Categoria: Contemporanea

Per non perdere il calendario
Ogni quattro anni si turbavano e si arrabbiavano i Volterrani. I più vecchi ritenevano che il bisestile portava un giorno di freddo in più. I più giovani (per darsi aria di saperne più di loro) opinavano diversamente. E' un dilemma che ci hanno lasciato in eredità.
di admin
Cammina Cammina
Il medioevo e il rinascimento volterrano non sono stati rappresentati solo dalla serie tv I Medici Masters of Florence, anche Ermanno Olmi contribuì a questo immaginario e lo fece con la sua opera cinematografica Cammina Cammina. Il film è rimasto nella mente di Olmi per quasi quindici anni.…
di admin
Piero Bulleri
Nasce a Volterra il 4 novembre 1904 da Alessandro e Tersilia Gremigni, alabastraio. Detto “Tre piedi”, “Varo” e “Bomboniera” si avvicina negli anni Venti agli ideali libertari frequentando le botteghe degli artigiani della città, laboratori, oltre che di preziosi manufatti, anche di idee…
di Franco Bertolucci
Edon Benvenuti
Alabastraio, figura anarchica. Promosse una dimostrazione ostile all’Esercito nella stazione di Volterra, malmenando assieme ad altri, uno studente che aveva gridato: ‘Viva l’Esercito. Abbasso i tedeschi!’. Un gesto che gli costò non pochi problemi.
di Franco Bertolucci
Sulle tracce di New Moon
Torna sulle tracce di Edward e Bella, ripercorri i luoghi di New Moon, dove l’arte e la storia millenaria fanno da cornice alla fantasia del romanzo di Stephenie Meyer. Ad avere qualche minuto libero spesso capita di ritrovarmi in Piazza sotto l‘ombra imponente del Palazzo dei Priori.…
di aa282009
Emma Gazzarri
Emma e il Punto Scritto Volterrano; 'scritto' perché il ricamo viene fatto come se fosse una scrittura intrecciata, 'volterrano' in onore alla città e al prestigio di questa Scuola Professionale di San Pietro.
di Anna Ceccanti
Bruna
Era l’ultima sera che avrebbero passato insieme. Stavano abbracciati in silenzio facendo finta di dormire. Bruna, in un confuso avvicendarsi di pensieri, sentiva che stava per succedere qualcosa che avrebbe cambiato la storia ma non riusciva a comprendere se ne era a pienamente felice. Dai…
di Anna Ceccanti
Giulia dell’Avemarie
Suo marito non era ancora arrivato. Fuori dalla porta della Manifattura degli Alabastri Topi dove lei lustrava i vasi d’alabastro e lui faceva l’ornatista, le aveva detto: “Vai avanti a casa, io vengo fra poco”. Quel “fra poco” ormai lo sapeva, significava che nel tragitto per arrivare per la…
di Anna Ceccanti
Una visita di Rudolf Borchardt
Visitò la prima volta la città forse ai primi del secolo, verso il 1904. Ne rimase profondamente impressionato ed esaltato. Gli sembrò di avere fatto una grande scoperta. Gli dedicò un saggio che fu pubblicato con il titolo «Volterra».
di admin
Ezio Ceccarelli e Terzo Pedrini
Ezio Ceccarelli e Terzo Pedrini: artisti delle nostre parti cui accenneremo brevemente, soffermandoci soprattutto sul legame instauratosi tra i due e con il nostro territorio.
di Fabrizio Rosticci
Professor Ezio Ceccarelli
Molti di Montecatini senz’altro conosceranno l’autore del monumento ai caduti della prima guerra mondiale del loro paese; ma non tutti hanno piena consapevolezza dello spessore dell’artista.
di Fabrizio Rosticci
Raffaella Adriani
Due sposi, Raffaella Adriani di 29 anni e Vittore Amaranti di 30 anni, alabastraio, abitanti in Via Franceschini, sono vittime della maldicenza popolare, gratuita, senza precedenti, fino a sfociare nel dramma del suicidio.
di Anna Ceccanti
Agostina Pacini
A colpi di accetta e pistola, avevano decimato la famiglia. Il vecchio Giovanni e Adamo erano caduti subito, poi era toccato alla Duilia. Agostina fu colpita da una pallottola dietro l'orecchio, ma sopravvisse per la sfortuna dei due assassini.
di Anna Ceccanti
Giuseppa Chierici e Pia Momini
Storia d'amore finita male tra due ragazze ventenni del Vicolo Belledonne. Giuseppa dopo aver ucciso a colpi di rivoltella la sua compagnia Pia, vide unica soluzione quella di buttarsi dalla finestra di camera sua.
di Anna Ceccanti
La Tragedia di San Lazzero
Sconvolse tutta Volterra e ancora molti anziani ne parlano, facendo riferimento anche alle storie che venivano cantate o recitate, come era abitudine di quei tempi, usanza questa che si ripete ancora oggi nel Sud.
di Elio Pertici
L’uomo e l’artista
Scultore e bravo pittore. Da ricordare di lui un dipinto ad olio con il quale si aggiudìcò il primo premio ad una mostra regionale avvenuta a Volterra, raffigurante un aspetto dei mercato in via dell'Ortaccio.
di Giovanni Batistini
Ricordi rionali, ricordi di contrada
Il colore rionale in antico era un simbolo araldico, un distintivo delle persone e del luogo, una consacrazione al servizio e al prestigio d'una piccola o grande famiglia di popolo. Un piccolo comune nel grande comune.
di Mario Bocci
Le veglie di Maso
In casa di Maso delle Colombaie c'era sempre veglia, in qualunque stagione. Anche quando il vento, mulinando nella forra, ne usciva fuori a sbalzelloni e schiaffeggiava le piante, i pagliai, le case dei contadini.
di Giuseppe Pilastri
Un volterrano ferito a S. Martino. I primi Cacciatori delle Alpi
Tutti i mezzi erano buoni per accorrere a combattere al fine di rendere l'Italia libera dallo straniero. Molti andarono volontari a combattere per l'unità d'Italia e qui ne riportiamo alcune vicende interessanti.
di Giovanni Batistini
XXIII Brigata Garibaldi
Ci si chiederà perché solo ora e cioè dopo tanti anni si senta ancora il bisogno di rendere la propria testimonianza sulla storia della XXIII bis Brigata Garibaldi "Guido Boscaglia". Molto è già stato scritto su questo argomento.
di Benito Bini
La Madonna dei Volterrani
È sorprendente il fatto che una «Madonna» (come quella che porta il titolo di Madonna di San Sebastiano), non dipinta né commissionata in loco ma proveniente dal di fuori, sia diventata la Madonna dei Volterrani.
di Rino Biondi
Il Culto nei secoli
Fra le tante notizie storiche che abbiamo sul culto per la Madonna di S. Sebastiano, vogliamo ricordare l'assidua cura che i nostri avi posero nel celebrare la festa annuale alla terza domenica di settembre.
di Renato Galli
Ricordi della Festa della Madonna
La festa della Madonna di S. Sebastiano, che si svolge a Volterra a metà del mese di settembre, molti anni fa, era veramente una solennità attesa dai volterrani. La fiera, il palio dei cavalli, spettacoli pirotecnici e poi tutti al Teatro.
di Ilia dell'Aiuto Tessieri
Disegni di Margarite Janes
Da miss Margarite Janes, nota ed apprezzata illustratrice di riviste e libri inglesi, riceviamo due disegni, riproducenti, l'uno il panorama di Volterra e l'altro un tratto della non troppo frequentata Via di Sotto.
di Alfiero Fantozzi
L’uovo e la Mandragola
Accenniamo i tratti peculiari che contraddistinguono il gruppo degli alabastrai all'interno della comunità volterrana. Dai testi orali raccolti emergono gli elementi più significativi della mentalità alabastrina.
di Barbara Morelli
La Filodrammatica
Ora il teatrino del Santuario dorme: sarà un sonno eterno, o solo un giusto riposo dopo tante attività e dopo tanti successi? La filodrammatica di Volterra del teatrino di San Francesco.
di Giuliano Bocci
Falange Volterrana
Il temibile ragno di Volterra. Mortale! Molto è stato scritto su questa specie di ragno e già in tempi remoti diversi autori si sono occupati di studiare clinicamente e sperimentalmente l'azione tossica di esso.
di Giuseppe Vezio
La mia esperienza all’Orfanotrofio Ricciarelli
L'Orfanotrofio Ricciarelli fu istituito a seguito di un legato di Lire 50.000, disposto dalla espressa volontà testamentaria del Cav. Mario Ricciarelli. Quindi si risale, forse, al 1886 ed ebbe come sua prima sede l'Ospizio di Santa Chiara.
di Elio Pertici
Accademia dei Sepolti
L'Accademia dei Sepolti, una fra le istituzioni cittadine più antiche e curiose; venne fondata il 17 marzo 1597 da quattro giovani volterrani.
di Alessandro Furiesi
Il Re a Volterra
Il 22 ottobre 1925 ebbe l'alta ventura di accogliere entro la cinta delle sue vetuste mura il Re dell'Italia nuova, che regalmente si era mosso per assistere al rito di riconoscenza in memoria dei suoi gloriosi caduti nella grande guerra.
di Gherardo Biagi
Marcello Simoncini
Scultore, è continuatore della migliore tradizione artistica toscana, presente nella famiglia Simoncini da secoli e trasmessa di generazione in generazione.
di Meozzi Mario
Ponte della Quagliera
Il Ponte della Quagliera, posto all'incirca a metà strada tra Saline e le Moie Vecchie è sempre stato, fin dalla mia infanzia, la meta preferita di piacevoli passeggiate. Alcune mie memorie!
di Pietro Gazzarri
Pianisti, cantanti e pazzerelli
Negli anni in bilico fra il secolo Ottocento e Novecento, nelle giornate di festività ufficiali, era consuetudine che le strade del poggio venissero scosse dal suono della banda cittadina. E se non era la banda, ci pensavano tanti eccellenti personaggi a tirar su del ritmo!
di Dino Lessi
La Goriziana
La Goriziana è un gioco che a periodi alterni veniva giocato in quasi tutti i bar di Volterra, ma a vederla giocare dalla Marianna qualche anno fa, era proprio uno spasso.
di Giulio Gistri
Palline e Pattoni
Se al vecchio volterrano tu chiedessi a bruciapelo d'impostar l'equazione «palline e scapaccioni» lì per lì lo metteresti nel pallone. Ma subito dopo, aprendosi in un largo sorriso: - Madonna!... quanti! -,
di Giovanni Batistini
Quei libertari dell’alabastro
La parola alabastraio a Volterra evoca un modo unico e singolare di porsi verso la vita e verso la Storia, dove lo spirito toscano e le idee libertarie s’intrecciano indissolubilmente.
di Pietro Masiello
Bruno Landi
Il ricordo di Bruno Landi ha riportato alla mia mente gli anni lontani della nostra giovinezza, le liete brigate, le smerendate» del lunedì, le scorribande canore nelle sere di bel tempo ed i primi passi verso una sistemazione economica.
di Dino Lessi
Intorno al Palazzo Minucci Solaini
Con un salto entrai nel palazzo Solaini bussando alla prima porta dove a quell'epoca c'era un laboratorio di scultura e dove speravo di essere accolto come garzone. Ricordi di una vita fa!
di Dino Lessi
Ticche
Si chiamava Robusto ed era originario di Pomarance, scaturito dalla numerosa famiglia dei Tani. E robusto lo era davvero. Bastava vederlo all'opera nel suo ingrato mestiere di muratore, percorrere instancabile ogni angolo della Salina di Volterra.
di Pietro Gazzarri
Alla ricerca della chioccia dai pulcini d’oro
Le nostre nonne ci avevano raccontato più di una volta la storia della chioccia con i pulcini d'oro che per una strana magia se ne stava nascosta sul culmine del Poggio alla Rocca. Questa fiaba era forse l'ultimo anello di una serie di leggende che il passato ci tramandava.
di Bruno-Tertulliani
L’anima del Mandorlo
II «vicolo» cominciava ad animarsi all'inizio delle primavera: nei mesi invernali la tramontana tirava troppo forte e solo di rado ci lasciavamo tentare anche a neve alta, dalla frenesia delle pallate.
di Gino Gennai
Annibale Cinci
La sua attività di studioso dimostrava l’attaccamento alla città che amò di quell’amore che solo certi volterrani anche oggi sanno dimostrare per il loro “poggio”.
di Silvano Bertini
Vincenzo da Filicaia
Un poeta arcade governatore di Volterra alla fine del Seicento, Vincenzo da Filicaia detto Polibio Emonio sarà considerato uno dei poeti più importanti del suo secolo.
di Silvano Bertini
Lo spareggio del 1997
Cominciò tutto con un malinteso. Una voce incontrollata che si trasformò passando di bocca in bocca fino ad assumere dimensioni epiche. Per la partita in casa con il Grosseto, sarebbero arrivati a Volterra più di mille maremmani.
di Gianni Galleri
Vicini, ma lontani
Noi “ragazzi delle mura” eravamo pochi, vaso di coccio tra vasi di ferro, e quindi ci alleavamo ora con gli uni ora con gli altri vendendo la nostra prestazione mercenaria in cambio di qualche figurina di ciclisti.
di Renato Bacci
Dei ribelli e dei briganti
Esclusa quella del 2017, l'ultima vera evasione che fece tanto scalpore fu quella della banda dello Zoppo; un'evasione che fece epoca, in quanto era notorio che dalla fortezza medicea non era facile svignarsela. Erano gli anni Venti del Novecento.
di Paolo Ferrini
Politica, società e cultura dal Risorgimento alla Repubblica
L'Europa moderna nasce con la diffusione dei principi dell'illuminismo esaltati dalla Rivoluzione francese: l'età napoleonica spazza via un pò ovunque i residui medievali. Un cambiamento radicale per la nostra città.
di Cosimo Ceccuti
Le Operazioni Militari Tedesche e Alleate
Si erge solitaria su una elevata schiena collinare, controllando strade importanti che dalla città si dipartono verso i quattro punti cardinali. Questo ne fece, durante l'ultimo conflitto mondiale, uno degli obiettivi principali della offensiva americana del luglio 1944.
di Claudio Biscarini
Tra puzzi e profumi
Una memoria d'artri tempi per i nati e cresciuti sù sopr'al bel Poggio dove 'l vento del Settentrione spella vivi e 'l macigno rifila pedatoni a tutt'andare come e dove gli sgrilla.
di Elsa Mazzoni
Jarro
Si scelse uno pseudonimo che in spagnolo vuol dire «boccale»: Jarro. Il nome vero non apparve mai nè in fondo ai suoi articoli di giornale, nè sulle copertine dei suoi volumi: Jarro, sempre Jarro.
di Umberto Foscanelli
Consegna clandestina di una medaglia d’argento
La solenne premiazione del più bravo della V elementare avveniva la prima domenica di giugno, festa dello Statuto Albertino. Un giorno speciale!
di Umberto Foscanelli
Socrate
Presso la laboriosa popolazione di Saline Socrate Becorpi era assai conosciuto non per la potenza del suo cervello ma semplicemente per la enorme potenza dei suoi muscoli di acciaio.
di Pietro Gazzarri
Società Ruggeri – Norchi – Petracchi
I grandi commerci d'alabastro. Fu costituita una società per il commercio dell'alabastro fra i signori Carlo Ruggeri, Antonio Norchi e Ranieri Petracchi, tutti volterrani, per la durata di tre anni.
di Enrico Fiumi
Società Lotti – Leoncini – Tangassi
Fu costituita una società fra Antonio del fu Domenico Lotti, Niccolò del fu Francesco Viti, Giovanni del fu Luigi Leoncini e Vincenzo del fu Tommaso Tangassi. Sono i viaggiatori dell'alabastro!
di Enrico Fiumi
Nocca
Non ho mai saputo quale fosse il suo vero nome, eravamo ragazzi e tutti, ricordano lo chiamavano Nocca e lui rispondeva come se quello fosse il suo vero nome.
di Bruno-Tertulliani
Alabastrai Buontemponi
L'osteria, come ritrovo per discutere, giocare e abbandonarsi all'ozio, era un'attrattiva a cui nessuno sapeva resistere. Gli alabastrai soprattutto, a far bisboccia erano i primi.
di Dino Lessi
Vecchi natali volterrani dei bimbi poveri
Profumo d'arance, odore di neve nell'aria e di pampepati nelle vetrine; presepio con pecorelle, pastori, borraccina, ponticelli su torrenti fatti con pezzi di vetro.
di Umberto Foscanelli
Le Gremignaie
Donne in cappello, intente a sciamannare l'erba, nel fiume stanco e senza rattaio: sono le Gremignaie, raccoglitrici della gramigna, tanto gradita al cavallo.
di Giovanni Batistini
Un Innocente nel Maschio
Nel 1878 una bomba anarchica esplose a Firenze, gettando nel terrore la città. Venne condannato all'ergastolo e rinchiuso nel Mastio un innocente, Cesare Batacchi.
di aa282009
Quei giorni del Quarantaquattro
A me interessa ricordare più di tutto il clima di allora, una ricchezza che qualcuno o qualcosa ci ha portato via indebitamente. I tempi della seconda guerra mondiale.
di Italo Volpi
Quella brutta ferita di Terzo
Era venuto in licenza di convalescenza Terzo, rimasto ferito nella prima fase della decima battaglia dell'Isonzo. Un piccolo aneddoto di vita campagnola.
di Vinicio Domenici
Un episodio della resistenza tedesca
Mentre intorno imperversavano i proiettili americani, dallo sdrucciolo della Piazza dei Priori svoltano in via Roma due ufficiali tedeschi; da qui noi li seguiamo per raccontare una discussione.
di aa282009
L’omo nero
In una Volterra arcaica e sempliciona si credeva all'omo nero. Era stato visto più volte un uomo calarsi giù dal muro della Via di Castello e dileguarsi tra le tenebre degli orti.
di Pietro Chiarini
Cronaca del Tempo di Guerra
Non sembri retorica il ricordare alcuni aspetti della vicenda bellica, anzi della più cruda guerra civile che fascisti repubblichini e nazisti misero in atto nelle nostre contrade.
di Bruno-Tertulliani
Nel ricordo di una bimbetta
Le cannonate arrivavano vicino a noi e aprivano buche nel terreno, con zampillo di terra; l'areo mitragliava bassissimo e ogni volta ci distendevamo a testa in giù con la faccia spiaccicata nelle zolle cretose.
di Fabiola Guidi
Onorevole Arnaldo Dello Sbarba
Originario di Volterra, Arnaldo, politico e avvocato italiano, fu ministro del Lavoro e della Previdenza sociale nei due governi Facta. Una ricca, ma sintetica biografia da leggere.
di Silvia Trovato
Lo scoppio della caserma
Un profondo boato, come un lungo tuono nel sereno di luglio e poi il buio greve e tangibile in cui nevicava nero, erano fogli e veline carbonizzati che andavano in mille frammenti.
di Ivo Rossi
Zio Ferruccio
Zio Ferruccio era un ometto basso e grasso: sembrava, anche per i lineamenti del viso piuttosto marcati, che si fosse alzato da un coperchio di un’urna etrusca del Museo Guarnacci.
di Silvano Bertini
Quando si mangiava con la tessera
Erano tempi difficili in cui si pativa la fame. I duecentocinquanta grammi di pane giornaliero, tesserato, non era sufficiente neppure per colazione, da quanta fame si aveva in corpo.
di Giovanni Batistini
Un Choleroso alla Burlanda
Sul colera scoppiato nel volterrano poco si sa, ma nel 1855 funestò Volterra in maniera tale che nel solo mese di agosto furono trasportati trentacinque malati al lazzaretto e sessantacinque cadaveri al cimitero
di Giovanni Batistini
Quando girava la ruota
Ragazze ingannate dal signorotto, dal primo amore, dal primo arrivato, dal padrone del servizio e, comunque, dopo l'inganno, non avevano altra scelta che pensare a far girare la ruota degli esposti.
di Giovanni Batistini
Gli albori del ciclismo volterrano
A differenza di oggi, negli anni 1920 e 1926 i nostri concittadini parteciparono attivamente al ciclismo, forse per evadere la realtà e dimenticare le loro particolari condizioni socio-economiche.
di Elio Pertici
Le violette di sotto San Giusto
Non c'è inizio di primavera che non mi riporti agli occhi della mente le violette di sotto San Giusto, quelle che fiorivano lungo la scorciatoia che si apriva sulla sinistra andando verso Volterra.
di Liana Millu
Una estate umida
La ballonata classica si effettuava infatti nelle ore notturne e consisteva nel rovesciare un capace secchio d'acqua possibilmente pulita sulla persona prescelta.
di Francesco Bianchi
La Ferrareccia in Piazza
Il punto di riunione più accreditato, specialmente al sabato, era la ferrareccia di piazza. I Notabili più autorevoli stavano seduti e gli altri facevano corona in piedi, andando e venendo.
di Francesco Bianchi
La Compagnia della Misericordia
La Compagnia della Misericordia è certo una delle istituzioni più antiche della nostra città ancora meritevole della riconoscenza e della stima di tutti i Volterrani.
di Renato Bacci
Un Nobile da Volterra e… la sua Banda
Sloane fu tenuto in grande considerazione e, come sempre accade, fu oggetto di particolari attenzioni da parte dell’alta società, laica ed ecclesiastica, della città di Volterra.
di Fabrizio Rosticci
I Matti del San Giovanni
Molti furono gli ospiti del San Giovanni, colonia dell'Ospedale Psichiatrico volterrano, ma di un certo Bracco e di un certo Meini, io conservo tuttora un vivissimo ricordo.
di Pietro Gazzarri
Quattro incantatori volterrani
Quattro stregoni, incantatori a tempo perso, medicastri di dubbia bravura, ma personaggi unici della realtà volterrana: Minza, Melindo, Albino di Ribatti e Giacinto.
di Giovanni Batistini
Le corse dei cavalli in Vallebuona
Il Palio di Vallebuona e i ricordi più disparati di quei momenti di festa. Un dialogo interessante anche con il fantino Vincenzo Ceppatelli, figlio di Tabarre.
di Giovanni Batistini