di Paolo Ferrini

Ora c’è anche lo stadio nuovo



Mentre la Volterrana macinava il suo campionato vittorioso, i lavori procedevano per la costruzione del nuovo stadio alle “Ripaie”. Si andava avanti piuttosto lentamente (realizzazione affidata alla Cooperativa ACLI – Libertas di Saline di Volterra), in mezzo a tanti ostacoli, dagli importanti ritrovamenti archeologici di cui ho già detto alle pastoie dell’iter burocratico, ai finanziamenti etc.

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Terminato il campionato, la questione dei ritorno dei viola in Promozione si presentò quindi bicorne: da una parte il rafforzamento della squadra, dall’altro la certezza di dover contare assolutamente sul nuovo stadio, dato che il vecchio “Vallebuona”, oltre a tutti i suoi difetti in ordine di agibilità, non presentava le misure previste per la categoria superiore.

Fu quindi un’estate convulsa. Il Consiglio direttivo, presieduto da Giuseppe Bessi e formato dalle persone dell’anno precedente (un comma del nuovo statuto aveva giustamente dato al Consiglio validità biennale), si mise al lavoro con un occhio al mercato dei giocatori con l’altro alle ruspe ed agli operai in azione.

Il tanto discusso Russova non venne riconfermato ed al suo posto fu chiamato Pier Luigi Meciani, giocatore di serie nazionale, ultimo ruolo quello di “libero” nella Ternana in B. Doveva essere, e sostanzialmente lo fu, allenatore-giocatore. La squadra vittoriosa fu praticamente confermata e rafforzata con una congrua dose di nuovi acquisti: il mediano Melani dalla Fiorentina, lo stopper Taccola dall’Uliveto, il centrocampista Gabriellini dal Pescara, la punta Di Gaddo dal Genoa, l’attaccante Frisenda dal Copertino, squadra pugliese di Promozione. Insomma fu messa in piedi una bella squadra, degna di figurare contro i forti avversari che il calendario poneva davanti ai viola. I risultati, occorre dirlo subito, furono soddisfacenti e la Volterrana poté mantenere il ruolo di matricola di lusso. I lavori per il nuovo campo procedettero sempre più velocemente, grazie al costante impegno dell’Amministrazione comunale la quale recepì, con molta sensibilità, le legittime richieste degli sportivi. Spesso fu necessario punzecchiare i cosiddetti organi competenti di Pisa. Andò a finire che, sulla metà di ottobre, dopo che il campionato era già iniziato (e la Volterrana fece faville conquistando tre punti in due trasferte consecutive), lo stadio divenne confortante realtà.

Intendiamoci, non tutto fu portato a termine. Una volta assicurato il terreno di gioco, furono costruite le piste di atletica in maniera non molto felice; e se sorsero spogliatoi ampi e rispondenti alla bisogna, la tribuna coperta rimase, come lo è ancora oggi, un pio desiderio. Insomma, da sette anni a questa parte, le cose non sono molto cambiate se non per la realizzazione dell’impianto di illuminazione, dovuta alla generosa iniziativa della Cassa di Risparmio di Volterra.

In ogni modo il 14 ottobre 1971 lo stadio fu inaugurato con una bella festa popolare (ingresso gratuito per tutti: e furono circa 5.000 gli spettatori), ospite d’eccezione la Fiorentina che stava preparandosi per la partita di campionato con il Milan. I viola, del giglio, allenati allora dallo svedese Liedholm, forti di atleti di grande valore quali Galdiolo, Superchi, Ferrante, Merlo, Clerici, De Sisti, Chiarugi, Mazzola II, fecero logicamente una passeggiata ed i viola locali furono messi sotto per 6-0. Ma in certe occasioni, lo si sa, il risultato non conta; in quel caso poi fu una vera kermesse, con applausi per i blasonatissimi ospiti ma anche per i nostri i quali ben figurarono. I festeggiamenti proseguiranno poi, in forma ufficiale, con il ricevimento dei giocatori e dei dirigenti a Palazzo dei Priori.

Meno brillante fu, tre giorni dopo, l’esordio locale in campionato, dato che la Volterrana non andò più in là dell’ 1-1 con il forte Tavarnelle.

Il girone di andata fu sostanzialmente buono, in ogni modo: dopo una partenza elettrizzante (vittoria a Santa Croce con rigore di Bastrei) e bel pareggio a Querceta (i padroni di casa segnarono in extremis), ci furono altre sei partite utili, anche se il pareggio interno con il Borgo San Lorenzo, ultimo in classifica, non fu proprio entusiasmante.

Dopo otto partite di imbattibilità, la Volterrana conobbe la prima, disastrosa sconfitta a Castelnuovo Garfagnana, proseguendo poi in maniera alterna, specie in trasferta dove i viola giocarono meglio che in casa. Lo dimostrano le vittorie a Rufina (rigore di Bastrei) ed a Signe (gol di Di Gaddo).

La fine del girone di andata ci trovò in una dignitosa posizione di centro classifica. In quello di ritorno la Volterrana proseguì la sua marcia, degna e meritevole, che la doveva condurre, alla fine, ad un lusinghiero quarto posto. Ricordiamo qualche tappa: un buon pareggio esterno a Tavarnelle (e la capolista si salvò su rigore), la sfortunata gara con il Cecina a Ponteginori (i cugini rossoblù avevano il campo squalificato e furono beneficiati di due autoreti che, al tirar delle somme, permisero loro di restare in Promozione dopo un campionato disastroso), la vittoria interna sul solido Querceta (bianconeri in vantaggio, poi doppietta di Di Gaddo), la facile trasferta a Borgo San Lorenzo, il bel pareggio interno con il Castelnuovo, squadra di testa, l’intelligente gara con il Tuttocuoio, a Pontedera per squalifica del campo dei neroverdi, la vittoria interna, alla distanza, sul Rufina.

Storia a sé fece poi l’ultima partita con il Signe; i fiorentini scesero al “Comunale” già condannati alla retrocessione ma decisi a ben figurare. E così fu, dato che perdettero per 5-3. Va sottolineata però la cinquina viola, scaturita tutta dal piede micidiale di Guido Di Gaddo il quale, insieme al solito Bastrei, era la punta di diamante dell’attacco viola. Le cinque marcature portarono Di Gaddo a quota 18 e gli permisero di vincere la classifica dei cannonieri, motivo questo di orgoglio per lui e per l’intera squadra. Peccato che questo potente goleador dovesse bruciare le sue possibilità e causare grossi grattacapi alla Volterrana, che praticamente lo perdeva, per un brutto incidente, occorsogli nell’estate successiva, durante uno di quei tanti tornei in notturna che talora finiscono male. Di Gaddo giocherà infatti ancora qualche partita nel campionato successivo; ma non fu più lui e sparì definitivamente dopo poche esibizioni nel girone di ritorno. In ogni modo, al 90′ di quell’entusiasmante 5-3, la situazione apparve rosea. Al suo ritorno in Promozione, la Volterrana si era dimostrata degnissima, anche nei confronti delle formazioni più anziane e rodate. La squadra aveva ben tenuto ed aveva anche dato spettacolo, basata su di un centrocampo notevole ove si erano distinti Gabriellini e Melani. Che le cose fossero andate bene, è dimostrato dal fatto che ci si poté permettere una riserva di lusso come Bartolozzi. Anche su Meciani, piuttosto freddo di carattere ma persona seria, i giudizi furono positivi sia per la panchina sia per il campo. Insomma, un bel ritorno nella categoria “di sopra”.

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© Paolo Ferrini, PAOLO FERRINI
Ora c’è anche lo stadio nuovo, in “Volterrana Gol”, Tipografia Conti – Poggibonsi, a. Marzo 1978
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