di Volterracity

Tramonto di un’epoca



Il 1998-99 iniziò senza preoccupazioni; la squadra era ancora affidata a Lombardi che mantenne sostanzialmente l’intelaiatura dell’anno precedente con il suo buon quarto posto. Ci furono insomma le premesse per un altro campionato tranquillo, forse senza soverchie ambizioni ma anche senza patemi. Invece le preoccupazioni non tardarono a maturare; si vinse poco, si perse in casa (a volte con sfortuna, a volte per insipienza), con il passar dei mesi la classifica si fece preoccupante.

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Le cose proprio non andarono, non riuscimmo a concretizzare, talvolta agli avversari bastò un tiro in rete per portar via l’intera posta; un esempio fra molti la sconfitta interna per 0-1 ad opera di un’Isola d’Elba non certo trascendentale.

Si sa come vanno a finire le cose in situazioni del genere; pagò per tutti Piero Lombardi che a febbraio venne esonerato dopo sette anni di onorevole presenza a Volterra, come allenatore, dopo altri anni come ottimo giocatore.

In questo tempo Lombardi si era comportato bene per impegno, serietà, per correttezza, riuscendo anche a tenere unito lo spogliatoio. Gli era stato rimproverato di aver fallito i momenti decisivi, di non aver cioè saputo concretizzare il lavoro di anni brillanti nella fiammata degli spareggi. Quasi una maledizione! Al suo posto arrivò da Cecina Andrea Prunecchi; la scossa della sostituzione fu avvertita dalla squadra che sembrò aver ritrovato nuova grinta e decisione. Così la Volterrana non perse più, ma annullò le vittorie esterne con malinconici pareggi interni.

Pertanto, nel drammatico finale, fu inutile vincere a Montemurlo ed a Montecatini per poi lasciare in casa punti preziosi, e per di più a dirette concorrenti per la salvezza. Talvolta la jella non vuole abbandonare la Volterrana allorché, nel tradizionale derby con il Cecina, fallì la vittoria su di un pallone respinto dal palo all’ultimo minuto.

Sarebbe bastato un misero punticino per la salvezza; invece il fischio finale ci trovò al terz’ultimo posto in folta compagnia di altre tre squadre, Badesse, Cappiano e Montecalvoli. Alle spalle solo Cuoiopelli e Pitigliano, già retrocesse.

In queste condizioni si applica il regolamento che, purtroppo, ci sfavorisce. Si salvano cioè le due squadre che hanno totalizzato i migliori risultati negli incontri diretti, Badesse e Montecalvoli, mentre chi sta peggio se la vedrà in spareggio.

L’incontro decisivo con il Cappiano si disputò sul neutro di Cascina. I biancorossi non giocarono male, nonostante il comprensibile nervosismo per la posta in palio, ma non riuscirono ad infilare il pallone nella porta avversaria.

Si registrò insomma quella idiosincrasia per il gol che ha caratterizzato le ultime tre partite interne (tre pareggi con una sola rete e per di più su rigore); e la superiorità territoriale, perché il Cappiano cercò solo di non prenderle, lasciando al novantesimo minuto le reti inviolate.

E lo stesso 0-0 ci portò, dopo i 120′ regolamentari, alla roulette dei rigori. E’ un gioco crudele, lo si sa, nel quale si forma una miscela di fortuna, nervosismo, precisione o meno, prodezze di portieri.

La Nazionale non ha forse perso in tal modo un paio di campionati del mondo? Ed allora non c’è croce da buttare addosso a nessuno quando Ticciati, proprio lui, fallisce il penalty decisivo spedendoci all’inferno.

Quella domenica tornavo da una gita ed ogni tanto il pensiero mi correva al risultato; quando giunsi in San Lino e vidi l’amico Adriano Nannetti, non ebbi bisogno di abbassare il finestrino dell’auto, la sconfitta gli si leggeva in faccia.

Terminò così il campionato che ci ributtava in Promozione. Non eravamo stati, nell’arco di nove mesi, dei fulmini di guerra, ma nemmeno avevamo poi demeritato in maniera abissale e tale da ritenere gìusto il capitombolo. Ci sono della annate storte, nelle quali nulla gira per il verso giusto; ed era toccato a noi.

Non furono fatti drammi, ognuno rimase al proprio posto di responsabilità, a cominciare dal presidente Paolo Salvetti: l’aver trovato l’allenatore Prunecchi, subito riconfermato, fu uno degli aspetti positivi della Vicenda. Ognuno si rimboccò le maniche, ci si dimenticò del passato e si guardò con rinnovata speranza al futuro. Non saranno speranze vane.

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© Paolo Ferrini, PAOLO FERRINI
Tramonto di un’epoca, è Eccellenza, in “Volterrana Gol”, Tipografia Conti – Poggibonsi, a. Marzo 1978