Il campo sportivo di San Giusto fu costruito nel 1931. L’inaugurazione avvenne fra l’estate e l’autunno del 1932, senza però che la squadra locale partecipasse a campionati ufficiali. Furono disputati solo incontri di calcio amichevoli o di coppa ad eliminazione diretta e, per la partecipazione della Volterrana al primo campionato, bisogna attendere fino al settembre del 1934.

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La squadra locale, infatti, prese parte al campionato regionale toscano di seconda divisione e fu un vero trionfo perché la Volterrana, nonostante l’incerto inizio, conseguì una brillante vittoria.

Dopo tanto entusiasmo però, I’attività ufficiale di Volterra cadde in un completo abbandono fino al marzo 1937, cioè fino a quando ebbe inizio il primo torneo di calcio, a carattere locale, organizzata dalla formazione politica di allora. Tale iniziativa, che si ripeté nel 1938 e nel 1939, contribuì a risvegliare la sopita passione sportiva nel pubblico volterrano e a soddisfare quella organizzazione politica, in fatto di partecipazione di giovani, che troppa spesso disertavano l’adunata del sabato pomeriggio e del servizio premilitare.

AI primo torneo calcistico parteciparono sei squadre: quattro formate da elementi che frequentavano le scuole cittadine (Scuola d’Arte, Istituto Tecnica Commerciale, Ginnasio – Liceo e Avviamento al lavoro a tipo agrario) e due delle organizzazioni giovanili, formate da elementi extra scolastici.

Pochissimi documenti possono testimoniare tale attività e non posso fidarmi della memoria perché talvolta può tradire; per cui sono costretto a parlare distintamente di due sole squadre: quella della Scuola d’Arte e quella dell’Istituto Tecnico Commerciale.

Solo di esse, infatti, mi sento in grado di descrivere con documentata precisione tutto quanto è passibile e, a tal riguardo, sento il dovere di ringraziare in modo particolare Silvano Bianchi e Italo Neri per la loro valida collaborazione.

LA SQUADRA DELLA SCUOLA D’ARTE

Quella della Scuola d’Arte, a mio avviso, era senz’altro una delle meglio organizzate, sotto ogni punto di vista. Essa, infatti, aveva l’assistenza di tutto il complesso scolastico, con il direttore Urbani in testa, seguito dal Segretario Camerini e dall’allenatore professor Damiani, che si avvaleva anche dell’assistenza del professor Rossato.

La squadra della Scuola d’Arte aveva una ottima attrezzatura, in quanto, insieme a quella del Ginnasio-Liceo, fu l’unica che seppe dotare di un paio di di scarpe da gioco ciascun suo elemento. Non era facile a quel tempo possedere le scarpe da gioco, sia per la scarsità di mezzi economici delle famiglie dei singoli partecipanti al torneo sia perché solo allora il calcio incominciava a prendere campo fra i giovani volterrani. Pertanto la maggior parte degli impegnati in detta attività calzavano scarpe alte, possibilmente chiodate.

La formazione ufficiale della squadra della Scuola d’Arte era la seguente:

Portiere: Mino Bianchi;
Terzini: Giovanni Giannini e Aula Cappelli;
Mediani: Bruno Giustarini, Siro Salviati e Emilio Gazzarri:
Attaccanti: Piero Chiodi, Silvano Bianchi, Mario Ricciardi, Delfino Bigazzi e Franco Mancini.
Riserve: Achille Biondi, Rino Rocchigiani, Giulio Bacci, Bruno Rossi e Stelio Lavoratorini.

Dopo le prime partite si delinearono subito le aspirazioni e le possibilità di tale squadra, la quale vinse tutti gli incontri e, con una marcia davvero irresistibile, si classificò al primo posto aggiudicandosi la coppa messa in palio dalla Congregazione di Carità.

Dalle file della squadra della Scuola d’Arte di allora uscirono molti elementi che poi militarono per vario tempo nella Volterrana, come:
Aulo Cappelli, il popolare «Capelio», potente terzino che non disdegnava improvvise avanzate all’attacco; Siro Salviati, ottimo centromediano metodista, sia per tenuta tecnica che senso di posizione; Piero Chiodi, ala destra sempre in ottima posizione e assai abile nello smarcamento. Mario Ricciardi, «Tuccia», anche se lento, manifestava indiscusse doti di coordinamento del gioco e particolare abilità nei passaggi che tagliavano le difese avversarie; Silvano Bianchi, il popolare «Cinzano», assai utile nelle conclusioni e nello smistamento del gioco. Delfino Bigazzi, indiscutibilmente l’elemento più interessante sotto ogni punti di vista; dotato di notevoli e naturali condizioni atletiche che gli consentivano di praticare con ottimi risultati qualsiasi disciplina sportiva; se fosse stato ben guidato fino da allora, avrebbe avuto senz’altro una più consistente affermazione nella sua lunga attività calcistica. Emilio Gazzarri, serio, deciso e assai scattante; preferiva ruoli difensivi con particolare attitudine in quelli della «mediana».

Ecco i risultati degli incontri disputati dalla squadra della Scuola d’Arte:

8 marzo 1937: Scuola d’Arte – Istituto Tecnico 4 a 2;
14 marzo 1937 Scuola d’Arte – Ginnasio – Liceo 4 a 1;
19 marzo 1937: Scuola d’Arte – Avviamento 9 a 0;
26 marzo 1937: Scuola d’Arte – 1° Centuria 8 a 2;
non è reperibile il risultato dell’incontro, vinto senz’altro dalla Scuola d’Arte, contro la 3° Centuria.

LA SQUADRA DELL’ISTITUTO TECNICO

Quella del Tecnico era la squadra da me preferita, perché allora frequentavo la 1° classe di quella Scuola. Essa si presentò al torneo senza alcuna particolare pretesa e, inaspettatamente, colse una clamorosa affermazione, conquistando il posto d’onore e, con esso, la coppa messa in palio del Comune di Volterra.

L’affermazione conseguita, infatti, era del tutto impensabile perché il Tecnico Commerciale fu istituito in Volterra nell’anno scolastico 1935-36, per cui, ad un anno di distanza, non aveva a disposizione nemmeno gli elementi da mandare in campo. Prove ne sia che in detta squadra militò Silvano Chellini, detto «Rana», consentendo il completamento dei quadri con questo caratteristico elemento extra scolastico che, ad ogni rilancio della palla, esclamava «via il sapone», forse per essere consono all’attività di barbiere che esercitava.

La squadra ufficiale del Tecnico era così formata:

Portiere: Ascanio Mascagni;
Terzini: Silvano Chellini e Osvaldo Torrini:
Mediani: Mario Innocenzi, Italo Neri e Divo Barbafiera:
Attaccanti: Enzo Rossi, Arnaldo Bardini, Renzo Topi, Sergio Ferrari e Vatinio Caramelli;
Riserva: Elio Pertici.

Qualcuno sarà sorpreso nel vedere il sottoscritto in qualità di titolare nel ruolo di portiere. In effetti fu così a seguito delle mie buone prestazioni durante gli allenamenti, ma poi – proprio l’8 marzo 1937, nell’incontro con la Scuola d’Arte – feci delle grandi «papere» per cui fui relegato al ruolo di riserva. Perdemmo l’incontro per 4 a 2 e buona parte della responsabilità della sconfitta subita fu a me attribuita perché troppo emozionabile di fronte al numeroso pubblico.

L’assistenza alla squadra era prestata volontariamente dal compianto ragioniere Vando Ceccarelli, insegnante di stenografia, mentre gli organi ufficiali della Scuola ben difficilmente si curavano dei risultati conseguiti.

Dalle file del Tecnico di allora uscirono solo 2 elementi per la Volterrana:
Italo Neri, ottimo giocatore, serio, grintoso e assai veloce; ricopriva il ruolo di mediano destro e aveva sempre la meglio in ogni contrasto con l’avversario; Arnaldo Bardini, elemento molto generoso, ha giocato in quasi tutti i ruoli ed ha svolto una lunga attività agonistica. Anche Ascanio Mascagni continuò l’attività calcistica e militò in altre squadre. Mi ricordo che l’ultima volta lo vidi, dopo vari anni, in occasione di una partita al «Vallebuona», nell’incontro che il Gavorrano disputava contro la Volterrana.

La tribuna e il prato di San Giusto zona oggi denominata Piazzale XXV Aprile, erano in ogni occasione gremitissimi di pubblico, perché gli sportivi volterrani accorrevano al «Comunale» assai numerosi in quanto, con poca spesa, potevano sfogare la loro passione e trascorrere nel modo desiderato il fine settimana.

Le partite, infatti, venivano giocate al mattino e al pomeriggio della domenica, nonché il sabato pomeriggio che, come ho già detto, tornava tanto comodo a noi giovani per disertare gli impegni che incombevano durante quel regime politico.

Il «tifo» era molto forte e venivano cantate anche delle strofette a pro della squadra del cuore. A tal riguardo Verrazzano Maffei era richiestissimo per scrivere queste strofette e, seppur egli frequentasse il Ginnasio, oltre averne scritte a pro di tale squadra, ne scrisse anche una che servì a tutte le altre, contro il Ginnasio stesso.

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Dopo questa rievocazione, sento il dovere di scusarmi con tutti gli altri amici partecipanti a questo torneo che militarono nelle altre squadre. Ma, come ho già detto, non ho alcuna documentazione attendibile per poter fare altrettanto. Comunque mi ricordo bene di Martino Martini, Spartaco Pepi, Nello Rosi, Amerigo e Enzo Gazzarri, Zorasco ed Ugo Guerrieri, Adelmo Bellacchini, Renzo Calastri, Aroldo Fardellini, Giuseppe Fulceri, Amelio Franchi e Federico Passerotti che militarono nelle due squadre extra scolastiche; Mino Vanni, Renato Galli, Vladimiro Ferrari, Luciano Pedenovi, Maffeo Maffei, Vittorio Cappelli, Lamberto Simi e Andrea Puorger della squadra del Ginnasio – Liceo; Enio Geri, Guido Ragli, Terzilio Borghetti, Vittorio Silvi, Giovanni Mariotti, Mario Matteuzzi, Giovanni Caroti, Egisto Ceppatelli, Dino e Giuseppe Martinucci e Primo Giudici dell’Avviamento al lavoro.

ELIO PERTICI
Alcune rievocazioni del vecchio campo di San Giusto, in “Volterra”