di Paolo Ferrini

Una faticaccia per un pugno di mosche



Così, dopo due anni, il cerchio torna a chiudersi; eravamo in Promozione e qui tornammo. Certo, il colpo è stato molto ma molto duro, la squadra e la società hanno barcollato fino all’orlo dell’irreparabile ma non hanno ceduto. Fu presa, anzi, una decisione che segnò per molti anni la storia dell’A. C. Alabastri, la decisione di Bruci e dei suoi, quella cioè di affidare la conduzione della squadra a Piero Lombardi.

> Sommario, La storia del calcio volterrano

Era il campionato 1992-93, ma quello di Lombardi non fu certo un nome nuovo per Volterra. Giocatore di gran prestigio e di un più che onorevole passato in categorie superiori, centrocampista con i fiocchi, Lombardi vestiva il biancorosso già da tre anni; dette una spinta determinante al balzo di categoria, non ha certo mal figurato in Interregionale, ha salvato la faccia nel disastro successivo. La decisione della dirigenza appare quindi più che logica e venne apprezzata dagli sportivi, poiché apparve la persona giusta per risalire la china. Infatti, per l’anno successivo, i competenti organi federali decisero di raddoppiare l’Eccellenza, portandola a due gironi.

Stava avvenendo quello che era accaduto anni prima allorché fu smembrato l’unico, bellissimo girone di Promozione; certo società, prima sconosciute, crescono in una regione come la Toscana dove non mancava certo il senso e lo sviluppo dello sport. Ed allora, invece di una selezione dura, si allargarono le fila, si cercò di dar soddisfazione a tutti. Personalmente ho sempre ritenuto che la “gloria” ci si conquista sul campo, magari a costo di sudore e lacrime, ma tant’è!

Conseguentemente il ritorno in Eccellenza non apparve meta impossibile. Vi sarebbero salite infatti le prime cinque classificate.

La Volterrana potè tranquillamente puntare a tale traguardo; la squadra era forte, schierava molti dei soliti ma c’era in prima linea un bomber come Pellegrini, in grado di fare la differenza nella categoria.

L’andamento del campionato fu però a corrente alternata; si andò da imprese di rilievo a qualche brutta figura e non sempre fu sufficiente la presenza in campo di Lombardi, nella duplice veste di allenatore – giocatore. Certo, fu un bell’esempio per i ragazzi (Ticciati cresceva bene alla sua ombra per poi rilevarne la maglia); e Pellegrini segnò, sia pure non a raffica. Nelle retrovie stavano emergendo sicuri baluardi quali Capitani e Gelli. Il lettore dia un’occhiata ai risultati e si renderà conto di un vero alternarsi; ad esempio le prendemmo in casa dal San Donato per poi restituirle al ritorno. E ci sono i risultati ambivalenti quanto pesanti con il Picchi e con il Levane mentre strapazzammo il Tuttocuoio.

Arrivare almeno quinti fu la meta e su tale posizione ci attestammo fino alla terz’ultima giornata, allorché la Volterrana perse in casa di misura con il Cascina, diretto concorrente per il traguardo fissato. Fu una strana partita che i biancorossi cercano in tutte le maniere di vincere allorché, all’inizio della ripresa e sull’1 – 1, si ritrovarono in dieci per l’espulsione di Ticciati. Con il senno del poi si disse che il pareggio sarebbe stato più che sufficiente; in quel momento ci fu la necessità di vincere su di un diretto avversario, probabilmente i conti sono fatti male e così fu… frittata. I nerazzurri, forti della superiorità numerica (che in dieci si giochi meglio è una di quelle frottole che roteano intorno al calcio!), colpirono in contropiede. E cosi, dopo quindici giorni, arrivammo sì all’utile quinto posto ma in compagnia proprio del Cascina che seppe giocare meglio le sue carte.

Una faticaccia per un pugno di mosche. Lo spareggio s’impone e andammo a giocarci tutto il campionato sul neutro di Castelfiorentino. C’era al seguito tutta Volterra sportiva: i nerazzurri, guidati dall’ex Tognozzi, contavano su di una sparuta pattuglia di tifosi quasi rassegnati alla sconfitta; nel mezzo, onde evitare quello che non avvenne, una fila dì carabinieri sotto la preoccupata guida di un sottufficiale, che non gradiva i cori dei volterrani.

Sembrava facile ed invece fu prima difficile, poi il disastro. Mi sembrò (la partita la vissi direttamente in tribuna e, quindi, non ho bisogno di pareri altrui) che quanto era avvenuto alle Ripaie un mese prima non avesse insegnato un granché. Il Cascina mantenne la stessa formazione e lo stesso andazzo di gioco; ci colpi due volte in contropiede, mentre Lombardi ed i suoi non seppero concretizzare la netta superiorità territoriale, segnando con Guarguaglini l’inutile gol della bandiera. Sì, è vero, nel primo tempo una botta di Pellegrini era finita sul palo, ma la conduzione della gara non mi convinse per nulla, tanto più alla luce dei precedenti. Il pubblico fu generoso e salutò i biancorossi, i quali uscivano dal campo a testa bassa, qualcuno in lacrime, all’insegna del classico “Grazie lo stesso!”

La storia non si fermò qui però; se il Cascina era andato di sopra in buona compagnia (Casteldelpiano, Levane, Forcoli e Castelfiorentino), si apriva un altra porta per ritentare il balzo, sempre in forza del riordinamento dell’Eccellenza.

C’era ancora da combattere per un posto da lottarsi fra le squadre degli altri due gironi classificatesi seste, Bibbionese e Pontebuggianese.

Gli spareggi di questo tipo sono sempre pesanti, specie perché combattuti al termine di un campionato oneroso (per l’Alabastri poi una difficile partita in più) e nel caldo dell’estate incipiente. Era il classico triangolare che ci attese ancora quattro anni dopo.

La Volterrana se la cavò, tutto sommato bene, strappando un sofferto pareggio (0-0) a Bibbiena, per poi battere in casa il Pontebuggianese con un 2-1 che forse non marcò la netta supremazia dei biancorossi. Però la Bibbienese restituì il colpo andando a vincere (1-0) a Ponte a Buggiano e la fine del triangolare ci trovò ugualmente appaiati con tre punti a testa; a quota zero, ovviamente, i lucchesi.

Si rese perciò obbligatorio l’ennesimo, faticoso spareggio, contro i rossoblù aretini sul neutro di Sesto Fiorentino.

Fu una storia senza fine: Lombardi non osò più di tanto, la squadra non seppe o non volle tentare il colpaccio. Arrivammo così prima al 90′ e poi ai supplementari con le reti inviolate. Allora avanti con la tradizionale lotteria dei rigori; e la Bibbienese, più brava e fortunata, ci fece fuori per 4-3 dai tiri dal dischetto.

La gestione Lombardi, pur non avulsa di merito negli anni, iniziava così con quella tal idiosincrasia per gli spareggi che caratterizzeranno, come vedremo, i campionati avvenire.

E come contentino, ci sarà un’amara umiliazione; poiché si era liberato un altro posto in Eccellenza, la dirigenza dell’A.C. Alabastri fece rispettosa domanda per il ripescaggio, ma da Firenze fu risposto picche e fu ripreso al volo il Pontebuggianese che non aveva totalizzato manco un punto. Il quale il motivo? Il “peccato” di qualche anno prima, lo strano giallo con La Rustica, che, sia pure per semplice responsabilità oggettiva, aveva macchiato la fedina sportiva della Volterrana, cancellando i meriti acquisiti in sessant’anni. Alla faccia della solita giustizia! E la Volterrana resto in Promozione con tanti saluti al secchio!

> Prosegui, Si resta ancora in Promozione

© Paolo Ferrini, PAOLO FERRINI
Inizia l’era Lombardi, in “Volterrana Gol”, Tipografia Conti – Poggibonsi, a. Marzo 1978
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