Dopo aver attraversato il fiume Cecina al ‘Guado del Mulino’ in prossimità del fabbricato delle pompe dell’acquedotto, possiamo lasciare la macchina nel parcheggio posto poco prima dell’ ingresso alla Riserva Naturale di Berignone e al percorso per il famoso Masso delle Fanciulle.

Percorriamo alcune centinaia di metri lungo il Piano di Casinieri (120 m slm) e raggiungiamo una costruzione con dei tavoli posti all’ombra di grandi querce.

Entriamo nel bosco percorrendo una piccola strada ben battuta, per trovare dopo poco sulla sinistra l’imbocco del nostro sentiero. (I segnali da seguire che fino a pochi anni fa erano bianchi e verdi, ora sono stati adeguati alla segnaletica convenzionale con i colori bianco-rosso).

Si tratta della vecchia strada, ormai ridotta a poco più di un sentiero, che porta ai ruderi del podere di “Casinieri”. La seguiremo con attenzione e quando inizia a salire, a un piccolo incrocio ci terremo sulla destra.

Giunti in cima alla ripida e breve salita (320 slm), affacciandosi sul campo adiacente alle rovine di Casinieri, possiamo godere di una magnifica vista sulla valle del Cecina e in parte su quella del torrente Pavone.

Passando accanto alle rovine del podere, ritornano alla mente episodi raccontati, che la memoria partigiana tramanda di generazione in generazione. I boschi di Berignone furono testimoni della nascita e delle lotte dei primi raggruppamenti partigiani, nonché teatro della formazione che aderì alla “III Brigata Garibaldi”. In questi luoghi, così nascosti e strategici vennero scavati pozzi, si fecero capanni e nascondigli, con la maestria e talvolta anche con l’aiuto dei boscaioli e dei carbonai, che lavoravano nella zona. Da questi punti era possibile anche tenere d’occhio le principali vie di comunicazione, la polveriera della Marina Militare e i movimenti delle truppe nemiche. La maggior parte delle famiglie dei poderi della Valle del Cecina, appoggiava la resistenza e riforniva i giovani partigiani di pane fresco, cibo, vestiario e tutto ciò che più necessitava.

Continuiamo ancora il nostro cammino voltando a sinistra per immetterci in una via, ovviamente interdetta al traffico e piuttosto curata, che ci porterà, scendendo di nuovo il crinale, nel versante nord-ovest fino a quota 135 slm praticamente sull’alveo del torrente Sellate.

Prenderemo sulla destra la strada che proviene dal podere ‘Capannone’ per dirigersi verso il Castello dei Vescovi, che da questo punto, dista ancora circa un chilometro e mezzo.

Gli ultimi 500 metri saranno tutti in salita, ma di sicuro lo sforzo e la fatica verranno ricompensati dalla vista suggestiva che i resti del castello, incastonati nella fitta vegetazione, danno al visitatore.

Oggi del castello, chiamato anche ‘Torraccia’,  non restano che poche benchè suggestive rovine, ma in passato fu un importante sito fortificato a lungo conteso tra Comune e i Vescovi di Volterra, dove avevano addirittura impiantato un’officina monetaria.

Gli imponenti ruderi, ancora vigilano dall’alto di uno sperone di roccia ofiolitica sulle valli sottostanti, alla confluenza del torrente Sellate con le pareti rossastre del Botro al Rio.

Tornando indietro in fondo alla discesa, faremmo attenzione all’incrocio con il sentiero dei ‘Bacii ‘ (riportato come n. 11). Dobbiamo tenerci sulla sinistra salendo un dislivello di 160 metri per una lunghezza di poco più di 2 km. Attraverseremo una zona dove la vegetazione è più fitta e che in passato nascose i capanni e i rifugi dei partigiani.

Alla fine del sentiero, ci immetteremo in una vecchia strada di comunicazione proveniente dalla zona di Monte Guidi. Tenendoci sulla destra oltrepasseremo una delle tante sbarre poste all’entrata della riserva e percorrendo poco più di un chilometro e mezzo ritorneremo alle rovine del podere di Casinieri per goderci ancora una volta lo straordinario panorama.

Scendiamo lungo un grande campo, ormai incolto e disseminato di tracce inequivocabili lasciate dal passaggio di varie specie di ungulati per arrivare all’imbocco di un nuovo sentiero (n. 13), che scende in circa 3 km fino alle ‘Bocche di Pavone’, dove il pittoresco torrente, cede le sue acque al grande fiume della Val di Cecina. Sarà doveroso prestare molta attenzione dato che questo percorso, pur essendo praticabile, fino ad oggi non è ben segnalato.

Anche qui si potranno intravedere nel bosco delle massicciate di pietra, sicuramente resti di un vecchio campo partigiano organizzato.

A questo punto del nostro avvincente viaggio, dopo aver naturalmente visitato e fotografato le vicine rovine del ‘Mulino di Bruciano’,  dovremmo decidere se rientrare verso le nostre auto discendendo il fiume oppure (per trekker meno ardimentosi)… risalire la piccola strada che ci porterebbe verso la strada comunale per Lanciaia.

 

Località di partenza: Riserva di Berignone

Località di arrivo: Riserva di Berignone

Dislivello salita: 500′

Pendenza media: 9,3%

Pendenza massima: 41,7%

Lunghezza percorso: 15 Km

Tempo impiegato: 6h

Difficoltà: EE

Punti di appoggio: Nessuno

Rifornimento di acqua: Nessuno

Traccia GPS: scarica l’itinerario

Rientro per strada:
imboccando piccola strada dietro il mulino percorriamo una distanza di circa 3 km per un dislivello di circa 200 metri, passando vicino al ristrutturato podere di Bruciano e successivamente al nucleo di abitazioni di San Sisto. Infine ci immetteremo nella strada comunale di Lanciaia che, in poco più di 3,5 km ci riporterà al luogo di partenza.

Rientro lungo fiume:
Questo percorso sarà più breve e molto suggestivo, ma sicuramente anche assai più impegnativo.

Ci permetterà di ammirare ed osservare il Cecina in punti selvaggi conosciuti solo da pochi, tra le sue grandi anse e scogli enormi come ‘il Masso della Piramide’ circondato da profonde piscine naturali color smeraldo; per poi passare proprio in mezzo ai due santuari del fiume il ‘Masso degli Specchi’ e il ‘Masso delle Fanciulle’.

Il nostro tragitto sarà praticamente la discesa del fiume, lambendone il greto, superando talvolta massi scoscesi e scegliendo con cura i passaggi più sicuri in funzione del livello dell’acqua.

Saranno infiniti i punti dove soffermarci per ammirare e fotografare la bellezza selvaggia di questo tratto di fiume e mano a mano che si discenderà, dovremmo tenere sempre la sinistra idrografica, dato che in prossimità del Masso agli Specchi, c’è l’unica possibilità di passaggio.

Una volta in cima alla ripida salita, sarà possibile arrampicarci fino sulla sommità del masso stesso, per ammirare dall’alto uno dei punti più suggestivi della Valle del Cecina.

Discenderemo il ripido sentiero fino alla spiaggetta,  frequentatissima meta di turisti. In questo punto l’acqua è molto profonda, fresca, cristalline, da sembrare un piccolo lago di montagna e ci offrirà la possibilità di fare un bagno indimenticabile!

Attraverseremo il fiume e ci introdurremo in un sentiero battuto che si snoda lungo il tracciato dell’antico ‘Gorile’ che in passato portava l’acqua fino al mulino di Berignone.

Arriveremo in prossimità del conosciutissimo ‘Masso delle Fanciulle’, luogo magico e leggendario, che offrirà l’occasione per gli ultimi emozionanti scatti della giornata.

Esausti, ma sicuramente soddisfatti, imboccheremo la rilassante strada che passa in mezzo al bosco e che in poche centinaia di metri, ci porterà di nuovo alla nostra auto.

© CARROZZA DER GAMBINI
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