia murale primitiva che delimitò la proprietà vescovile.

© Elio Pertici, ELIO  PERTICI
Porta Balduccia, in “Volterra, l’acropoli e il Piano di Castello” p. 51
1M. Battistinì. op. cit. pag. 10;
2 Archivio Biblioteca Guarnacci Volterra. A nera 276, pag. 89;
3 R S. Maffei. Mone Tedicinghi fondatore della Cappella della Croce e la sua famiglia, 1921, Stabilimento Tip. Sociale Caserta;
4 idem.